giovedì 18 luglio 2019

ARTE, emozione e intuizione




Dalla pittura alla musica attraverso       
   l’ intuizione

Sulle ali delle emozioni si aprono nuove prospettive di approfondimento dei significati artistici

di Alberto Zei







I tratti pittorici

Come una lezione di vita, sono molte le causalità che ricollegano i concetti che prima apparivano senza importanza ma che, per un evento imprevisto, riportano la stessa  questione sotto una luce diversa.
Riferendosi alle arti figurative, la rappresentazione di un dipinto contiene nel linguaggio dei segni e dei tratti pittorici  tutto ciò che i visitatori o gli osservatori riescono a leggere nel dipinto stesso. Questa sorta di lettura avviene quando la sensibilità artistica di chi osserva riesce a cogliere l’ architettura della forma e dei contenuti  dell'immagine intuendo quel significato che per lo stesso osservatore quel quadro rappresenta. L’arte di cogliere attraverso i segni, ossia dalle forme dei tratti pittorici, questi aspetti spesso nascosti  rientra nella semiotica che è, appunto, la scienza che interpreta il significato che emerge dall’interno di un'opera pittorica
Un quadro, a prima vista,  esprime soltanto delle immagini, ma ad una attenta osservazione le medesime  immagini – sempre che abbiano un senso – sono accompagnate da altre informazioni, sia come valore  della loro  espressione pittorica, sia come motivazione  che ha spinto l’autore a dipingere quel quadro.
Questa rappresentazione complessa che per un critico d’arte è professionale, per i visitatori di una mostra è una qualità, talvolta anche inaspettata, che di fronte ad un particolare quadro fa vibrare come per risonanza la nostra emotività. Ciò avviene  se la carica emozionale è sintonizzata sul significato che ciascuno, pur in  modo  differente,  attribuisce a quel quadro.






Ancora di più
 Se poi oltre il voluto dell’autore del quadro, l’osservatore supera l’interpretazione della volontà cosciente dello stesso, si aprono altre prospettive di lettura, involontariamente introdotte dal pittore nel dipinto.
Infatti, i grandi capolavori della pittura vengono interpretati attraverso un’analisi che si spinge  al di là del  significato del dipinto, offrendo ulteriori dettagli sulle motivazioni e sullo stato emozionale dell’autore.
Ma come spesso avviene, quando un evento sembra arrivato alla sua massima evoluzione, superato questo limite, si aprono altre condizioni che ad una prima osservazione sembravano imprevedibili ma se viste come effetto domino della sintonia emotiva, allora il paradosso è consequenziale.



La sindrome di Stendhal
  L’esempio più classico è quello della condizione reattiva che viene chiamata “La sindrome di Stendhal”. Questa infatti, si manifesta con uno stato emozionale così alto di fronte ad un’opera d’arte da provocare uno stupore progressivo fino alla perdita dei  sensi.
Certamente si tratta di un caso estremo, ma non così raro, quando osservando un quadro si sovrappongono i vari aspetti del nostro pensiero che, secondo i diversi punti di vista, attribuiscono alle immagini osservate la luce del significato nascosto.
Deve anche mettersi nel giusto rilievo che superata la soglia della mediocrità, quando un’opera d’arte emerge  di fronte al giudizio generale della maggior parte degli osservatori nel concetto della bellezza artistica, che è un po’ la base di giudizio per tutti, questa esprime il punto di partenza del salto di sensibilità di ciascuno.
Ciò non significa che qualcuno sia soltanto più sensibile di altri, ma che altri con le loro emotività non riescono a sintonizzarsi su quella stessa frequenza emotiva.

 I nostri sensi
 Un esempio pratico che può rendere l’idea di questa sorta di sintonia della percezione  si verifica  anche nel settore della sensibilità  gustativa.
Se un sommelier, professionalmente qualificato quanto si vuole, dovesse affermare che una qualità di vino sia in assoluto la migliore, quella sarebbe soltanto una valutazione soggettiva anche se condivisa da altri ma non dalla maggioranza della gente, in quanto la sensibilità gustativa individuale si differenzia proprio per natura da quella di ciascuno.
 Ritornando al concetto dell’opera d’arte a cui come tale si conferisce una base di oggettivo valore, la valutazione emotiva che l’osservazione è capace di esprimere è una facoltà personale la quale dipende dal particolare settore reattivo che un’opera d’arte riesce a stimolare. Anche  la musica si presta ad una valutazione del genere; vi sono infatti, delle composizioni musicali nei loro campi di appartenenza che si prestano ad entrare in sintonia con il filo sottile della nostra preferenza culturale, ma alcuni brani eseguiti da una valida orchestra riescono molto spesso a sintonizzarsi sulla sensibilità musicale di ciascuno e talvolta anche a trascinarlo con le ali del pensiero verso le sensazioni di progressivo coinvolgimento emozionale.





L’ intuizione
 Quando gli impegni culturali creativi della nostra quotidianità si fanno più sottili e più esigenti nella pretesa, allora i risultati si ottengono più con l’intuizione che con la ragione. In tali casi, anche i mezzi strumentali del nostro intelletto devono essere forgiati nelle varie scuole di pensiero (ne esistono anche in  Italia) che rendono l’intuizione una scorciatoia del processo cognitivo; sempre poi che di volta in volta l’intuizione sia riconosciuta valida attraverso il ragionamento razionale.
Per arrivare a questo, il processo è lungo, ma esistono persone eccezionali che nascono già con talenti particolari: chi per la matematica, che per la musica e così via. Per tutte le altre persone, a cui non è preclusa nessuna via, l’approfondimento della pittura, ad esempio, potrebbe rivelarsi  un valido test individuale per capire di essere portato o meno  ad aumentare le proprie capacità sensoriali, fino a riuscire a percepire le verità del mondo con gli  occhi della coscienza, intuendo gli eventi non ancora rivelati e la loro natura.
Questo non è poco.  Ma  molti sottostimano le loro capacità. Perché non provare?




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