lunedì 28 settembre 2020

IL PUNTO SUL CAMPIONATO 2020-2021 (N°.1)


 

 

 Il Campionato di Serie A è appena ripartito e, mentre non è ancora terminata la campagna acquisti e cessioni, dopo due sole giornate si può osservare che la lotta per lo scudetto e per le posizioni utili per le coppe europee è già in corso. Napoli e Milan in vetta alla classifica con due vittorie, Lazio e Atalanta, entrambe con una vittoria, si sfideranno mercoledì prossimo nel recupero della prima giornata, l’Inter si appresta ad andare a punteggio pieno nel recupero contro il Benevento, dopo il “regalo” ricevuto da  Ceccherini (autogol che porta l’Inter sul 2-1), da Vlahovic che fallisce incredibilmente il 4-2 per la Fiorentina e soprattutto da Iachini che come di consueto fa uscire anticipatamente dal campo i suoi due giocatori migliori: Chiesa, seguito poco dopo da Ribéry, vero mattatore dell’incontro, nella vana speranza di conservare il vantaggio per 3-2, arroccandosi in difesa ma di fatto impedendosi le ripartenze e subendo di conseguenza l’assedio vincente dell’Inter.

 

Tutto ciò, mentre la Juve del “predestinato” si schiera con una formazione a dir poco incredibile, con Kulusevski terzino destro e Cuadrado terzino sinistro, uno schieramento bloccato con tanto spazio tra le linee dove si sono infilati i veloci cursori giallorossi. Con il nuovo acquisto Mckennie al centro del centrocampo che nella partita contro la Sampdoria (dopo la sconfitta con la Juve i blucerchiati hanno perso anche la successiva sfida in casa contro la matricola Benevento) era stato salutato come il nuovo Davids bianconero e che ieri sera ha sbagliato tutto quello che c’era da sbagliare. Formazione ideata da Pirlo – è stato detto – per far posto al ritorno di Alvaro Morata che non ha quasi toccato palla.

 

Dopo averci a lungo pensato, infatti, la sostituzione di Higuain (che ha comportato per la Società una perdita secca di 20 milioni) è caduta sullo spagnolo dell’Atletico Madrid che era già stato a Torino nelle stagioni 2014-2015 e 2015-2016 segnando in campionato solo 8 goal nella prima e 7 nella seconda stagione, ma ben figurando in Champions con 7 reti complessive nei due anni. Era un Morata giovane che correva molto ma che non è mai stato una punta da infiltrare stabilmente nell’area di rigore avversaria, l’attaccante di cui avrebbe avuto bisogno la Juve di quest’anno. Inoltre, i “ritorni” non portano mai molta fortuna, naturalmente spero di sbagliarmi. Resta il fatto che senza il solito Ronaldo e senza i tre goal divorati dalla Roma, i bianconeri avrebbero registrato la prima sconfitta del Campionato già alla seconda giornata. E la prossima sfida non sarà uno scherzo: domenica arriva a Torino il Napoli, reduce dalla vittoria per 6-0 contro il Genova. Per la Juve non resta che sperare in Dybala e soprattutto che i nuovi esperimenti di Pirlo (intendiamoci: grande campione sul campo ma ignoto come allenatore) non facciano crollare già alla terza di campionato le ambizioni del popolo bianconero di fregiarsi del decimo scudetto consecutivo.

 

sergio magaldi 


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