<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-5368042956865960557</id><updated>2012-02-02T02:50:10.181+01:00</updated><category term='.Presentazione'/><category term='narrativa'/><category term='saggistica'/><category term='Filosofia'/><category term='Tradizione esoterica e religiosa'/><category term='cronaca'/><category term='Politica'/><category term='calcio'/><category term='Mitologia e astrologia'/><category term='cinema'/><title type='text'>Lo zibaldone di Sergio Magaldi</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://zibaldone-sergio.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5368042956865960557/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://zibaldone-sergio.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Sergio Magaldi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06683710900430631479</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://2.bp.blogspot.com/_iCSqXNyj3sI/SUjCa3Z8w3I/AAAAAAAAAAc/B96dzN9jiZQ/S220/foto+mia+1.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>90</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5368042956865960557.post-632972146107529837</id><published>2012-02-01T19:42:00.002+01:00</published><updated>2012-02-02T02:50:10.189+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cinema'/><title type='text'>CONVIVENZA TRA CRISTIANI E MUSULMANI nel film di Nadine Labaki, E ORA DOVE ANDIAMO?L'eterno conflitto arabo-israeliano.</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-XVdfJPevNJA/TymFyT29FnI/AAAAAAAAAMw/CFqCTlqwYLY/s1600/E+ora+dove+andiamo.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://2.bp.blogspot.com/-XVdfJPevNJA/TymFyT29FnI/AAAAAAAAAMw/CFqCTlqwYLY/s1600/E+ora+dove+andiamo.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif; font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;Et maintenant, on va où?&lt;/i&gt; [E ora dove andiamo ?], film di Nadine Labaki, Francia, Libano, Egitto, Italia, 2011, 110 minuti.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;span style="color: red; font-size: large;"&gt;E ora dove andiamo? È l’interrogativo che alla fine del film gli uomini della comunità cristiano-musulmana di uno sperduto villaggio del Libano rivolgono alle donne. Nel piccolo cimitero, diviso tra un campo cristiano e uno musulmano, posti uno di fronte all’altro, mentre gli uomini sostano nel mezzo recando sulle spalle la bara di un ragazzo ucciso.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: red; font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: red; font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;E il film inizia con la bellissima sequenza delle donne che da sole si avvicinano al cimitero per deporre fiori sulle tombe di padri, mariti, figli e fratelli, uccisi dall’odio che, fuori della piccola comunità, si perpetua tra i fedeli delle due religioni, mietendo vite inconsapevoli accecate di fanatismo. Unite dallo stesso dolore e vestite di nero, le donne si distinguono solo per il capo scoperto delle cristiane. Cantano e danzano lievemente battendosi il petto, in tutto simili al coro di una tragedia greca.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: red; font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: red; font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;C’è animo in queste donne che fanno di tutto ad evitare che il vento di guerra che soffia al di fuori si abbatta anche sulla comunità, di cui sono parte integrante e consapevole. E qui la giovane regista sembra quasi divertirsi, anche nell’interpretare la parte di Amale [Nadine Labaki], la vedova cristiana innamorata di Rabih, il muratore musulmano [Julien Farhat ]. È lei al centro di tutti gli espedienti cui le donne del villaggio, aiutate dall’imàm e dal prete, solidali tra loro, ricorrono perché il seme della contesa e dell’odio non si diffonda tra i propri uomini. Compito sapiente con il quale Nadine Labaki, tra dramma e commedia, mostra che solo dalle donne può venire una speranza di pace. E lo fa con le armi dell’iperbole e dell’ironia che finiscono col divertire gli spettatori. Dal sabotaggio dell’unico televisore del villaggio, che reca notizie sui nuovi episodi di sangue tra cristiani e musulmani, alla distruzione dei pochi giornali che arrivano da fuori. Dall'opportunità di ingaggiare, dando fondo ai risparmi, quattro avvenenti ballerine russe [più una quinta che zoppica e che viene data in &lt;i&gt;bonus&lt;/i&gt;] per distrarre i maschi dal "giocare" alla guerra, all’idea di far piangere lacrime di sangue alla madonna.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: red; font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: red; font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;Ogni “astuzia” femminile si rivelerà efficace solo momentaneamente. L’uccisione di un ragazzo cristiano del villaggio, fuori della comunità e forse casuale, ma opera di un gruppo di musulmani, farà nuovamente precipitare la situazione. Ma proprio quando si disseppelliscono le armi, ecco intervenire il colpo di scena finale, la “trovata” geniale e salvifica che induce lo spettatore a riflettere sul senso autentico di ogni fede religiosa.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: red; font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: red; font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;Gli uomini, eterni immaturi, non saranno mai capaci di comprendere l’inutilità della guerra. Lo ricordava già Anna Frank nei suoi &lt;i&gt;Racconti dell’alloggio segreto&lt;/i&gt;. Questo il messaggio del film che merita di essere visto. Le uniche perplessità che restano, sono: 1) che le donne, purtroppo, non siano tutte come quelle dell’immaginario villaggio del Libano 2) che la guerra, a guardar bene, non sia proprio inutile. È utile, da sempre lo è per le forze occulte e potenti che col pretesto della fede e dell’ideologia spingono l’uomo all’odio e al conflitto, pur di realizzare i propri interessi, per lo più, se non esclusivamente, di natura finanziaria. Ma questa è già un’altra storia.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: red; font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: red; font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;Piuttosto, il soggetto del film richiama subito alla mente l’eterno conflitto arabo-israeliano. La situazione, &lt;i&gt;mutatis mutandis&lt;/i&gt;, è ancora quella che, nel lontano 1967, in un famoso dossier di circa mille pagine descrisse la rivista &lt;i&gt;Les Temps Modernes&lt;/i&gt; di Jean Paul Sartre. &amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-KLbXo8ss_p4/TymGLp0aGOI/AAAAAAAAAM4/Rmp-RbyI4yg/s1600/Le+Temps+Modernes.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://3.bp.blogspot.com/-KLbXo8ss_p4/TymGLp0aGOI/AAAAAAAAAM4/Rmp-RbyI4yg/s320/Le+Temps+Modernes.jpg" width="197" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;span style="color: red; font-size: large;"&gt;Nell’articolo introduttivo che ha per titolo &lt;i&gt;Pour la verité&lt;/i&gt;, Sartre chiarisce ai lettori le ragioni del dossier: “[…]Pour que notre public se sente « concerné », il fallait qu’il ait accès aux sources vives, c’est-à-dire qu’on le mette en prise directe sur la violence rigoureuse et passionnée des hommes qui ont créé ce conflit et que le conflit à son tour a créés[…]”&lt;/span&gt;&lt;a href="file:///C:/Documents%20and%20Settings/Administrator/Documenti/CONVIVENZA%20TRA%20MUSULMANI%20E%20CRISTIANI%20nel%20film%20di%20Nadine%20Labaki.doc#_ftn1" name="_ftnref1" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span lang="FR" style="font-family: Arial; font-size: 18.0pt; mso-ansi-language: FR; mso-bidi-font-size: 12.0pt; mso-bidi-language: AR-SA; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language: IT;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span lang="FR" style="font-family: Arial;"&gt;[1]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="color: red; font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;Poco più avanti, Sartre sottolinea che il dossier non testimonia di un vero dialogo tra arabi e israeliani, ciò che non sarebbe stato possibile perché le parti in causa rifiutano di parlarsi. Ciascun autore, arabo e israeliano, ha esposto le proprie opinioni ai lettori, accettando soltanto che i diversi punti di vista fossero raccolti insieme in un volume. Nient'altro è stato aggiunto dalla redazione della rivista. Ciò non significa - osserva ancora Sartre - essere neutrali. Perché, in questa vicenda, la neutralità non può che venire dall'indifferenza e chiunque osservi veramente - da una parte, la morte lenta dei rifugiati palestinesi, i bambini feriti, denutriti, nati da genitori altrettanto denutriti, con occhi vecchi e incupiti e, dall'altra parte, nei &lt;i&gt;kibbuzim &lt;/i&gt;di confine, gli uomini lavorare nei campi sotto una minaccia costante, con i rifugi scavati all'interno delle abitazioni, con i bambini ben nutriti ma con tanta angoscia nel fondo degli occhi - non può restare indifferente e non sentire quasi sulla propria pelle la violenza che si perpetua di fronte a lui.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="color: red; font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="color: red; font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;Sartre lamentava questa situazione quando erano trascorsi vent'anni dall'origine del conflitto [1947-1967]. Venti anni che a lui sembravano già un'eternità. Oggi, che da allora ne sono trascorsi altri quarantacinque, tutto sembra essere rimasto immutato, persino peggiorato quanto alla cifra della violenza e senza che qualche accenno di dialogo abbia portato grandi frutti.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="color: red; font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="color: red; font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;Qui, più che altrove, appare evidente che l'odio religioso che s'innesta, insieme a questioni di territorio e tanto altro, tra &lt;i&gt;ebrei e musulmani&lt;/i&gt;, è solo uno dei tanti miseri pretesti che &lt;i&gt;i padroni del mondo, &lt;/i&gt;quelli che la guerra la decidono e la fanno a tavolino, hanno scelto per perpetuare il conflitto all'infinito.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="color: red; font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="color: red; font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Sergio Magaldi&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="color: red; font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;hr align="left" size="1" width="33%" /&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/div&gt;&lt;a href="file:///C:/Documents%20and%20Settings/Administrator/Documenti/CONVIVENZA%20TRA%20MUSULMANI%20E%20CRISTIANI%20nel%20film%20di%20Nadine%20Labaki.doc#_ftnref1" name="_ftn1" style="text-align: justify;" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;; font-size: 12.0pt; mso-bidi-font-size: 10.0pt;"&gt;[1]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family: 'Courier New'; font-size: 12pt; text-align: justify;"&gt;Op.cit. p.5:“Perché il nostro pubblico divenisse “consapevole”, bisognava cheavesse accesso alle sorgenti vive, cioè che lo si mettesse in contatto direttocon la violenza implacabile e passionale degli uomini che hanno creato questoconflitto e che il conflitto a sua volta ha creato”&lt;/span&gt;&lt;span style="color: red; font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: red; font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: red; font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5368042956865960557-632972146107529837?l=zibaldone-sergio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://zibaldone-sergio.blogspot.com/feeds/632972146107529837/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://zibaldone-sergio.blogspot.com/2012/02/convivenza-tra-cristiani-e-musulmani.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5368042956865960557/posts/default/632972146107529837'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5368042956865960557/posts/default/632972146107529837'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://zibaldone-sergio.blogspot.com/2012/02/convivenza-tra-cristiani-e-musulmani.html' title='CONVIVENZA TRA CRISTIANI E MUSULMANI nel film di Nadine Labaki, E ORA DOVE ANDIAMO?L&apos;eterno conflitto arabo-israeliano.'/><author><name>Sergio Magaldi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06683710900430631479</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://2.bp.blogspot.com/_iCSqXNyj3sI/SUjCa3Z8w3I/AAAAAAAAAAc/B96dzN9jiZQ/S220/foto+mia+1.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-XVdfJPevNJA/TymFyT29FnI/AAAAAAAAAMw/CFqCTlqwYLY/s72-c/E+ora+dove+andiamo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5368042956865960557.post-204278956216458736</id><published>2012-01-26T20:03:00.000+01:00</published><updated>2012-01-26T22:12:53.994+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cronaca'/><title type='text'>IL GIORNO DELLA MEMORIA:27-01-2012. I treni della vergogna. Lettera ad Anna Frank.</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-Y_JoDg7ylnA/TyGZCa6qiOI/AAAAAAAAAMA/HT4v4BEbedY/s1600/YAD+VASHEM+(5).JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://2.bp.blogspot.com/-Y_JoDg7ylnA/TyGZCa6qiOI/AAAAAAAAAMA/HT4v4BEbedY/s320/YAD+VASHEM+(5).JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;YAD VASHEM&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; Vagone originale delle ferrovie tedesche&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; con cui venivano deportati gli ebrei. &amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;h1&gt;&lt;span style="background-color: black;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: 18pt;"&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;S&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: 18pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;Si riportadi seguito&lt;/span&gt; – &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: 'Courier New'; font-size: 18pt;"&gt;Da&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family: 'Courier New'; font-size: 18pt;"&gt;Holocaust &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-family: 'Courier New'; font-size: 18pt;"&gt;di Gérald Green [&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family: 'Courier New'; font-size: 18pt;"&gt;Olocausto&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-family: 'Courier New'; font-size: 18pt;"&gt;, sperling &amp;amp; kupfer,1979, trad.it. di Katya Gordini&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: 18pt;"&gt; –&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/h1&gt;&lt;h1&gt;&lt;span style="background-color: black; font-family: Verdana; font-size: 18pt;"&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: red; font-weight: normal;"&gt;il dialogo tral’immaginario Erik Dorf, maggiore delle SS e il tristemente noto e reale AdolfEichmann, ufficiale della Gestapo.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h1&gt;&lt;h1&gt;&lt;span style="background-color: black; font-family: Verdana; font-size: 18pt;"&gt;&lt;span style="color: red; font-weight: normal;"&gt;&amp;nbsp;Dopo aver visitato il campo di sterminio diAuschwitz, Eichmann racconta a Dorf che Himmler e Rudolf Hoess stannocoordinando l’orario dei treni per Auschvitz. Alla domanda del maggiore delleSS:&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="background-color: black; color: red; font-family: 'Courier New'; font-size: 18pt;"&gt;&lt;i&gt;Perché Auschwitz?&lt;/i&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="background-color: black; color: red; font-family: Verdana; font-size: 18pt;"&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;La rispostaineffabile di Eichmann è la seguente:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h1&gt;&lt;h1&gt;&lt;span style="background-color: black; font-family: 'Courier New'; font-size: 18pt;"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;“Oh,è dotato di un bell’impianto ferroviario. Spazio a volontà che assicural’isolamento e un sacco di ebrei attorno al posto.La Polonia è il nostro veroproblema.Tutti questi nuovi posti, Chelmno, Belżec, Sobibór, saranno tutti inPolonia […]Il Führer non vuole che il sacro suolo della Germania siacontaminato da sangue ebraico”.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: 18pt;"&gt;&lt;span style="background-color: black; color: red;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h1&gt;&lt;div&gt;&lt;h1&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: 18pt;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/h1&gt;&lt;h1&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: 18pt; font-weight: normal;"&gt;Dalla miaintroduzione a &lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family: 'Courier New'; font-size: 18pt;"&gt;Raccontidella Shoà&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/h1&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-GfuIj6MTRR8/TyGcJP8BanI/AAAAAAAAAMI/Qs57u0yXoL4/s1600/Racconti+sho%C3%A0+copertina+immag.tif.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://2.bp.blogspot.com/-GfuIj6MTRR8/TyGcJP8BanI/AAAAAAAAAMI/Qs57u0yXoL4/s320/Racconti+sho%C3%A0+copertina+immag.tif.jpg" width="222" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: 18pt;"&gt;di FulvioGiannetti [Roma,2004] con prefazione di Riccardo Di Segni e illustrazioni diGeorges de Canino, ripropongo:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;h1&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&amp;nbsp;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family: 'Courier New'; font-size: 26pt; font-weight: normal;"&gt;Perché scrivere unalettera ad Anna Frank?&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoBodyText"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoBodyText"&gt;&lt;span style="background-color: black; font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;span style="font-size: 26pt;"&gt;[…]&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: 16pt;"&gt;C’è in questi racconti di Fulvio Giannettiil tentativo di saldare insieme memoria storica e ricordi personali, fatto ecreazione, testimonianza e sogno, lavoro ingrato che si riparte tra metastoriae metaletteratura.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoBodyText"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoBodyText"&gt;&lt;span style="background-color: black; font-family: Verdana; font-size: 16pt; font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&amp;nbsp; Non starò a verificare se l’operazione sia riuscita e magari sianato un genere nuovo, diverso persino dal racconto o dal romanzo storico. Quelche mi preme sottolineare è che Giannetti, dalla materia trattata,consapevolmente o meno, trae quattro motivi di riflessione, quattro “ragioni”nuove e diverse di porsi di fronte alla Shoah e, più in generale, di frontealla vita.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 16pt; font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;&lt;span style="background-color: black;"&gt;&amp;nbsp; C’è forse nell’autore il desiderio dicompiacere i lettori? O è magari perché Anna “simboleggia i sei milioni dimorti della Shoah”? Così come Miep Gies nega che sia, per affermare invece che“la vita e la morte di Anna sono un destino individuale”, anche se “accadutosei milioni di volte” &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="file:///C:/Documents%20and%20Settings/Administrator/Documenti/Anna%20Frank%20blog%202012.doc#_ftn1" name="_ftnref1" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="background-color: white; font-family: 'Courier New', Courier, monospace;"&gt;[1]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="background-color: black; font-family: Verdana;"&gt;.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 16pt; font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;span style="background-color: black;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="background-color: black; color: red; font-family: Verdana; font-size: 16pt; font-weight: normal;"&gt;&amp;nbsp;Nulla di tutto ciò. E allora? La realtà è che Fulvio scrive oggi le pagine diun diario che Anna scrisse allora, quando lui aveva una decina d’anni meno dilei, e non sapeva ancora né leggere né scrivere, e che il Fulvio che ricordaquelle pagine non scritte parla con la consapevolezza dell’uomo maturo,dell’uomo che &lt;/span&gt;&lt;i style="background-color: black; color: red; font-family: Verdana; font-size: 16pt; font-weight: normal;"&gt;può&lt;/i&gt;&lt;span style="background-color: black; color: red; font-family: Verdana; font-size: 16pt; font-weight: normal;"&gt; commuoversi dellapropria “infanzia violata”, perché è almeno in grado di ricordarla.Dall’incontro del bambino di allora con l’uomo di oggi nasce la lettera cheognuno potrebbe scrivere alla propria compagna di giochi, trovandosi a viverela medesima esperienza. La guerra e soprattutto l’identità ebraica.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="background-color: black; font-family: Verdana; font-size: 16pt; font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&amp;nbsp;Un pretesto per raccontare di sé? In un certosenso lo è, perché il bambino Fulvio non sa nulla della Prinsengracht 263 diAmsterdam né dell’alloggio segreto, non conosce la segregazione totaleprotratta per oltre due anni e bruscamente interrotta un mattino dalla Gestapo,quasi alla vigilia della Liberazione,&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt; &lt;/span&gt;&amp;nbsp;né fortunatamente conosce i treni dai vagoni piombati e i tedeschi che liscortavano, non la fame, la sete e la vergogna di Westerbork, di Auschwitz e diBergen-Belsen – campo, quest’ultimo, di cui pure ha sentito parlare dallo ziosopravvissuto – e l’uomo Fulvio potrebbe parlarne ma sarebbe lavoro dibiografo. Il bambino Fulvio conosce invece la grotta-rifugio nella valledell’Iri, dove apprende la morte del padre, della segregazione non ha chefugace esperienza anche se subisce il trauma del “sepolto vivo” e della fameconosce abbastanza da ricordarla, nel suo diario della memoria, quasi comeun’ossessione. Certo, i‘suoi’ tedeschi sono diversi, non meno “orrendi”, maalmeno egli li vede da spettatore. E se è vero che danno fuoco al volto diAnita che chiede pane, quando ha con loro un incontro “ravvicinato”, ne ricevein dono persino un’enorme fetta di torta!&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="background-color: black; font-family: Verdana; font-size: 16pt; font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&amp;nbsp;Ecco allora il senso dello scrivere unalettera ad Anna Frank che ogni bambino ebreo e non ebreo – oggi adulto –potrebbe scrivere commisurando la propria infanzia violata a quelladell’infelice Anna. Tante virtuali candeline accese per illuminare le coscienzee aiutarle a riconoscere il demone della guerra, dell’intolleranza, dellaviolenza e delle persecuzioni.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoBodyText"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoBodyText"&gt;&lt;span style="background-color: black; font-family: Verdana; font-size: 16pt; font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&amp;nbsp;Perché, se è vero – come scrive Anna Frank – che in ogni uomo c’èun “pezzetto” di Dio, occorre fare in modo che quel pezzetto s’impadronisca del“resto” dell’uomo e lo trasformi, altrimenti nulla potrà davvero cambiare. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 16pt; font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;&lt;span style="background-color: black; color: lime;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style="background-color: black; color: red;"&gt;In &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;i style="background-color: black; font-family: Verdana;"&gt;Lavita di Cady&lt;/i&gt;&lt;span style="background-color: black; font-family: Verdana;"&gt;, uno dei racconti più riusciti di Anna Frank e che non faparte del &lt;/span&gt;&lt;i style="background-color: black; font-family: Verdana;"&gt;Diario&lt;/i&gt;&lt;span style="background-color: black; font-family: Verdana;"&gt;, nel colloquio traCady e una donna inferma, vicina di letto nel sanatorio, si misurano dueconcezioni, entrambe presenti nell’anima di Anna, reclusa nell’alloggiosegreto. Da una parte la speranza, dall’altra un pessimismo che trascende anchela sua personale sorte, di cui, pure, il suo inconscio pare avvertito quasi conrassegnazione. Cady confida a se stessa che Dio si manifesta nei suoi pensierie nelle sue parole, giacché Egli “prima d’inviare gli uomini nel mondo dà aciascuno di essi un pezzetto di sé. È questo pezzetto che produce nell’uomo ladifferenza tra bene e male e che fornisce una risposta alle sue domande. Quelpezzetto è altrettanto naturale quanto la crescita dei fiori e il canto degliuccelli” &lt;/span&gt;&lt;a href="file:///C:/Documents%20and%20Settings/Administrator/Documenti/Anna%20Frank%20blog%202012.doc#_ftn2" name="_ftnref2" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="background-color: white; font-family: 'Courier New', Courier, monospace;"&gt;[2]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="background-color: black; font-family: Verdana;"&gt;.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 16pt; font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;span style="background-color: black; font-family: Verdana;"&gt;&amp;nbsp;Ma la donna che giace nel letto accanto al suo è oscuramente profetica: “Io noncredo – ella dice – nulla delle voci che dicono che fra qualche mese tutto saràfinito. Una guerra dura sempre più di quel che credono gli uomini” &lt;/span&gt;&lt;a href="file:///C:/Documents%20and%20Settings/Administrator/Documenti/Anna%20Frank%20blog%202012.doc#_ftn3" name="_ftnref3" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="background-color: white; font-family: 'Courier New', Courier, monospace;"&gt;[3]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="background-color: black; font-family: Verdana;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 16pt; font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;span style="background-color: black;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 16pt; font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;span style="background-color: black; font-family: Verdana;"&gt;&amp;nbsp;Anzi, conclude la donna, e Anna fa parlare qui l’altra metà della sua anima, laguerra è la condizione stessa del genere umano: “Dopo ogni guerra gli uominidicono: ‘Questo non accadrà mai più, è stato così terribile, bisogna evitare aqualsiasi prezzo che si ripeta’ e sempre di nuovo gli uomini devono combatteregli uni contro gli altri, questo non cambierà mai: finché sulla terra visaranno degli uomini saranno sempre in lotta e quando ci sarà la pacecercheranno nuovi pretesti per scontrarsi” &lt;/span&gt;&lt;a href="file:///C:/Documents%20and%20Settings/Administrator/Documenti/Anna%20Frank%20blog%202012.doc#_ftn4" name="_ftnref4" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="background-color: white; font-family: 'Courier New', Courier, monospace;"&gt;[4]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;&lt;span style="background-color: black;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;span style="background-color: white;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-WPGf01OgHrg/TyG-x6TeT9I/AAAAAAAAAMY/JZl2cCjmVbg/s1600/Anna+Frank+racconti.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://1.bp.blogspot.com/-WPGf01OgHrg/TyG-x6TeT9I/AAAAAAAAAMY/JZl2cCjmVbg/s320/Anna+Frank+racconti.jpg" width="182" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: 'Courier New', Courier, monospace;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small; font-weight: normal;"&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Edizione 1983&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: 'Courier New', Courier, monospace;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-dvXq4-12NJQ/TyHBYKP2wpI/AAAAAAAAAMo/WaUzxvCosMw/s1600/Anna+Frank+diario.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://4.bp.blogspot.com/-dvXq4-12NJQ/TyHBYKP2wpI/AAAAAAAAAMo/WaUzxvCosMw/s320/Anna+Frank+diario.jpg" width="203" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Courier New', Courier, monospace; font-size: small;"&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp;Edizione 1993 CDE spa-Milano su licenza Einaudi&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="background-color: white; font-family: 'Courier New', Courier, monospace; font-size: small; font-weight: normal;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="background-color: white; font-family: 'Courier New', Courier, monospace; font-size: small; font-weight: normal;"&gt;Sergio Magaldi&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="background-color: black; font-weight: normal;"&gt;&lt;br clear="all" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;hr align="left" size="1" width="33%" /&gt;&lt;div id="ftn1"&gt;&lt;div class="MsoFootnoteText" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;&lt;a href="file:///C:/Documents%20and%20Settings/Administrator/Documenti/Anna%20Frank%20blog%202012.doc#_ftnref1" name="_ftn1" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="font-family: 'Courier New', Courier, monospace; font-size: small;"&gt;[1]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family: 'Courier New'; font-size: 12pt;"&gt;Cfr.,&lt;i&gt;Postfazione&lt;/i&gt; di Miep Gies, in MelissaMuller, &lt;i&gt;Anne Frank. Una biografia&lt;/i&gt;,trad. it., Einaudi, Torino, 2004, p.348. Miep Gies gestisce e rende possibileil rifugio della famiglia Frank nell’alloggio segreto. Sarà lei a ritrovare piùtardi il diario di Anna. Nel 1994 la Germania le conferisce la Croce federaleal merito, lo Yad Vashem di Gerusalemme le consegna la “Medaglia d’onore deigiusti”, mentre la regina Beatrice d’Olanda la nomina Cavaliere dell’ordine diOrange-Nassau.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: 'Courier New'; font-size: 14pt;"&gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href="file:///C:/Documents%20and%20Settings/Administrator/Documenti/Anna%20Frank%20blog%202012.doc#_ftnref2" name="_ftn2" style="font-weight: normal; text-align: justify;" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="font-family: 'Courier New'; font-size: 12pt;"&gt;[2]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family: 'Courier New'; font-size: 12pt; font-weight: normal; text-align: justify;"&gt;Anne Frank, &lt;i&gt;Racconti dell’alloggio segreto&lt;/i&gt;, trad.it., Einaudi, Torino,1983, p.150&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div id="ftn2"&gt;&lt;div class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href="file:///C:/Documents%20and%20Settings/Administrator/Documenti/Anna%20Frank%20blog%202012.doc#_ftnref3" name="_ftn3" style="font-weight: normal;" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="font-family: 'Courier New'; font-size: 12pt;"&gt;[3]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="font-family: 'Courier New'; font-size: 12pt; font-weight: normal;"&gt; Ibid.,p.151&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Courier New'; font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&lt;a href="file:///C:/Documents%20and%20Settings/Administrator/Documenti/Anna%20Frank%20blog%202012.doc#_ftnref4" name="_ftn4" style="font-weight: normal;" title=""&gt;[4]&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="font-family: 'Courier New'; font-size: 12pt; font-weight: normal;"&gt; Ibid.,p.152&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/h1&gt;&lt;h1&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: 18pt;"&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h1&gt;&lt;h1&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: large;"&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h1&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5368042956865960557-204278956216458736?l=zibaldone-sergio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://zibaldone-sergio.blogspot.com/feeds/204278956216458736/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://zibaldone-sergio.blogspot.com/2012/01/il-giorno-della-memoria27-01-2012-i.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5368042956865960557/posts/default/204278956216458736'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5368042956865960557/posts/default/204278956216458736'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://zibaldone-sergio.blogspot.com/2012/01/il-giorno-della-memoria27-01-2012-i.html' title='IL GIORNO DELLA MEMORIA:27-01-2012. I treni della vergogna. Lettera ad Anna Frank.'/><author><name>Sergio Magaldi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06683710900430631479</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://2.bp.blogspot.com/_iCSqXNyj3sI/SUjCa3Z8w3I/AAAAAAAAAAc/B96dzN9jiZQ/S220/foto+mia+1.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-Y_JoDg7ylnA/TyGZCa6qiOI/AAAAAAAAAMA/HT4v4BEbedY/s72-c/YAD+VASHEM+(5).JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5368042956865960557.post-2157015422002499291</id><published>2012-01-18T19:10:00.000+01:00</published><updated>2012-01-19T12:17:56.953+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cinema'/><title type='text'>POTERE E DEMOCRAZIA nel film J.EDGAR di Clint Eastwood, 2011</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-cBzZusIUzqQ/TxcF3MJul7I/AAAAAAAAAL4/S8c9PQ2oai4/s1600/j_edgar_140.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://3.bp.blogspot.com/-cBzZusIUzqQ/TxcF3MJul7I/AAAAAAAAAL4/S8c9PQ2oai4/s1600/j_edgar_140.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: blue; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: large;"&gt;Il nuovo film di Clint Eastwood, dopo isuccessi di &lt;i&gt;Gran Torino&lt;/i&gt; [2008] e di &lt;i&gt;Invictus &lt;/i&gt;[2009], pone ilproblema inquietante dei rapporti tra Potere e Democrazia in un grande Paesecome gli Stati Uniti d’America. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: blue; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;Il regista porta sullo schermo la vita diJohn Edgar Hoover, capo del &lt;i&gt;Federal Bureau of Investigation&lt;/i&gt; [F.B.I.]ininterrottamente per quasi cinquant’anni [1924-1972] e testimonedell’avvicendarsi di ben otto presidenti alla guida della nazione: da CalvinCoolidge, che per primo gli conferì l’incarico, a Richard Nixon che tentòinutilmente d’impossessarsi dei suoi “fascicoli” [distrutti dalla fedelesegretaria Helen Gandy, interpretata da Naomi Watts], passando attraversofigure come F.D Roosevelt e J.F. Kennedy che, per motivi diversi, tanta parte hannoavuto nella storia degli U.S.A.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoBodyText"&gt;&lt;span style="color: blue; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;Il film ha ilpregio di mettere in evidenza gli aspetti positivi dell’opera di J. Edgar, conl’adozione di nuove tecnologie nell’azione investigativa [schedario delleimpronte digitali, creazione di laboratori scientifici ecc…], la lotta controil gangsterismo, il rigore e l’efficienza nel lavoro, ma anche gli aspettinegativi e francamente inquietanti soprattutto in un paese democratico:violenza, ricatti, spionaggio, &lt;i&gt;dossieraggio&lt;/i&gt; e lotta senza quartiere neiconfronti di movimenti in lotta per il riconoscimento dei diritti civili o neiconfronti di personaggi anche solo sospettati di fede comunista. Il tutto nelnome di un “patriottismo” che a stento dissimula una forte ambizione personale,il disegno di sradicare sul nascere ogni forma di opposizione e la fermavolontà di garantire la sicurezza del Paese attraverso il mantenimento diprivilegi consolidati. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: blue; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;È vero tuttavia che il lavoro di Eastwood,nel rincorrere gli eventi di cinquant’anni, si mostri spesso “composto di unaserie di situazioni slegate tra loro”, come sostiene Giuseppe D’Errico su &lt;i&gt;IlGrecale&lt;/i&gt; – &lt;i&gt;Agenzia di stampa quotidiana&lt;/i&gt;, ma è vero altresì che ilsenso del film non è tanto nella rivisitazione puntuale ed organica di unacronaca più o meno conosciuta, quanto nel cogliere la complessa personalità del protagonista, un personaggio che non esercita direttamente il potere mane detiene, per così dire, le chiavi per l’uso quotidiano. Si tratta insomma dicapire che tipo di uomo debba essere colui che è in grado di resistere permezzo secolo a pressioni d’ogni genere, tenendo a bada il Capo dell’Esecutivo,gli organi della rappresentanza politica e soprattutto un’opinione pubblicapilotata da un giornalismo non asservito ed efficiente, quale s’incontra spessonei paesi di lingua e cultura anglosassone. Intanto, deve essere un uomo“rassicurante” per i poteri forti, un individuo capace di costruire senzascrupoli e tentennamenti il proprio “fortino” e al tempo stesso disposto alsacrificio della cosiddetta vita privata.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: blue; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;L’&lt;i&gt;identikit &lt;/i&gt;corrisponde in pieno aquello di J.Edgar Hoover, e l’interpretazione di Leonardo DiCaprio apparequanto mai convincente, sia nelle vesti del giovane appena assunto nel Bureauof Investigation, sia in quelle dell’anziano direttore del Federal Bureau[truccato sapientemente, per quanto a qualcuno l'attore possa apparire “goffoe imbolsito”].&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: blue; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;Il futuro direttore F.B.I. cresce con una madre autoritaria ecastrante [Judy Dench] che inocula in lui la passione per la politica, intesacome scorciatoia per soddisfare le proprie ambizioni. J. Edgar l’adora, naturalmente, mentre sembra ignorare il padre costretto sulle sedia a rotelle evisibilmente relegato ad un ruolo marginale e sottomesso nell’ambito familiare.Un classico per chi voglia dimostrare che l’orientamento sessuale è un fattoreacquisito, dipendente soprattutto dal rapporto che il bambino instaura con igenitori, segnatamente, per un maschio, con una madre opprimente, per un motivoo per l’altro stimolata a destituire di autorità e prestigio il ruolo paterno.Teorema di cui si avvalgono regista e sceneggiatore per spiegare la latenteomosessualità del giovane J. Edgar, mai ammessa né dichiarata anche perché, persignificativo paradosso, sarà proprio la madre a farla apparire al figlio come&lt;i&gt; &lt;/i&gt;un&lt;i&gt;tabù &lt;/i&gt;che in nessun caso può essere abbattuto.&amp;nbsp;Ciò che non&amp;nbsp; impedisce, tuttavia, a J.Edgar di restarescapolo, nonostante i reiterati progetti di matrimonio, e di legarsi in amicizia sentimentale con Clyde Tolson [Armie Hammer], il vice-direttore dalui prescelto e che gli resterà accanto tutta la vita e anche dopo, dal momentoche i due sono seppelliti uno accanto all’altro nel cimitero del Parlamento diWashington.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: blue; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;D’altra parte, la genesi della presuntaomosessualità di J. Edgar non è certo l’aspetto più interessante e qualificantedel film. Eastwood, tuttavia, se ne serve per meglio far comprendere la psichedi J.Edgar e descrivere l’apparente contraddizione di un personaggio che,mentre costruisce i &lt;i&gt;dossier&lt;/i&gt; per ricattare i potenti, utilizzando soprattutto i “vizi” inconfessabili di natura sessuale [come nelcaso dell’orientamento sessuale della moglie del presidente F.D. Roosewelt], viveall’ombra di desideri ossessivi che ne disturbano, e non poco, la personalità.E questo, forse, è proprio il limite di un film che tace volutamente su altriaspetti significativi, come, per esempio, il fatto che il direttore del F.B.I. fosse stato elevato nel corso della sua carriera sino al 33° e più alto grado dellaMassoneria di Rito Scozzese. Silenzio che non si spiega semplicemente, conl’osservare che l’appartenenza massonica è così diffusa tra le &lt;i&gt;élites&lt;/i&gt;degli Stati Uniti d’America da non destare particolare attenzione né curiosità. Cosa inconcepibile in&amp;nbsp; Italia, dove i &lt;i&gt;media&lt;/i&gt; sono sempre a caccia del massone che si "annida" nelle istituzioni; del tutto naturale in un Paese&amp;nbsp; che annovera molti massoni tra iPresidenti e illustra con simboli massonici persino la banconota da undollaro.&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: blue; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;Ricostruire l’identitàmassonica di J.Edgar, avrebbe costretto il regista ad inseguire il filo rossoche forse conduce sino alle stanze occulte del Potere &lt;i&gt;americano&lt;/i&gt;, quello &lt;i&gt;vero&lt;/i&gt;,quello che consentì al direttore del F.B.I., per il bene della &lt;i&gt;patria&lt;/i&gt; edell’&lt;i&gt;ordine&lt;/i&gt; stabilito, di minacciare impunemente per quasi cinquant’annitanti Presidenti e uomini politici di primo piano e lo portò addirittura adessere sospettato come il mandante dell’assassinio di Martin Luther King.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: blue; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;Clint Eastwood non voleva o non erainteressato a presentare il suo “eroe” da questa prospettiva. Più semplicementeintendeva mostrare come il comportamento di un individuo, il cui scopo è di vegliaresulla legalità e sull’ordine democratico, possa degenerare sino al punto dicompromettere la fiducia stessa negli istituti della democraziarappresentativa. Lo fa con garbo, proiettando sul personaggio luci ed ombre,col disincanto di un fanciullo – lui che ha ormai superato gli ottant’anni –che abbia appena scoperto la fragilità di un &lt;i&gt;sogno&lt;/i&gt;.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial; font-size: 11pt;"&gt;Sergio Magaldi&lt;i&gt; &lt;/i&gt;&amp;nbsp;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5368042956865960557-2157015422002499291?l=zibaldone-sergio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://zibaldone-sergio.blogspot.com/feeds/2157015422002499291/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://zibaldone-sergio.blogspot.com/2012/01/potere-e-democrazia-nel-film-jedgar-di.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5368042956865960557/posts/default/2157015422002499291'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5368042956865960557/posts/default/2157015422002499291'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://zibaldone-sergio.blogspot.com/2012/01/potere-e-democrazia-nel-film-jedgar-di.html' title='POTERE E DEMOCRAZIA nel film J.EDGAR di Clint Eastwood, 2011'/><author><name>Sergio Magaldi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06683710900430631479</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://2.bp.blogspot.com/_iCSqXNyj3sI/SUjCa3Z8w3I/AAAAAAAAAAc/B96dzN9jiZQ/S220/foto+mia+1.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-cBzZusIUzqQ/TxcF3MJul7I/AAAAAAAAAL4/S8c9PQ2oai4/s72-c/j_edgar_140.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5368042956865960557.post-2579974610919525300</id><published>2012-01-14T11:01:00.002+01:00</published><updated>2012-01-14T11:07:09.558+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tradizione esoterica e religiosa'/><title type='text'>LETTERA PER UN AMICO CRISTIANO recensione</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-95azcYF6V8g/TxFQoS6mqZI/AAAAAAAAALw/9euqcsdoDMk/s1600/Lettera+per+un+amico+cristiano.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://4.bp.blogspot.com/-95azcYF6V8g/TxFQoS6mqZI/AAAAAAAAALw/9euqcsdoDMk/s320/Lettera+per+un+amico+cristiano.jpg" width="195" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: red; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Da www.informazionecorretta.com la recensione di Giorgia Greco al libro di&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: red; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;FULVIO GIANNETTI, &lt;i&gt;Lettera per un amico cristiano&lt;/i&gt;, Sovera Edizioni, 2011&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: blue; font-size: large;"&gt;Una fotografia del campo di concentramento nazista di Terezin nei pressi diPraga accoglie il lettore del breve ma intenso saggio di Fulvio Giannetti;medico chirurgo proveniente da una famiglia di origini spagnole è autore ditesti sull’occupazione nazista in Italia e attualmente vive a Gerusalemme.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: blue; font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: blue; font-size: large;"&gt;Un’immagine quella di copertina che richiama subito l’attenzione del lettoresul concetto di martirio di cui gli ebrei sono stati vittima nel corso deisecoli: un popolo che, a differenza di altri, ancora oggi nel proprio Statodemocraticamente costituito deve affrontare pregiudizi e difendersi da coloroche spargendo odio ne vorrebbero la cancellazione.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: blue; font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: blue; font-size: large;"&gt;“&lt;span style="font-family: 'Courier New', Courier, monospace;"&gt;L’odio antisemita che ha invaso tutta l’Europa dall’800 in poi, non avrebbeavuto terreno tanto fertile senza l’antigiudaismo che fu propedeutico etrasformò l’odio contro gli ebrei, intesi come praticanti una religionedemoniaca, in odio contro gli ebrei intesi come popolo…&lt;/span&gt;” così scrive lacorrispondente da Israele di Informazione corretta, Debora Fait, nell’accurataprefazione al saggio di Giannetti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: blue; font-size: large;"&gt;Nemmeno la Shoah con il suo carico di sei milioni di innocenti sterminati hafatto cessare questa distorsione morale, un odio camuffato da antisionismoradicale che ora è rivolto allo Stato degli ebrei, demonizzato e a rischio disopravvivenza ogni giorno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: blue; font-size: large;"&gt;L’autore nella sua “lettera” a un amico cristiano analizza con rigore storicoavvalendosi di dati documentali puntuali la versione riportata nei Vangeli perquanto attiene al ruolo di Ponzio Pilato. Se la narrazione dei Vangeli descrivela figura di Pilato come un uomo esitante e debole, opportunista sotto ilprofilo politico, Giannetti riporta invece l’immagine di un uomo spietato,responsabile della morte del fratellastro, e di numerosi crimini compiuti comegovernatore della Giudea.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: blue; font-size: large;"&gt;Lo scrittore si sofferma in particolar modo sul processo subito da Gesù aGerusalemme nel Praetorium romano, dinanzi a Pilato. Argomentando sulla base difonti storiche accurate Giannetti invita a prendere con cautela le narrazionievangeliche che indicano negli ebrei i principali responsabili della passionedi Cristo, scagionando il governatore da qualsivoglia responsabilità: quantosopra in virtù del fatto che non si possiede una testimonianza diretta delprocesso essendosi svolto a porte chiuse.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: blue; font-size: large;"&gt;Le affermazioni poco veritiere degli evangelisti sarebbero dunque da ascriversial timore che la loro fede venisse annientata dalla repressione del potereromano e dunque al tentativo di ingraziarsi Roma.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: blue; font-size: large;"&gt;Nel breve saggio Giannetti affronta con accuratezza storica anche l’argomentodell’arresto di Gesù (evidenziando le contraddizioni presenti nella narrazioneevangelica), della situazione socio-politica nella quale il Cristo ha vissuto edell’influenza che gli ambienti farisaici vicini agli zelati ebbero nella suaformazione spirituale.&lt;br /&gt;La lettura di questo libro offre in poche pagine un’occasione imperdibile per icristiani di riflettere sui fatti storici narrati dagli evangelisti in modo nonsempre corretto e le cui conseguenze si sono riverberate per secoli sul popoloebraico, generando quel tessuto nel quale si è innestato un radicatoantigiudaismo che è arrivato fino ai giorni nostri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: blue; font-size: large;"&gt;Da questa “Lettera” si può imparare molto e l’auspicio di chi scrive è cherimanga nel cuore del lettore per aiutarlo a mutare atteggiamento verso ilpopolo ebraico sgombrandogli la mente dai pregiudizi, dall’odio edall’intolleranza che impediscono di guardare allo Stato di Israele con ilrispetto e la considerazione dovuti a qualsiasi nazione legittimamente edemocraticamente costituita.&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Giorgia Greco&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5368042956865960557-2579974610919525300?l=zibaldone-sergio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://zibaldone-sergio.blogspot.com/feeds/2579974610919525300/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://zibaldone-sergio.blogspot.com/2012/01/lettera-per-un-amico-cristiano.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5368042956865960557/posts/default/2579974610919525300'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5368042956865960557/posts/default/2579974610919525300'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://zibaldone-sergio.blogspot.com/2012/01/lettera-per-un-amico-cristiano.html' title='LETTERA PER UN AMICO CRISTIANO recensione'/><author><name>Sergio Magaldi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06683710900430631479</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://2.bp.blogspot.com/_iCSqXNyj3sI/SUjCa3Z8w3I/AAAAAAAAAAc/B96dzN9jiZQ/S220/foto+mia+1.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-95azcYF6V8g/TxFQoS6mqZI/AAAAAAAAALw/9euqcsdoDMk/s72-c/Lettera+per+un+amico+cristiano.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5368042956865960557.post-6713108283797098102</id><published>2012-01-10T12:54:00.000+01:00</published><updated>2012-01-12T10:55:02.777+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><title type='text'>CORPORAZIONI DI TUTTA ITALIA UNITEVI!</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-4BW7RLZTvTM/TwwjUY0U3OI/AAAAAAAAALg/5b9GJf4wo0Y/s1600/corporazioni204px-Lesser_coat_of_arms_of_the_Kingdom_of_Italy_%25281929-1943%2529_svg.png" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://1.bp.blogspot.com/-4BW7RLZTvTM/TwwjUY0U3OI/AAAAAAAAALg/5b9GJf4wo0Y/s1600/corporazioni204px-Lesser_coat_of_arms_of_the_Kingdom_of_Italy_%25281929-1943%2529_svg.png" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;IL CONSIGLIO NAZIONALE DELLE CORPORAZIONI&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="background-color: lime;"&gt;"&lt;span style="font-family: 'Courier New', Courier, monospace;"&gt;Il Consiglio Nazionale delle Corporazioni è nell'economia italiana, quello che lo Stato Maggiore è negli Eserciti: il cervello pensante che prepara e coordina".&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family: 'Courier New', Courier, monospace;"&gt;&lt;b&gt;BENITO MUSSOLINI&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: -webkit-auto;"&gt;&lt;span style="text-align: justify;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style="background-color: red;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Bookman Old Style'; font-size: large; text-align: justify;"&gt;Attribuita ai &lt;/span&gt;&lt;i style="font-family: 'Bookman Old Style'; font-size: x-large; text-align: justify;"&gt;Romani&lt;/i&gt;&lt;span style="font-family: 'Bookman Old Style'; font-size: large; text-align: justify;"&gt; quasi comeformula &lt;/span&gt;&lt;i style="font-family: 'Bookman Old Style'; font-size: x-large; text-align: justify;"&gt;magica&lt;/i&gt;&lt;span style="font-family: 'Bookman Old Style'; font-size: large; text-align: justify;"&gt; per conservare il potere, la celebre locuzione latina &lt;/span&gt;&lt;i style="font-family: 'Bookman Old Style'; font-size: x-large; text-align: justify;"&gt;Divideet impera&lt;/i&gt;&lt;span style="font-family: 'Bookman Old Style'; font-size: large; text-align: justify;"&gt; deve la sua fortuna al fatto che in ogni tempo ci sia un potereda conservare contro chi vi si opponga, siano le province di un vasto Impero,le diverse classi sociali, i partiti politici, i membri di un’associazione epersino i condomini di un fabbricato. Se si limita l’osservazione allo Stato,si nota che la democrazia rappresentativa, per quanto anacronistico eparadossale possa sembrare, si sposa con la “formula”, meglio della dittatura.Il &lt;/span&gt;&lt;i style="font-family: 'Bookman Old Style'; font-size: x-large; text-align: justify;"&gt;despota&lt;/i&gt;&lt;span style="font-family: 'Bookman Old Style'; font-size: large; text-align: justify;"&gt; non ha bisogno di &lt;/span&gt;&lt;i style="font-family: 'Bookman Old Style'; font-size: x-large; text-align: justify;"&gt;dividere&lt;/i&gt;&lt;span style="font-family: 'Bookman Old Style'; font-size: large; text-align: justify;"&gt;, gli basta &lt;/span&gt;&lt;i style="font-family: 'Bookman Old Style'; font-size: x-large; text-align: justify;"&gt;opprimere&lt;/i&gt;&lt;span style="font-family: 'Bookman Old Style'; font-size: large; text-align: justify;"&gt;ed è così cieco da non capire che prima o poi gli oppositori si uniranno controdi lui per abbatterlo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="background-color: red; font-family: 'Bookman Old Style';"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;Il &lt;i&gt;Divide et impera&lt;/i&gt;, tuttavia, non hauna struttura rigida e immediatamente riconoscibile, al contrario, maggiore èla sua elasticità, migliori sono le sue capacità di adattamento a situazionidiverse tra loro. Lo Stato contemporaneo ha necessità di &lt;i&gt;tassare i cittadini&lt;/i&gt;&lt;i&gt;oltre la decenza&lt;/i&gt;? Non lo farà con tutti e allo stesso modo, perché sitroverebbe di fronte le classi sociali unite dallo stesso interesse e con loroi partiti politici che le rappresentano, sempre che questi ultimi non sianodiventati l’incarnazione stessa dello Stato, degenerando la forma di governo in&lt;i&gt;partitocrazia&lt;/i&gt; e i politici che dovrebbero rappresentare i cittadini sisiano trasformati in &lt;i&gt;corporazione&lt;/i&gt;. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="background-color: red; font-family: 'Bookman Old Style';"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;Per prima cosa lo Stato colpirà i &lt;i&gt;poveri&lt;/i&gt;[termine che non va confuso con quello in uso nei secoli scorsi, perché sitratta di salariati al limite della sopravvivenza e comunque in grado di esseretassati alla fonte del loro modestissimo reddito], non solo e non tanto perchésono il maggior numero [il che pare, ma non lo è, addirittura un paradosso dalpunto di vista della “pericolosità sociale”], quanto perché, di là di qualchelamentazione di facciata, non hanno nei &lt;i&gt;media&lt;/i&gt; chi possa difenderli coninteresse e credibilità. Se il sistema partitocratrico non è perfettamentecompiuto, può darsi tuttavia che si levi qualche sterile voce in loro difesa,dentro e fuori le istituzioni parlamentari.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="background-color: red; font-family: 'Bookman Old Style';"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;Il secondo atto consisterà nel colpire il &lt;i&gt;cetomedio&lt;/i&gt; con reddito più o meno accertabile alla fonte. Col triplice scopo dia)tacitare i &lt;i&gt;poveri&lt;/i&gt; b)proclamare l’equità della manovra c)creare elementidi divisione dal confronto inevitabile che &lt;i&gt;poveri&lt;/i&gt; e &lt;i&gt;ceto medio&lt;/i&gt;faranno delle rispettive misure restrittive del proprio reddito che sono staticostretti a subire. D’altra parte, chi gestisce il potere sa per esperienza chedifficilmente le due classi di cittadini si unirebbero contro lo Stato: dasempre il &lt;i&gt;ceto medio&lt;/i&gt; coltiva l’ambizione di farsi &lt;i&gt;ceto medio-alto&lt;/i&gt;.Ad ogni buon conto, per evitare tale eventualità, sono già pronte le soluzioni.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="background-color: red; font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;&lt;span style="font-family: 'Bookman Old Style';"&gt;Si comincerà col far finta di perseguire anchei &lt;i&gt;ricchi&lt;/i&gt;, termine con il quale si designa oggi non solo il detentore digrandi sostanze, più o meno palesi, ma anche i grandi boiardi, i dirigenti dibanche ed enti pubblici e privati, nonché i membri delle corporazioni di arti,mestieri, professioni e della politica che, come dicevo sopra, in una &lt;i&gt;Democrazia&lt;/i&gt;degenerata in &lt;i&gt;Partitocrazia&lt;/i&gt;, è una vera e propria &lt;i&gt;corporazione&lt;/i&gt;.Non la definirei &lt;i&gt;casta&lt;/i&gt;, per la demagogia che si cela dietro ogniiperbole e per il palese tentativo di fare apparire quella della politica comel’unica classe privilegiata di cittadini.&amp;nbsp;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="background-color: red; font-family: 'Bookman Old Style';"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;Insomma, si tratta di prendersela con i &lt;i&gt;privilegiati&lt;/i&gt;e con gli &lt;i&gt;evasori fiscali&lt;/i&gt;. Non può essere che per finta. E allora siproclamerà di voler tagliare i costi della politica, cominciando dalleretribuzioni di coloro che fanno parte degli organi della rappresentanza. Larisposta sarà – statene certi – la rivendicazione della sovranità legislativa,cioè lo sbandieramento della&lt;i&gt; logica corporativa che consente aiparlamentari, ai consiglieri regionali, provinciali, comunali, di tutti ipartiti&lt;/i&gt; [&lt;b&gt;nessuno escluso&lt;/b&gt;]&lt;i&gt; di stabilire essi stessi quanto devonoguadagnare.&lt;/i&gt; A quel punto lo Stato, rispettoso della democrazia, farà marciaindietro, ma intanto si presenterà all’opinione pubblica come meritevole peraver posto il problema. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="background-color: red; font-family: 'Bookman Old Style';"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;La strategia successiva sarà quella divolgersi contro le &lt;i&gt;altre corporazioni&lt;/i&gt;, ma qui viene il bello. Perchéogni corporazione comincerà a scalciare contro l’altra, suggerendoscambievolmente i privilegi che potrebbero essere aboliti. Lo Stato tuttaviaribadirà il fermo proposito di &lt;i&gt;liberalizzare&lt;/i&gt; e per saggiare il terrenocomincerà dalle corporazioni più deboli, per esempio quella che gestisce itaxi, e/o da una di quelle più forti, per esempio da quella dei farmacisti, persondare la reazioni alla proposta di ridurre almeno qualcuno dei privilegi piùpiccoli. Si scatenerà l’inferno da parte di entrambe le corporazioni, mentretutte le altre messe in stato di allarme si prepareranno all’offensiva,ciascuna per proprio conto. Non tutte insieme, sarebbe un errore politico. Sefossero unite nel rivendicare il proprio &lt;i&gt;status&lt;/i&gt; privilegiato, le corporazionidiverrebbero trasparenti e al tempo stesso invise all’opinione pubblica e loStato con un’unica norma potrebbe abolirle tutte. Ciascuna &lt;i&gt;corporazione&lt;/i&gt;parlerà &lt;i&gt;in difesa di se stessa&lt;/i&gt;, rivendicando la legittimità el’antichità dei propri statuti, la nobiltà la durezza le difficoltà dellaprofessione o del mestiere che rappresenta e troverà buoni argomenti perdifferenziarsi da tutte le altre. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;h1&gt;&lt;span style="background-color: red;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;In base al principio del &lt;/span&gt;&lt;i style="font-size: x-large;"&gt;Divideet impera&lt;/i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;, lo Stato sembrerebbe aver raggiunto lo scopo. E invece non ècosì, c’è almeno un caso in cui &lt;/span&gt;&lt;i style="font-size: x-large;"&gt;il principio&lt;/i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt; si volge nel suo contrario:è la divisione a rendere forti le corporazioni, praticamente imbattibili,perché ciascuna potrà contrattare con lo Stato i tempi di una falsa riformadell’Ordine che lascerà tutto come prima o addirittura peggiorerà le cose. LoStato lo sa, perché è esso stesso è fondato sulle corporazioni, a cominciare daquella della politica. Cosa farà a questo punto? Fingerà di trattare e intanto,attraverso propri uomini sguinzagliati nei &lt;/span&gt;&lt;i style="font-size: x-large;"&gt;Talk-show&lt;/i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;, professerà lasaggezza di aver saputo evitare la paralisi del Paese con la mancatacircolazione dei taxi e la paralisi del traffico cittadino, con la sospensionedelle cause giudiziarie, l’impossibilità di vendere e comprare beni immobili edeseguire testamenti, con la mancanza dei farmaci per gli ammalati, con ilblocco dell’informazione ecc...&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h1&gt;&lt;h1&gt;&lt;span style="background-color: red;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Così, non resterà allo Stato chededicarsi a &lt;/span&gt;&lt;i style="font-size: x-large;"&gt;liberalizzare&lt;/i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;i style="font-size: x-large;"&gt;il mercato del lavoro&lt;/i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;, l’unica riforma“liberale” che veramente gli preme e che sostanzialmente si riduce alla &lt;/span&gt;&lt;i style="font-size: x-large;"&gt;possibilitàdi licenziare&lt;/i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;, nel pubblico come nel privato. Prima, però, farà mostra divoler colpire gli &lt;/span&gt;&lt;i style="font-size: x-large;"&gt;evasori fiscali&lt;/i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt; inviando gli ispettori del fisco nei luoghidelle vacanze dove tradizionalmente sono soliti adunarsi i ricchi. Per fareche? Qualcuno sostiene che è per accertare chi soggiorna in alberghi di lusso esfoggia auto da centinaia di migliaia di euro con un reddito dichiarato chespesso non raggiunge neppure i 20.000 euro annui. Qualche altro oppone che sitratta solo di uno &lt;/span&gt;&lt;i style="font-size: x-large;"&gt;spot&lt;/i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;, per le auto infatti basterebbe consultare il &lt;/span&gt;&lt;b style="font-size: x-large;"&gt;PRA&lt;/b&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;[Pubblico Registro Automobilistico] e le agenzie che noleggiano auto di media egrossa cilindrata con costi mediamente pari o di poco inferiori al redditodichiarato al fisco da chi noleggia la vettura. Una parte dell’opinionepubblica tuttavia comincia a pensare che lo Stato questa volta sia davverointenzionato a combattere gli &lt;/span&gt;&lt;i style="font-size: x-large;"&gt;evasori fiscali&lt;/i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h1&gt;&lt;h1&gt;&lt;span style="background-color: red;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Quel che importa è che lo scopo siaormai raggiunto: far credere che il rigore, necessario al risanamento e allacrescita del Paese, si stia applicando con criteri di giustizia e di equità neiconfronti di tutti i cittadini, senza eccezione alcuna. Soltanto pochi,infatti, si accorgeranno della differenza tra &lt;/span&gt;&lt;i style="font-size: x-large;"&gt;tasse reali&lt;/i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;, giàintrodotte nei confronti delle classi più deboli, e &lt;/span&gt;&lt;i style="font-size: x-large;"&gt;tasse virtuali&lt;/i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;annunciate contro quelle più forti: &lt;/span&gt;&lt;i style="font-size: x-large;"&gt;corporazioni&lt;/i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;, &lt;/span&gt;&lt;i style="font-size: x-large;"&gt;ceti privilegiati&lt;/i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;,&lt;/span&gt;&lt;i style="font-size: x-large;"&gt;evasori fiscali&lt;/i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;, i cui interessi s’intrecciano spesso tra loro senzasoluzione di continuità. Un aiuto in tal senso lo forniranno le televisionipubbliche e private, moltiplicando &lt;/span&gt;&lt;i style="font-size: x-large;"&gt;ad hoc&lt;/i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt; l’informazione deitelegiornali su un argomento tanto sensibile per l’opinione pubblica.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h1&gt;&lt;h1&gt;&lt;span style="background-color: red;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Lo Stato, dal canto suo, non faràche ribadire ancora una volta il concetto di equità e di giustizia sociale cheaccompagna la propria azione &lt;/span&gt;&lt;i style="font-size: x-large;"&gt;riformatrice&lt;/i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt; e attraverso governanti eaffini, proclamerà solennemente che d’ora in avanti si procederà con il“controllo incrociato” che non è, come si potrebbe pensare e sarebbeauspicabile, il &lt;/span&gt;&lt;i style="font-size: x-large;"&gt;riscontro tra le fatture rilasciate da professionisticommercianti e artigiani e le relative detrazioni fiscali dei comuni cittadini&lt;/i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;,ma semplicemente il confronto tra il reddito dichiarato e le spese effettuateda un soggetto fiscale. Insomma il “redditometro” di antica memoria, giàsperimentato in passato con i risultati che tutti conoscono…&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h1&gt;&lt;h1&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/h1&gt;&lt;h1&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Ps. &lt;i style="background-color: lime;"&gt;Ogni riferimento, non esplicitamentedichiarato, a cose persone eventi nazionali, è puramente casuale.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h1&gt;&lt;h1&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Sergio Magaldi&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/h1&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5368042956865960557-6713108283797098102?l=zibaldone-sergio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://zibaldone-sergio.blogspot.com/feeds/6713108283797098102/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://zibaldone-sergio.blogspot.com/2012/01/corporazioni-di-tutta-italia-unitevi.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5368042956865960557/posts/default/6713108283797098102'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5368042956865960557/posts/default/6713108283797098102'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://zibaldone-sergio.blogspot.com/2012/01/corporazioni-di-tutta-italia-unitevi.html' title='CORPORAZIONI DI TUTTA ITALIA UNITEVI!'/><author><name>Sergio Magaldi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06683710900430631479</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://2.bp.blogspot.com/_iCSqXNyj3sI/SUjCa3Z8w3I/AAAAAAAAAAc/B96dzN9jiZQ/S220/foto+mia+1.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-4BW7RLZTvTM/TwwjUY0U3OI/AAAAAAAAALg/5b9GJf4wo0Y/s72-c/corporazioni204px-Lesser_coat_of_arms_of_the_Kingdom_of_Italy_%25281929-1943%2529_svg.png' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5368042956865960557.post-7350354293670375060</id><published>2012-01-06T17:59:00.003+01:00</published><updated>2012-01-15T09:36:57.192+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='narrativa'/><title type='text'>NESSUNO SI SALVA DA SOLO</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-6Pa2E8B7gNg/TwcqJPPHQCI/AAAAAAAAALQ/t3hmhJvQ_cY/s1600/Nessuno%2Bsi%2Bsalva%2Bda%2Bsolo2.jpg"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5694566592030392354" src="http://1.bp.blogspot.com/-6Pa2E8B7gNg/TwcqJPPHQCI/AAAAAAAAALQ/t3hmhJvQ_cY/s320/Nessuno%2Bsi%2Bsalva%2Bda%2Bsolo2.jpg" style="cursor: hand; display: block; height: 320px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 234px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;h1 style="margin: 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: x-large;"&gt;Margaret Mazzantini, &lt;i&gt;Nessuno si salva da solo&lt;/i&gt;, Mondadori, 2011&lt;/span&gt;&lt;/h1&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Bookman Old Style'; font-size: 14pt;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Bookman Old Style'; font-size: 14pt;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoBodyText" style="margin: 0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 180%;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Book Antiqua';"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: #33cc00;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Book Antiqua'; font-size: 180%;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Non c’è una trama vera e propria nell’ultimo breve romanzo di Margaret Mazzantini [l’edizione originale non supera le 160 pagine di effettiva narrazione, quella di Mondolibri addirittura le 150], se non la cronaca della dissoluzione, lenta ma inesorabile, di un rapporto di coppia. L’espediente narrativo è semplice: Delia e Gaetano [che lei probabilmente chiama Gae] sposati e non ancora quarantenni si ritrovano in un ristorante all’aperto quando tra loro è già successo di tutto. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoBodyText" style="margin: 0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 180%;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Book Antiqua';"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoBodyText" style="margin: 0pt 0pt 0pt 36pt; mso-list: l0 level1 lfo1; tab-stops: list 36.0pt; text-indent: -18pt;"&gt;&lt;span style="color: red; font-family: 'Courier New', Courier, monospace;"&gt;-&lt;span style="font: normal normal normal 7pt/normal 'Times New Roman';"&gt; &lt;/span&gt;Perché siamo qui?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: 'Courier New', Courier, monospace;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoBodyText" style="margin: 0pt 0pt 0pt 36pt; mso-list: l0 level1 lfo1; tab-stops: list 36.0pt; text-indent: -18pt;"&gt;&lt;span style="color: red; font-family: 'Courier New', Courier, monospace;"&gt;-&lt;span style="font: normal normal normal 7pt/normal 'Times New Roman';"&gt; &lt;/span&gt;Per parlare dell’estate dei bambini… &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: 'Courier New', Courier, monospace;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoBodyText" style="margin: 0pt 0pt 0pt 18pt;"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Courier New', Courier, monospace;"&gt;È arrivata la cotoletta. La cameriera la molla lì. Gaetano solleva la forchetta, la punta verso Delia.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: 'Book Antiqua'; font-size: 14pt;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoBodyText" style="margin: 0pt 0pt 0pt 18pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 180%;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Book Antiqua';"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoBodyText" style="margin: 0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 180%;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Book Antiqua';"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: #33cc00;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Book Antiqua'; font-size: 180%;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Tra un boccone e l’altro, si dipana la storia del loro amore e del successivo disamore. Un tentativo non sempre riuscito di dare ritmo ad una narrazione che altrimenti rischierebbe di non averne. Non sono solo le parole che i due si scambiano, accennando ai figli Cosmo e Nico o a qualche ricordo del passato, a riempire la scena sono soprattutto i pensieri reconditi dell’uno e dell’altra che s’intrecciano sin quasi a confondersi, a rappresentare una vicenda che pareva segnata sin dall’inizio:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Book Antiqua'; font-size: 16pt;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoBodyText2" style="margin: 0pt;"&gt;&lt;span style="color: red; font-family: 'Courier New', Courier, monospace;"&gt;&amp;nbsp;Bastava guardarlo attentamente, Gaetano, per capire che non era adatto a lei, che non erano adatti. Non erano all’altezza dell’impresa che intendevano compiere. Due velleitari pieni di buchi emotivi. Si erano annusati ben bene nell’arco di poche ore. Convinti di riempire ogni buco con la sola forza del pensiero. Il germe della distruzione albergava già in quella esaltazione. Due timidi asfaltati di rivalse che si palleggiavano una sola mitomania, quella della loro unione. Un micidiale esempio di coppia contemporanea.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoBodyText2" style="margin: 0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 180%;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Book Antiqua';"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoBodyText2" style="margin: 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: #33cc00;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;In realtà è la storia di sempre: la ragione dell’amore è spesso soltanto la proiezione di un mito inconsapevole, senza tempo né spazio, mentre le ragioni del disamore sono scritte in modo indelebile nell’usura del quotidiano e nell’abitudine dei gesti e dei luoghi, e ognuno dei due le riconosce perfettamente. Si può far finta di niente, ma all’improvviso arriva la classica goccia che, come si suole dire, fa traboccare il vaso, perché tutto prima o poi deve essere consumato, anche l’amore:&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: 'Book Antiqua'; font-size: 16pt;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoBodyText2" style="margin: 0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 16pt;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Book Antiqua';"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoBodyText2" style="margin: 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Courier New', Courier, monospace;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Courier New', Courier, monospace;"&gt;&amp;nbsp;Dov’è il segreto dell’amore eterno? Del viaggio che si rinnova? È davvero solo questione di ormoni, di cani che si saltano addosso?&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: 'Book Antiqua'; font-size: 180%;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoBodyText2" style="margin: 0pt;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: 180%;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Book Antiqua';"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoBodyText2" style="margin: 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: #33cc00;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;Il senso del romanzo in fondo è tutto qui: Delia e Gae colti in un presente squallido, alla luce di un passato che non può tornare e che tuttavia continua ad alimentarsi di rimpianti. E il merito della Mazzantini sta nel bilanciare “democraticamente” non solo i reciproci pensieri di odio e di amore ma le ragioni e i torti dell’uno e dell’altra. Anche se alla fine s’intuisce chiaramente da che parte si schieri chi racconta. Perché è stato Gae ad un certo punto a far precipitare tutto, a colmare il disamore e la reciproca mancanza di desiderio con l’avventura iniziata, proprio nel giorno della festa di compleanno di Cosmo, con una delle ragazze dell’animazione. E Delia lo viene a sapere da Nico, l’altro figlio. E Gae dichiara che era sul punto di dirglielo, mentre sua moglie replica con una frase che, pur nel linguaggio forte e nell’involontaria ironia, sa di rimpianto per l’amore perduto, come nessun’altra espressione avrebbe potuto:&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: 'Book Antiqua'; font-size: 16pt;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoBodyText2" style="margin: 0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 16pt;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Book Antiqua';"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoBodyText2" style="margin: 0pt;"&gt;&lt;span style="color: red; font-family: 'Courier New', Courier, monospace;"&gt;-&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Courier New', Courier, monospace;"&gt;Ma non me l’hai detto. Come puoi scoparti un’altra, con lo stesso cazzo… &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: 'Book Antiqua'; font-size: 180%;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoBodyText2" style="margin: 0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 180%;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Book Antiqua';"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoBodyText2" style="margin: 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;&lt;span style="color: #33cc00;"&gt;&amp;nbsp;È vera l’affermazione di Francesca Magni? &lt;i&gt;Nessuno si salva da solo &lt;/i&gt;è “un’epica del privato (piccolo piccolo)” e non riesce a “volare”&lt;/span&gt; [&lt;a href="http://www.lettofranoi.it/"&gt;www.lettofranoi.it&lt;/a&gt;]… &lt;/span&gt;&lt;span style="color: #33cc00;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Può darsi, anche se il privato di cui si parla si muove sullo sfondo della crisi sentimentale di una generazione e mi sembra emblematico della fragilità della vita e dei rapporti umani. È vero invece – come scrive la Magni nella sua pur pregevole recensione – che Margaret Mazzantini utilizzi “un gergo di carattere che vuole mescolare alto e basso, turpiloquio e profondità”. L’operazione non è nuova e tuttavia mi sembra riuscita, come non è nuovo il periodare scarno, intessuto di frasi brevi, scolpite quasi, che molto ricorda il romanzo americano tra le due guerre. Come pure, quel “gergo tra turpiloquio e profondità”, ricorda il romanzo della condizione umana e il romanzo esistenzialista, con quella ricerca del “sublime” che non discende dall’alto ma nasce dalle putredine. Basti pensare [ Si veda in proposito su questo blog il breve saggio &lt;i&gt;La fortuna di Sartre&lt;/i&gt;] al critico francese Emile Henriot, scandalizzato dall’episodio “orribile e sozzo” di &lt;i&gt;L’age de raison&lt;/i&gt; [“L’età della ragione”] di Sartre, allorché una ragazza [Ivitch] vomita e Sartre osserva: “Un aspro odore di vomito emanava dalla sua bocca così pura, Mathieu respirò appassionatamente quell’odore”. E Merleau-Ponty commenta: “Orbene, senza alzare il tono e senza cercare il paradosso, si può trovare nella frase di &lt;i&gt;L’age de raison&lt;/i&gt; che tanto urta Emile Henriot come un piccolo sublime, senza eloquenza e senza illusioni, che è, credo, un’invenzione del nostro tempo. Si parla da un pezzo dell’uomo come angelo e animale insieme, ma la maggior parte dei critici sono meno arditi di Pascal. Trovano ripugnante mescolare l’angelico e l’animale nell’uomo […]”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: 'Book Antiqua'; font-size: 16pt;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoBodyText2" style="margin: 0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 16pt;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Book Antiqua';"&gt;&lt;span style="color: #33cc00;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: #33cc00; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;Pur non raggiungendo le vette di &lt;/span&gt;&lt;i style="color: #33cc00; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: x-large;"&gt;Non ti muovere&lt;/i&gt;&lt;span style="color: #33cc00; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt; o di &lt;/span&gt;&lt;i style="color: #33cc00; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: x-large;"&gt;Venuto al mondo&lt;/i&gt;&lt;span style="color: #33cc00; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;, la Mazzantini mostra tuttavia ancora una volta di padroneggiare la scrittura e di saper utilizzare tecniche narrative del passato, allorché queste siano capaci di conservare la loro efficacia anche nel presente. Più di tanta prosa italiana contemporanea, autoreferenziale e priva di retroterra culturale.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoBodyText2" style="margin: 0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 16pt;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Book Antiqua';"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoBodyText2" style="margin: 0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 16pt;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Book Antiqua';"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoBodyText2" style="margin: 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Sergio Magaldi&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoBodyText2" style="margin: 0pt;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: 16pt;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Book Antiqua';"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoBodyText2" style="margin: 0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 16pt;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Book Antiqua';"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoBodyText2" style="margin: 0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 16pt;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Book Antiqua';"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoBodyText2" style="margin: 0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 16pt;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Book Antiqua';"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;h1 style="margin: 0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 16pt;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Bookman Old Style';"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h1&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5368042956865960557-7350354293670375060?l=zibaldone-sergio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://zibaldone-sergio.blogspot.com/feeds/7350354293670375060/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://zibaldone-sergio.blogspot.com/2012/01/nessuno-si-salva-da-solo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5368042956865960557/posts/default/7350354293670375060'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5368042956865960557/posts/default/7350354293670375060'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://zibaldone-sergio.blogspot.com/2012/01/nessuno-si-salva-da-solo.html' title='NESSUNO SI SALVA DA SOLO'/><author><name>Sergio Magaldi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06683710900430631479</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://2.bp.blogspot.com/_iCSqXNyj3sI/SUjCa3Z8w3I/AAAAAAAAAAc/B96dzN9jiZQ/S220/foto+mia+1.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-6Pa2E8B7gNg/TwcqJPPHQCI/AAAAAAAAALQ/t3hmhJvQ_cY/s72-c/Nessuno%2Bsi%2Bsalva%2Bda%2Bsolo2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5368042956865960557.post-1498973295400076543</id><published>2011-12-29T12:37:00.005+01:00</published><updated>2011-12-29T17:31:07.470+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='narrativa'/><title type='text'>'STORIA DELLA MIA GENTE' OVVERO LA DECADENZA ITALIANA TRA EURO E MERCATO GLOBALE</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-pUXOEKMMdPw/TvxSC9Hnv1I/AAAAAAAAAKs/AxQn_jljzts/s1600/Storia%2Bdella%2Bmia%2Bgente%2B2%2B001.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 244px; FLOAT: right; HEIGHT: 320px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5691514239809208146" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/-pUXOEKMMdPw/TvxSC9Hnv1I/AAAAAAAAAKs/AxQn_jljzts/s320/Storia%2Bdella%2Bmia%2Bgente%2B2%2B001.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-mzFUftSkvv4/TvxRtyyKFuI/AAAAAAAAAKg/2VDy1p_10i8/s1600/Storia%2Bdella%2Bmia%2Bgente.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 177px; FLOAT: left; HEIGHT: 250px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5691513876257576674" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/-mzFUftSkvv4/TvxRtyyKFuI/AAAAAAAAAKg/2VDy1p_10i8/s320/Storia%2Bdella%2Bmia%2Bgente.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="FONT-SIZE: 14pt;font-family:'Bookman Old Style';font-size:12;"  &gt;Edoardo Nesi,&lt;i&gt; storia della mia gente&lt;/i&gt;, Bompiani, 2010.&lt;?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" /&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="FONT-SIZE: 14pt;font-family:'Bookman Old Style';font-size:12;"  &gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;&lt;/span&gt;Edizione Mondolibri, su licenza Bompiani, Milano, 2011 &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="FONT-SIZE: 14pt;font-family:'Bookman Old Style';font-size:12;"  &gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="FONT-SIZE: 14pt;font-family:'Bookman Old Style';font-size:12;"  &gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN: 0pt" class="MsoBodyText"&gt;&lt;span style="font-family:Bookman Old Style;font-size:180%;color:#3366ff;"&gt;Dopo aver letto circa la metà di questo romanzo di non più di 150 pagine, mi sono chiesto in virtù di quale magia avesse vinto lo Strega 2011. Può apparire sorprendente che qualcuno si meravigli dei “criteri” che guidano pubblico [si fa per dire] e giuria nell’assegnazione dei premi letterari, eppure io riesco ancora a stupirmene! In un paese come l’Italia, con una tradizione corporativa ininterrotta che dal Medioevo giunge a noi senza soluzione di continuità. Una struttura sociale rivitalizzata dal Fascismo, &lt;i&gt;religiosamente&lt;/i&gt; conservata nei 50 anni di Democrazia Cristiana, mantenuta intatta da tutti i partiti della cosiddetta Seconda Repubblica: uno Stato fondato sulle corporazioni, sui privilegi e sulle clientele, più che sul lavoro, sul diritto e sul merito, e dove nulla può ancora destare stupore. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="FONT-SIZE: 14pt;font-family:'Bookman Old Style';font-size:12;"  &gt;&lt;span style="color:#3366ff;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="FONT-SIZE: 14pt;font-family:'Bookman Old Style';font-size:12;"  &gt;&lt;span style="color:#3366ff;"&gt;Tuttavia, nella seconda metà del libro, ho trovato la risposta che cercavo. L’analisi semplice, incalzante e non priva di efficacia con la quale Edoardo Nesi “spiega” la crisi della &lt;i&gt;Lanificio T.O. Nesi &amp;amp; Figli&lt;/i&gt;, nel contesto del fallimento dell’industria tessile a Prato e più in generale nella progressiva scomparsa della piccola industria italiana. Un’analisi che deve aver convinto anche la giuria dello Strega. Un’accusa garbata, ma al tempo stesso spietata e senza appello nei confronti di una classe politica che sta mandando o ha già mandato il paese in rovina.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="FONT-SIZE: 14pt;font-family:'Bookman Old Style';font-size:12;"  &gt;&lt;span style="color:#3366ff;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="FONT-SIZE: 14pt;font-family:'Bookman Old Style';font-size:12;"  &gt;&lt;span style="color:#3366ff;"&gt;Distrutto alla fine della Seconda Guerra Mondiale, dai tedeschi in fuga da Prato, il &lt;i&gt;Lanificio T.O. Nesi &amp;amp; Figli&lt;/i&gt;, seppe riprendersi sino a costituire, insieme a decine e decine di altre aziende pratesi, il fiore all’occhiello dell’industria tessile nazionale. Poi arrivarono l’euro e il mercato globale:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="FONT-SIZE: 14pt;font-family:'Bookman Old Style';font-size:12;"  &gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN: 0pt" class="MsoBodyText2"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;&lt;span style="color:#ff6600;"&gt;“Erano i giorni in cui ero ancora arrabbiato, quelli a cavallo del nuovo millennio, quando il fatturato della ditta si riduceva anno dopo anno, mese dopo mese, e tornavo a casa pieno di rabbia per le aste che i clienti ormai ci costringevano a fare per gli ordini più grossi, senza più dare importanza alla qualità del tessuto, all’affidabilità del servizio, alla puntualità delle consegne, al nome dell’azienda e alla sua storia”.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN: 0pt" class="MsoBodyText2"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN: 0pt" class="MsoBodyText2"&gt;&lt;span style="FONT-SIZE: 14pt;font-family:'Bookman Old Style';font-size:12;"  &gt;&lt;span style="color:#3366ff;"&gt;Persino i tedeschi, che erano tra i migliori clienti, cominciarono a guardare al “prezzo &lt;i&gt;romeno&lt;/i&gt;” dei tessuti prodotti in Transilvania, mentre i nostri imprenditori continuavano a comprare Mercedes e Audi, “quelle dannate, muscolari macchine tedesche”. Già, e – aggiungo io – continuano ancora oggi e non solo gli imprenditori, perché gran parte degli italiani compra macchine tedesche, ma anche francesi, giapponesi, persino sud-coreane, tutte tranne le italiane Fiat, Alfa Romeo, Lancia. Perché le auto straniere sono più competitive, si suole dire, nel prezzo e nella qualità. Ciò che non è vero, ma questa è la legge del &lt;i&gt;libero mercato&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#3366ff;"&gt;&lt;span style="font-family:'Bookman Old Style';"&gt;, &lt;/span&gt;&lt;span style="FONT-SIZE: 14pt;font-family:'Bookman Old Style';font-size:12;"  &gt;di quel mercato globale che avrebbe finito col rovinare gli imprenditori tessili di Prato e non solo:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN: 0pt" class="MsoBodyText2"&gt;&lt;span style="FONT-SIZE: 14pt;font-family:'Bookman Old Style';font-size:12;"  &gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN: 0pt" class="MsoBodyText2"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;color:#ff6600;"&gt;“Correvano a tuffarsi in tutte le maledette aste senza badare al prezzo a cui se le aggiudicavano, senza accorgersi che a quel punto erano bell’e pronti per consegnarsi alle grandi aziende dell’abbigliamento mondiale così adorate dai giornalisti economici, quei titanici gruppi stranieri che vendono in tutto il mondo i loro cenci senz’anima e senza fantasia, e sono i veri beneficiari della globalizzazione; ai padroni del nostro spaurito mondo globale, quelli che credono fermamente giusto che il prezzo ideale di un prodotto lo decida il mercato e solo il mercato, perché il mercato sono loro […]”.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN: 0pt" class="MsoBodyText2"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN: 0pt" class="MsoBodyText2"&gt;&lt;span style="FONT-SIZE: 14pt;font-family:'Bookman Old Style';font-size:12;"  &gt;&lt;span style="color:#3366ff;"&gt;Fu così che il &lt;i&gt;Lanificio T. O. Nesi &amp;amp; Figli&lt;/i&gt; – un’azienda appartenuta alla stessa famiglia per tre generazioni – dovette vendere, prima che la rovina fosse completa, mentre Francesco Giavazzi si esercitava sul &lt;i&gt;Corriere della Sera&lt;/i&gt; [come del resto la maggior parte della stampa] nel sostenere “l’infinita bontà della globalizzazione […] e l’incapacità di grandissima parte dell’industria italiana di adattarsi alle nuove regole di mercato”. E con lui, i politici che, nelle difficoltà oggettive in cui vennero improvvisamente a trovarsi le piccole imprese, non trovarono di meglio, per affossarle definitivamente, che introdurre con &lt;b&gt;Prodi&lt;/b&gt; e &lt;b&gt;Visco&lt;/b&gt; la &lt;b&gt;tassa &lt;/b&gt;denominata &lt;b&gt;&lt;i&gt;IRAP&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;: &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN: 0pt" class="MsoBodyText2"&gt;&lt;span style="FONT-SIZE: 14pt;font-family:'Bookman Old Style';font-size:12;"  &gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN: 0pt" class="MsoBodyText2"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;color:#ff6600;"&gt;“Un’invenzione infernale che ti costringe a pagare non in base all’eventuale utile conseguito, ma in base al fatturato che realizzi e al numero dei dipendenti che hai e agli interessi che paghi alle banche e persino alle perdite sui crediti […]”. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN: 0pt" class="MsoBodyText2"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;&lt;span style="color:#ffcc00;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN: 0pt" class="MsoBodyText2"&gt;&lt;span style="FONT-SIZE: 14pt;font-family:'Bookman Old Style';font-size:12;"  &gt;&lt;span style="color:#3366ff;"&gt;Ed ecco arrivare nei capannoni di Prato, lasciati liberi dalle tante aziende fallite, l’esercito dei &lt;b&gt;cinesi&lt;/b&gt;, con capi intraprendenti e senza scrupoli alla guida di un proletariato avvezzo a lavorare dalla mattina alla sera in condizioni subumane e senza igiene. Nella consapevolezza che per ogni capannone chiuso dalle autorità, un altro se ne sarebbe subito aperto, perché in Italia “le leggi sono timide come ragazzine”, aggiungo io, mutuando l’espressione da Franz Kafka:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN: 0pt" class="MsoBodyText2"&gt;&lt;span style="FONT-SIZE: 14pt;font-family:'Bookman Old Style';font-size:12;"  &gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN: 0pt" class="MsoBodyText2"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;color:#ff6600;"&gt;“Tutto è sporco, orribilmente sporco. Lerci sono il pavimento, le cucitrici, i cubicoli senza finestre e senz’aria dove sono ricavati i giacigli. Lerce le coperte, lerci i bagni. Tutto è orribilmente trascurato, come se fosse impossibile pulire ciò che comincia subito a risporcarsi, folle l’idea di considerare casa quel grandissimo casino, ridicolo il solo pensiero di abbellire ciò che non può essere abbellito”. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN: 0pt" class="MsoBodyText2"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN: 0pt" class="MsoBodyText2"&gt;&lt;span style="FONT-SIZE: 14pt;font-family:'Bookman Old Style';font-size:12;"  &gt;&lt;span style="color:#3366ff;"&gt;Questa, l’inevitabile conseguenza – osserva Nesi narratore – di quanto era accaduto nell’ultimo decennio del secolo, quando fu concesso alle merci cinesi d’invadere l’Occidente, mentre in Italia si coltivava l’illusione da parte dei soliti politici e degli economisti che “la totale liberalizzazione degli scambi commerciali” avrebbe recato enormi vantaggi al nostro paese. Non solo, infatti, la globalizzazione, spazzando via dazi e protezioni, avrebbe consentito d’importare beni di consumo, come pc, lavatrici, televisori, prodotti dell’abbigliamento ecc. a basso prezzo, ci avrebbe anche permesso di esportare in Cina il Made in Italy [tessuti, piastrelle, mobili, prodotti sanitari, scarpe, salumi ecc.], invadendo così un mercato di un miliardo e mezzo di consumatori, affascinati dai nostri prodotti e sempre più in grado di comprare. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN: 0pt" class="MsoBodyText2"&gt;&lt;span style="FONT-SIZE: 14pt;font-family:'Bookman Old Style';font-size:12;"  &gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN: 0pt" class="MsoBodyText2"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;color:#ff6600;"&gt;“Queste fandonie ottimistiche – osserva ancora Edoardo Nesi – non rappresentavano che i corollari della favola bella che ogni giorno, per anni c’era stata raccontata dai giornali, dalle televisioni, dalle radio, e che voleva il mondo ormai spiegato, risolto, &lt;i&gt;uno&lt;/i&gt; […]”.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN: 0pt" class="MsoBodyText2"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN: 0pt" class="MsoBodyText2"&gt;&lt;span style="FONT-SIZE: 14pt;font-family:'Bookman Old Style';font-size:12;"  &gt;&lt;span style="color:#3366ff;"&gt;Cosa accadde invece? Che i cinesi non comprarono il Made in Italy, ma cominciarono a &lt;i&gt;produrlo&lt;/i&gt; e a &lt;i&gt;diffonderlo&lt;/i&gt; in Occidente con le conseguenze che tutti abbiamo sotto gli occhi. E i politici italiani che fecero per difendere il &lt;i&gt;Sistema Italia&lt;/i&gt;, un sistema che negli anni aveva garantito benessere per tutti? Non certo quello che hanno fatto gli altri paesi europei:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN: 0pt" class="MsoBodyText2"&gt;&lt;span style="FONT-SIZE: 14pt;font-family:'Bookman Old Style';font-size:12;"  &gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN: 0pt" class="MsoBodyText2"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;color:#ff6600;"&gt;“È un gigantesco complesso d’inferiorità, quello che impedì e impedisce ancor oggi ai nostri politici di difendere gli interessi dell’industria manifatturiera e dei milioni di persone che direttamente o indirettamente ne campano? Dopotutto i politici francesi hanno difeso e difendono con i denti e contro ogni logica [&lt;i&gt;globalizzante&lt;/i&gt;, aggiungo io] i sussidi alla loro agricoltura e ai loro contadini; i politici tedeschi fanno scudo coi corpi alla loro potentissima industria chimica; gli svedesi e i danesi non sono nemmeno entrati nell’euro per paura di veder snaturato il proprio stato sociale; gli inglesi si sono tenuti la sterlina e non hanno nemmeno firmato l’accordo di Schengen.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN: 0pt" class="MsoBodyText2"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;&lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Cosa pensavano, invece, i nostri politici quando firmavano quei fogli per conto nostro e svendevano la nostra industria manifatturiera? Davvero credevano che si potesse trovare il modo di rivaleggiare con chi produce i nostri stessi articoli a una frazione del nostro costo?”&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN: 0pt" class="MsoBodyText2"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;&lt;span style="color:#ffcc00;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN: 0pt" class="MsoBodyText2"&gt;&lt;span style="FONT-SIZE: 14pt;font-family:'Bookman Old Style';font-size:12;"  &gt;&lt;span style="color:#3366ff;"&gt;Cosa si poteva fare che invece non si è fatto? Si domanda ancora Nesi e la sua risposta appare quasi profetica, se si pensa che egli ha terminato il romanzo, un anno e mezzo prima che arrivasse il governo dei tecnici e il cosiddetto decreto &lt;i&gt;Salva Italia&lt;/i&gt;:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN: 0pt" class="MsoBodyText2"&gt;&lt;span style="FONT-SIZE: 14pt;font-family:'Bookman Old Style';font-size:12;"  &gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN: 0pt" class="MsoBodyText2"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;color:#ff6600;"&gt;“Bisognava lottare con le unghie e con i denti, a palmo a palmo, come hanno fatto tutte le altre nazioni. Bisognava trattare, trattare e trattare, non stancarsi di portare le nostre ragioni, e mandare a trattare quelli bravi davvero […] quelli che sentono istintivamente quando nelle trattative arriva il momento di tirare gli schiaffi e quando invece bisogna sapersi piegare come il giunco: i figli di puttana, insomma, non i professori, non quei conigli bagnati che si facevano zittire a scapaccioni ogni volta che provavano ad aprir bocca, umiliati alla sola menzione di quel colossale debito pubblico che pure avevano visto lievitare ogni anno senza riuscire a far nulla, e che a Bruxelles gli veniva continuamente sventolato davanti agli occhi come il marchio dell’infamia”.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN: 0pt" class="MsoBodyText2"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN: 0pt" class="MsoBodyText2"&gt;&lt;span style="FONT-SIZE: 14pt;font-family:'Bookman Old Style';font-size:12;"  &gt;&lt;span style="color:#3366ff;"&gt;Dove Edoardo Nesi diventa incredibilmente profetico è però nelle pagine finali, quasi avesse previsto tanto tempo prima quale sarebbe stato l’esito della crisi italiana e a chi sarebbero state affidate le chiavi del governo. Quasi ce ne dispiace per il presidente Giorgio Napolitano, che la stampa che conta ha indicato quasi all’unanimità come l’artefice provvido e lungimirante che ha insediato Monti a Palazzo Chigi. Perché salvasse l’Italia, tassando gli italiani come nessun altro in passato e gettasse il paese nella recessione più profonda:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN: 0pt" class="MsoBodyText2"&gt;&lt;span style="FONT-SIZE: 14pt;font-family:'Bookman Old Style';font-size:12;"  &gt;&lt;span style="color:#3366ff;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN: 0pt" class="MsoBodyText2"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;color:#ff6600;"&gt;“Questa è la mie gente, professor Monti. La mia gente che in tutta la vita non ha fatto altro che lavorare. Siamo &lt;i&gt;milioni&lt;/i&gt;, e mi perdonerà se la coinvolgo in questo libro dolente, in questa disperata battaglia che le parrà di retroguardia, ma è assolutamente necessario che da ora in poi lei si ricordi di noi quando ragiona di politiche comunitarie con le persone più potenti del mondo, altrimenti ci metto poco a mandarle a Milano Tacabanda e i suoi ragazzi, a scuotere i cancelli della Bocconi”.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN: 0pt" class="MsoBodyText2"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN: 0pt" class="MsoBodyText2"&gt;&lt;span style="font-family:'Bookman Old Style';"&gt;Sergio Magaldi&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN: 0pt" class="MsoBodyText2"&gt;&lt;span style="FONT-SIZE: 14pt;font-family:'Bookman Old Style';font-size:12;"  &gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN: 0pt" class="MsoBodyText2"&gt;&lt;span style="FONT-SIZE: 14pt;font-family:'Bookman Old Style';font-size:12;"  &gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN: 0pt" class="MsoBodyText2"&gt;&lt;span style="FONT-SIZE: 14pt;font-family:'Bookman Old Style';font-size:12;"  &gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN: 0pt" class="MsoBodyText2"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA; mso-fareast-: ITfont-family:'Times New Roman';font-size:12;"  &gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5368042956865960557-1498973295400076543?l=zibaldone-sergio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://zibaldone-sergio.blogspot.com/feeds/1498973295400076543/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://zibaldone-sergio.blogspot.com/2011/12/storia-della-mia-gente-ovvero-la.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5368042956865960557/posts/default/1498973295400076543'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5368042956865960557/posts/default/1498973295400076543'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://zibaldone-sergio.blogspot.com/2011/12/storia-della-mia-gente-ovvero-la.html' title='&apos;STORIA DELLA MIA GENTE&apos; OVVERO LA DECADENZA ITALIANA TRA EURO E MERCATO GLOBALE'/><author><name>Sergio Magaldi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06683710900430631479</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://2.bp.blogspot.com/_iCSqXNyj3sI/SUjCa3Z8w3I/AAAAAAAAAAc/B96dzN9jiZQ/S220/foto+mia+1.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-pUXOEKMMdPw/TvxSC9Hnv1I/AAAAAAAAAKs/AxQn_jljzts/s72-c/Storia%2Bdella%2Bmia%2Bgente%2B2%2B001.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5368042956865960557.post-4429550925647832451</id><published>2011-12-18T11:54:00.009+01:00</published><updated>2011-12-18T17:23:57.086+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='narrativa'/><title type='text'>LEIELUI, romanzo di ANDREA DE CARLO</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-GTwyM9WeSck/Tu3HGiZhAsI/AAAAAAAAAKU/QE5BokRjqEs/s1600/Leielui-2.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 242px; FLOAT: right; HEIGHT: 320px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5687420819565773506" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/-GTwyM9WeSck/Tu3HGiZhAsI/AAAAAAAAAKU/QE5BokRjqEs/s320/Leielui-2.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-WCo1Nlyx9iE/Tu3G3zvwwnI/AAAAAAAAAKI/2oiTMpQtcxw/s1600/Lei%2Be%2Blui_Andrea%2BDe%2BCarlo.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 200px; FLOAT: left; HEIGHT: 281px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5687420566524445298" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/-WCo1Nlyx9iE/Tu3G3zvwwnI/AAAAAAAAAKI/2oiTMpQtcxw/s320/Lei%2Be%2Blui_Andrea%2BDe%2BCarlo.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;h1 style="MARGIN: 0pt"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:100%;"&gt;LEIELUI, romanzo di Andrea De Carlo, Bompiani, Ottobre 2010, pp.568&lt;/span&gt;&lt;/h1&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: 'Book Antiqua'; FONT-SIZE: 14pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt; mso-bidi-font-family: Arial"&gt;&lt;span style="color:#3366ff;"&gt;A circa un anno dall’uscita dell’ultimo romanzo di Andrea De Carlo, mi chiedo ancora perché la critica, soprattutto quella [femminile] che circola in&lt;i&gt; rete&lt;/i&gt;, più letta ormai di quella delle riviste cartacee specializzate, si sia esercitata in un’analisi così distruttiva nei confronti di questo LEIELUI, tanto più che stiamo parlando di una letteratura [quella italiana] che da tempo ormai si caratterizza per la mediocrità di autori e contenuti, né le cose potrebbero andare diversamente da quanto l’editoria nazionale che conta ha inteso fare cassetta pubblicando le fantasie e i racconti di conduttori di talk show, politici, giornalisti, cantanti, attori ecc… tutti meno che scrittori, ma già noti ai circuiti mediatici e al vasto pubblico televisivo che ne comprerà i libri magari senza leggerli. &lt;?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" /&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: Arial"&gt;&lt;span style="color:#3366ff;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: 'Book Antiqua'; FONT-SIZE: 14pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt; mso-bidi-font-family: Arial"&gt;&lt;span style="color:#3366ff;"&gt;Andrea De Carlo scrittore lo è di sicuro, il suo torto forse è quello di misurarsi con una storia d’amore. “Seicento pagine di sciroppo d’amore” annunciava Gloria M.Ghioni su &lt;i&gt;Criticaletteraria&lt;/i&gt;, nel presentare il libro, posticipando erroneamente di un anno la data di pubblicazione, e Geraldine&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt; &lt;/span&gt;Meyer, la più critica di tutte, responsabile della libreria “Il Trittico” di Milano, gli dedicava a distanza di qualche mese una lunga e analitica recensione del seguente tenore:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: Arial"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN: 0pt" class="MsoBodyText"&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: 'Book Antiqua'"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ff9900;"&gt;“ […] La storia, banale dall’inizio alla fine, si dipana tra stereotipi letterari e scrittura finto alta per nascondere un vuoto totale di fantasia e inventiva […] Tutti i personaggi, nessuno escluso, sono di una antipatia quasi ridicola tanto diviene caricaturale […] Tra tentennamenti, paure, incertezze si troveranno ovviamente incapaci di resistere a quella corrente sotterranea di attrazione e di ineluttabilità. Trascorreranno due giorni nella più classica coreografia provenzale: mercatini colorati, profumi, sole, colori. Gesti trattenuti a stento, tensione fisica e sessuale che finalmente si scioglie in una notte di sesso che, statene certi, non è solo sesso ma comunicazione di anime. Poi, ovviamente sensi di colpa e ore insonni passate a discettare sui massimi sistemi dell’amore, dei ruoli maschili e femminili. Sublime dialogo, sublime nella sua assoluta pochezza e artificiosità […] I registri linguistici dei personaggi sono uguali tra loro; Daniel parla come Claire che parla come le sue colleghe che parlano come Stefano che parla come sua madre […] Ciò che resta di questo tomo di più di cinquecento inutili pagine è solo freddezza e senso del ridicolo. Senso che non ha fermato la mano dello scrittore in tempo per salvarsi almeno dal grottesco…”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN: 0pt" class="MsoBodyText"&gt;&lt;span style="FONT-STYLE: normal; FONT-FAMILY: 'Times New Roman'"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN: 0pt" class="MsoBodyText"&gt;&lt;span style="color:#3366ff;"&gt;&lt;span style="FONT-STYLE: normal; FONT-FAMILY: 'Book Antiqua'; FONT-SIZE: 14pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt"&gt;Il grottesco cui si riferisce la Meyer è il finale del romanzo, quella sorta di corsa agli ostacoli in cui lui cerca di raggiungere lei. Io, per la verità, non lo definirei grottesco, al più lo chiamerei improbabile, nemmeno impossibile: Sartre diceva che l’immaginario, nell’arte, nella poesia, nella letteratura, ha il compito di mostrarci la realtà quale sarebbe se avesse il suo fondamento interamente nella libertà umana. Certo, raccontare una storia d’amore è difficile, perché si rischia il &lt;/span&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: 'Book Antiqua'; FONT-SIZE: 14pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt"&gt;&lt;em&gt;déjà vu&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="FONT-STYLE: normal; FONT-FAMILY: 'Book Antiqua'; FONT-SIZE: 14pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt"&gt;, l’ovvio, la pornografia o, come dice la Ghioni, lo sciroppo. Penso però che Andrea De Carlo non sia “scivolato” in alcuna di queste categorie, anche perché quella che racconta, più che una storia d’amore vera e propria, mi sembra piuttosto una “psicologia dell’innamoramento” e delle sue contraddizioni. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN: 0pt" class="MsoBodyText"&gt;&lt;span style="FONT-STYLE: normal; FONT-FAMILY: 'Book Antiqua'; FONT-SIZE: 14pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt"&gt;&lt;span style="color:#3366ff;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN: 0pt" class="MsoBodyText"&gt;&lt;span style="color:#3366ff;"&gt;&lt;span style="FONT-STYLE: normal; FONT-FAMILY: 'Book Antiqua'; FONT-SIZE: 14pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt"&gt;Vediamo: lei è Claire, una giovane donna italo-americana che lavora nel &lt;/span&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: 'Book Antiqua'; FONT-SIZE: 14pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt"&gt;&lt;em&gt;call center &lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="FONT-STYLE: normal; FONT-FAMILY: 'Book Antiqua'; FONT-SIZE: 14pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt"&gt;di una grande compagnia di assicurazioni. Ha lasciato l’America, dov’è nata, e per amore ha trovato rifugio in un paesino della Liguria, nella casa che era stata di suo padre. Per disamore s’è poi trasferita a Milano, sperando in un altro legame appena intrecciato e adattandosi ad un lavoro modesto. Lui è Daniel, uno scrittore milanese già avanti negli anni, pluriseparato, con due figli che raramente lo vengono a trovare, e sempre in cerca di nuove emozioni. Lei è nell’Audi di Stefano, il fidanzato prevedibile e fin troppo sicuro di sé. Lui è ubriaco per il “male di vivere” e guida una vecchia Jaguar verde che presto finirà addosso all’Audi. Lei lo soccorre. Quel che accade dopo, il lettore lo indovina facilmente. Non è scontato invece quel particolare modo che i due hanno di innamorarsi, tra piacere e incomunicabilità, tra voglia di fuggire e desiderio di rivedersi, tra gesti d’abbandono e vissuto di sofferenza, quel perenne oscillare tra le contraddizioni della realtà di cui solo un grande amore è capace:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN: 0pt" class="MsoBodyText"&gt;&lt;span style="FONT-STYLE: normal"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN: 0pt" class="MsoBodyText"&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: 'Book Antiqua'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ff9900;"&gt;“Lui la guarda da pochi centimetri alla luce del mattino: con gli occhi chiusi, i capelli confusi dalla notte e dalle danze, l’aspetto di donna e di ragazzina. Gli sembra che i suoi lineamenti e le sue forme corrispondano con perfetta naturalezza a qualunque sogno abbia mai coltivato, colmino qualunque vuoto abbia mai provato”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN: 0pt" class="MsoBodyText"&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: 'Times New Roman'"&gt;&lt;em&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN: 0pt" class="MsoBodyText"&gt;&lt;span style="FONT-STYLE: normal; FONT-FAMILY: 'Book Antiqua'; FONT-SIZE: 14pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt"&gt;&lt;span style="color:#3366ff;"&gt;Poi, all’improvviso, ecco insorgere tra loro lo spettro della non-comunicazione, quando si comincia con una domanda alla quale si finisce col rispondere con un'altra domanda e lui pensa che l’armonia che s’era creata tra loro se n’è andata. E il sarcasmo di lui che offende lei e la costringe a fuggire. Lei che in quel gesto crede per un attimo di aver ritrovato le certezze smarrite. L’ansia di lui che percorre su e giù un appartamento “irrimediabilmente vuoto e ingombro”, non perché lei l’abbia mai abitato ma solo perché nella mente e negli occhi di lui ormai non c’è che lei. Lei che torna a cercarlo e trova solo tracce di altre donne. Lui che la rincorre invano per la città. Lei che pensa di sentirsi meglio, tagliando un nodo che è convinta di non poter sciogliere, e che decide di andarsene per sempre, senza parlargli e senza neppure ascoltarlo. In una sequenza che sa di destino e di coincidenze e dove si delinea soprattutto l’animo femminile. Una donna che in cuor suo è convinta di amare. Un uomo innamorato mai si comporterebbe così e infatti Daniel non si rassegna e continua a cercarla sino a quel finale che la Meyer giudica grottesco e sul quale giura di non aver mai riso tanto. Punti di vista, il mio è diverso.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN: 0pt" class="MsoBodyText"&gt;&lt;span style="FONT-STYLE: normal"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN: 0pt" class="MsoBodyText"&gt;&lt;span style="FONT-STYLE: normal"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN: 0pt" class="MsoBodyText"&gt;&lt;span style="FONT-STYLE: normal; FONT-SIZE: 10pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;Sergio Magaldi&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt; &lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN: 0pt" class="MsoBodyText"&gt;&lt;span style="FONT-STYLE: normal"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: 'Times New Roman'"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;&lt;span style="color:#3366ff;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;h1 style="MARGIN: 0pt"&gt;&lt;span style="font-size:12;"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN: 0pt" class="MsoBodyText"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="FONT-STYLE: normal"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:'Times New Roman';"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h1&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5368042956865960557-4429550925647832451?l=zibaldone-sergio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://zibaldone-sergio.blogspot.com/feeds/4429550925647832451/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://zibaldone-sergio.blogspot.com/2011/12/leielui-romanzo-di-andrea-de-carlo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5368042956865960557/posts/default/4429550925647832451'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5368042956865960557/posts/default/4429550925647832451'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://zibaldone-sergio.blogspot.com/2011/12/leielui-romanzo-di-andrea-de-carlo.html' title='LEIELUI, romanzo di ANDREA DE CARLO'/><author><name>Sergio Magaldi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06683710900430631479</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://2.bp.blogspot.com/_iCSqXNyj3sI/SUjCa3Z8w3I/AAAAAAAAAAc/B96dzN9jiZQ/S220/foto+mia+1.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-GTwyM9WeSck/Tu3HGiZhAsI/AAAAAAAAAKU/QE5BokRjqEs/s72-c/Leielui-2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5368042956865960557.post-7232068917191039015</id><published>2011-12-16T22:41:00.004+01:00</published><updated>2012-01-14T17:57:44.661+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><title type='text'>I SI' E I NO DEL GOVERNO MONTI PER L'EUROPA</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-zu_YfdUydg8/Tuu7orGXtsI/AAAAAAAAAJ8/VOWs9snp2ZE/s1600/Europa.jpg"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5686845261923989186" src="http://3.bp.blogspot.com/-zu_YfdUydg8/Tuu7orGXtsI/AAAAAAAAAJ8/VOWs9snp2ZE/s320/Europa.jpg" style="cursor: hand; display: block; height: 306px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 320px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Non starò più a commentare i singoli provvedimenti del decreto Monti, quel “togli e aggiungi” su cui si sono esercitati i &lt;i&gt;media&lt;/i&gt; per tanti giorni. Della manovra approvata dai partiti del centro, del centro-destra e del centro-sinistra [&lt;b&gt;UDC – PDL –PD]&lt;/b&gt;, con l’opposizione della &lt;b&gt;Lega Nord&lt;/b&gt; e dell’&lt;b&gt;Italia dei valori&lt;/b&gt;, esaminerò brevemente nelle conclusioni, lo “spirito” che ha guidato il governo&lt;b&gt;,&lt;/b&gt; quali classi sociali siano state “chiamate” ai maggiori sacrifici, quali siano state risparmiate e perché.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: large;"&gt;&lt;span style="color: red; text-align: justify;"&gt;Auspicavo [&lt;/span&gt;&lt;i style="color: red; text-align: justify;"&gt;Cfr.&lt;/i&gt;&lt;span style="color: red; text-align: justify;"&gt; in questo stesso blog: &lt;/span&gt;&lt;i style="color: red; text-align: justify;"&gt;“Il governo Monti e la casta delle caste”&lt;/i&gt;&lt;span style="color: red; text-align: justify;"&gt;] che il presidente Monti sottoponesse il decreto “Salva Italia” così com’era, per quanto recessivo e iniquo, alla fiducia delle Camere. Temevo ciò che poi sarebbe accaduto. In cambio di una provvisoria mancia di qualche euro per i redditi sino a circa 1000-1100 euro netti mensili [!], di qualche parziale aggiustamento per alcune tipologie di pensioni di anzianità e di un lieve innalzamento della franchigia sull’ICI solo per le famiglie con figli a carico, sono stati introdotti nuovi balzelli per la maggior parte degli italiani, tra cui una riedizione ancora peggiore del famoso prelievo di Giuliano Amato sui conti correnti. Quello era un provvedimento &lt;/span&gt;&lt;i style="color: red; text-align: justify;"&gt;una tantum&lt;/i&gt;&lt;span style="color: red; text-align: justify;"&gt;, questo diventa una tassa stabile. Temevo poi soprattutto che sparisse dal decreto il “rivoluzionario” taglio dei costi della politica, limitato peraltro alla riduzione dello stipendio dei parlamentari e alla soppressione delle giunte provinciali. Ciò che è puntualmente avvenuto. Queste “sparizioni” ne hanno trascinate altre con loro, dando all’insieme del decreto “Salva Italia” una connotazione ancora più classista di prima.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: red; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: large; text-align: justify;"&gt;Eppure Monti, &lt;/span&gt;&lt;b style="color: red; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: x-large; text-align: justify;"&gt;che è uomo d’onore&lt;/b&gt;&lt;span style="color: red; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: large; text-align: justify;"&gt;, continua a sostenere che il suo decreto è equo, perché oltre ai “soliti noti” sarebbero stati colpiti, come ha detto testualmente, anche “nuovi noti” che però Monti, &lt;/span&gt;&lt;b style="color: red; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: x-large; text-align: justify;"&gt;che è uomo d’onore&lt;/b&gt;&lt;span style="color: red; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: large; text-align: justify;"&gt;, si guarda bene dal dire chi siano. E il presidente Napolitano, anche lui &lt;/span&gt;&lt;b style="color: red; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: x-large; text-align: justify;"&gt;uomo d’onore&lt;/b&gt;&lt;span style="color: red; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: large; text-align: justify;"&gt;, ritiene la misura equa perché – ha sostenuto – i sacrifici sono stati chiesti a tutti i ceti sociali. Per non parlare degli &lt;/span&gt;&lt;b style="color: red; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: x-large; text-align: justify;"&gt;esponenti del centro-sinistra&lt;/b&gt;&lt;span style="color: red; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: large; text-align: justify;"&gt;, anche loro &lt;/span&gt;&lt;b style="color: red; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: x-large; text-align: justify;"&gt;uomini d’onore, &lt;/b&gt;&lt;span style="color: red; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: large; text-align: justify;"&gt;felici in fondo, nonostante qualche lamentela di facciata, di votare la fiducia ad un governo che non solo &lt;/span&gt;&lt;i style="color: red; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: x-large; text-align: justify;"&gt;per il momento&lt;/i&gt;&lt;span style="color: red; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: large; text-align: justify;"&gt; li libera del fantasma di Berlusconi, ma che, secondo le loro stesse parole [Si veda l’intervento&amp;nbsp; dell’on. Marina Sereni a “Porta a Porta”], per la prima volta tassa anche i ricchi. Dove i “ricchi” sarebbero i possessori di una seconda casa sulla quale, com’è noto, graverà una tassa ben più pesante della vecchia ex-ICI, frutto sia dell’aumento dell’aliquota, sia della rivalutazione del 60% del valore dell’estimo catastale. Per la verità, non risulta che i ricchi investano molto nelle case. Come i politici, che preferiscono prendere in affitto [talora anche molto agevolato] persino la casa dove vivono abitualmente, anche i ricchi non amano vedersi intestatari di proprietà immobiliari di alcun tipo, eventualità che potrebbe ricondurre ad accertamenti di natura fiscale.&lt;/span&gt;&lt;span style="color: red; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: large; text-align: justify;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="color: red; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: large; text-align: justify;"&gt;D’altra parte, i ricchi proprietari di case date in affitto [seconda,terza,quarta casa ecc…] avranno più di una compensazione ai nuovi balzelli, grazie alla “cedolare secca” sulle civili abitazioni, introdotta dall’ultimo governo. Dunque, l’unico a pagare veramente sarà il &lt;/span&gt;&lt;i style="color: red; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: x-large; text-align: justify;"&gt;ceto medio&lt;/i&gt;&lt;span style="color: red; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: large; text-align: justify;"&gt; che tiene a disposizione la seconda casa per le proprie vacanze…&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: red; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: large;"&gt;Ripeto ancora un concetto già espresso su questo blog e che, più che una convinzione personale, sembra sempre più un dato inequivocabile. Il partito che si vedrà maggiormente penalizzato dal proprio elettorato sarà quello Democratico [PD], sia per l’opposizione dell’Italia dei valori [IDV] alla sua sinistra, sia per la crescente disoccupazione e “cinesizzazione” dei ceti piccoli e medi. D’altra parte, lo spirito classista del governo Monti è ben visibile dai provvedimenti adottati e più ancora da quelli non adottati. Di seguito li riassumo brevemente:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: red; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: large;"&gt;-TASSE SULLA CASA E SUI REDDITI FISSI&lt;/span&gt;&lt;span style="color: red; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: large;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="color: red; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: large;"&gt;[Ex-ICI e MAGGIORE IRPEF]&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoBodyText" style="margin: 0pt;"&gt;&lt;span style="color: red; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: large;"&gt;-AUMENTO DELLA BENZINA&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoBodyText" style="margin: 0pt;"&gt;&lt;span style="color: red; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: large;"&gt;-RIDUZIONE DELLE PENSIONI [ Soppressione dell’indicizzazione per quelle esistenti sopra i 1100 euro circa mensili e passaggio al metodo contributivo per quelle future]&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoBodyText" style="margin: 0pt;"&gt;&lt;span style="color: red; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: large;"&gt;-TASSA SUI CONTO-CORRENTI [Che inciderà soprattutto sui redditi del ceto medio]&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoBodyText" style="margin: 0pt;"&gt;&lt;span style="color: red; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: large;"&gt;-AUMENTO DEL TABACCO DA FIUTO[!!!] &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoBodyText" style="margin: 0pt;"&gt;&lt;span style="color: red; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: large;"&gt;-AUMENTO DELL'IVA SINO AL 23%&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: red; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: large;"&gt;-NON PAGHERA’ L’ICI LA CHIESA E LE BANCHE PAGHERANNO IN MISURA RIDOTTA E SARANNO FAVORITE DALLA MAGGIORE CIRCOLAZIONE DI DENARO ELETTRONICO, CARTE DI CREDITO E ASSEGNI&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="left" class="MsoBodyText" style="margin: 0pt; text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: large;"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;-NON SARANNO TAGLIATI GLI STIPENDI DEI PARLAMENTARI E TUTTI I &lt;/span&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;PRIVILEGI RESTERANNO INTATTI COMPRESA L’ASSISTENZA SANITARIA&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: large;"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;INTEGRALE [Dentista compreso] DEI PROPRI CONVIVENTI &lt;i&gt;MORE &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: large;"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;i&gt;UXORIO&lt;/i&gt; [Legge voluta a suo tempo dall’on. Casini dell’U.D.C.]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoBodyText" style="margin: 0pt;"&gt;&lt;span style="color: red; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: large;"&gt;-NON SARANNO LIBERALIZZATI GLI ORDINI PROFESSIONALI E NEPPURE TAXI E FARMACIE&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoBodyText" style="margin: 0pt;"&gt;&lt;span style="color: red; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: large;"&gt;-NON È PREVISTA L’INTRODUZIONE DEI CONTROLLI INCROCIATI DELLE FATTURE, LA SOLA MISURA EFFICACE CONTRO LA DIFFUSA EVASIONE FISCALE DI COLORO CHE NON HANNO LA TRATTENUTA DEL REDDITO ALLA FONTE&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoBodyText" style="margin: 0pt;"&gt;&lt;span style="color: red; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: large;"&gt;-NON SARA’ TOCCATO IL BILANCIO DELLO STATO PER TAGLIARE LE SPESE E GLI SPRECHI [Tra cui la somma di circa 30 miliardi all’anno che lo Stato versa a pioggia e senza verifiche alle IMPRESE, gli altrettanti 30 miliardi di spese all’anno per la politica e per le istituzioni ecc.] &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoBodyText" style="margin: 0pt;"&gt;&lt;span style="color: red; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: large;"&gt;-NON SARA’ POSTO UN TETTO SU STIPENDI PENSIONI E LIQUIDAZIONI DEI DIRIGENTI PUBBLICI E DI QUELLI DELLE AZIENDE A PARTECIPAZIONE STATALE. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoBodyText" style="margin: 0pt;"&gt;&lt;span style="color: red; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: large;"&gt;-NON SARANNO MESSE ALL’ASTA LE FREQUENZE TELEVISIVE MA REGALATE AI SOLITI NOTI [RAI E MEDIASET]. ANCHE SE ALL'ULTIMO MOMENTO SEMBRA NASCERE UN RIPENSAMENTO&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: red; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: large;"&gt;ECCO PIU’ O MENO LA MANOVRA “EQUA E PER NULLA RECESSIVA” DEL GOVERNO MONTI!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: red; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: large;"&gt;Resta un interrogativo. È l’Europa, anzi la Commissione Europea, che ha diretto la scure di Monti,&lt;/span&gt;&lt;b style="color: red; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: x-large;"&gt; uomo d’onore&lt;/b&gt;&lt;span style="color: red; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: large;"&gt;, sui redditi di &lt;/span&gt;&lt;i style="color: red; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: x-large;"&gt;sopravvivenza&lt;/i&gt;&lt;span style="color: red; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: large;"&gt; o di poco superiori degli italiani oppure, a cifre invariate, il presidente del consiglio avrebbe potuto liberamente volgerla sui redditi più alti, sugli evasori, sulle tante caste, tagliando contestualmente anche le spese e gli sprechi ingiustificati dello Stato? La risposta non è facile ma potrebbe essere inutile. Monti è stato portato a Palazzo Chigi dal vento neo-liberista che viene da lontano, che ispira l’Europa che conta e che ha introdotto – come un nuovo &lt;/span&gt;&lt;i style="color: red; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: x-large;"&gt;cavallo di Troia&lt;/i&gt;&lt;span style="color: red; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: large;"&gt; – l’&lt;/span&gt;&lt;i style="color: red; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: x-large;"&gt;euro&lt;/i&gt;&lt;span style="color: red; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: large;"&gt; in 17 paesi europei, facendone una moneta non sovrana e perciò destinata a scomparire, dopo aver fatto il “lavoro sporco”. Unitamente a Draghi, è uno dei pochi italiani che gode di grande fiducia da parte della Commissione Europea. Si può ipotizzare con qualche credibilità che le sue idee in materia di politica economica e di risanamento dei conti pubblici siano così diverse da quelle dei suoi &lt;/span&gt;&lt;i style="color: red; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: x-large;"&gt;sponsor&lt;/i&gt;&lt;span style="color: red; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: large;"&gt;? Intanto, nonostante la manovra “equa e saggia” appena approvata, la Borsa italiana chiude ancora in calo la settimana, mentre l’ormai celebre &lt;/span&gt;&lt;i style="color: red; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: x-large;"&gt;spread&lt;/i&gt;&lt;span style="color: red; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: large;"&gt; continua a salire. In queste condizioni, non è difficile prevedere a breve [magari subito dopo le sante feste] la seconda e &lt;/span&gt;&lt;i style="color: red; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: x-large;"&gt;non ultima&lt;/i&gt;&lt;span style="color: red; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: large;"&gt; puntata di questo drammatico sceneggiato in chiave neo-liberista.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoBodyText" style="margin: 0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 180%;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: #333333; font-family: Arial;"&gt;Sergio Magaldi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="border-bottom: windowtext 1.5pt solid; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; padding-bottom: 4pt; padding-left: 0pt; padding-right: 0pt; padding-top: 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; margin: 0pt; mso-border-bottom-alt: solid windowtext 1.5pt; mso-padding-alt: 0pt 0pt 4.0pt 0pt; padding-bottom: 0pt; padding-left: 0pt; padding-right: 0pt; padding-top: 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial; font-size: 14pt;"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; margin: 0pt; mso-border-bottom-alt: solid windowtext 1.5pt; mso-padding-alt: 0pt 0pt 4.0pt 0pt; padding-bottom: 0pt; padding-left: 0pt; padding-right: 0pt; padding-top: 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial; font-size: 14pt;"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; margin: 0pt; mso-border-bottom-alt: solid windowtext 1.5pt; mso-padding-alt: 0pt 0pt 4.0pt 0pt; padding-bottom: 0pt; padding-left: 0pt; padding-right: 0pt; padding-top: 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial; font-size: 14pt;"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5368042956865960557-7232068917191039015?l=zibaldone-sergio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://zibaldone-sergio.blogspot.com/feeds/7232068917191039015/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://zibaldone-sergio.blogspot.com/2011/12/i-si-e-i-no-del-governo-monti-per.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5368042956865960557/posts/default/7232068917191039015'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5368042956865960557/posts/default/7232068917191039015'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://zibaldone-sergio.blogspot.com/2011/12/i-si-e-i-no-del-governo-monti-per.html' title='I SI&apos; E I NO DEL GOVERNO MONTI PER L&apos;EUROPA'/><author><name>Sergio Magaldi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06683710900430631479</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://2.bp.blogspot.com/_iCSqXNyj3sI/SUjCa3Z8w3I/AAAAAAAAAAc/B96dzN9jiZQ/S220/foto+mia+1.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-zu_YfdUydg8/Tuu7orGXtsI/AAAAAAAAAJ8/VOWs9snp2ZE/s72-c/Europa.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5368042956865960557.post-9009779815352762393</id><published>2011-12-13T13:43:00.005+01:00</published><updated>2011-12-13T13:58:32.803+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='calcio'/><title type='text'>ROMA-JUVENTUS: LA PARTITA DEGLI ERRORI</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-lcS082dZ3xM/TudJL25MLuI/AAAAAAAAAJw/FoyxSvgRaH0/s1600/Juventus.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 158px; FLOAT: right; HEIGHT: 320px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5685593522641317602" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/-lcS082dZ3xM/TudJL25MLuI/AAAAAAAAAJw/FoyxSvgRaH0/s320/Juventus.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-27TsuAldD1Q/TudI4446NaI/AAAAAAAAAJk/zOUfG6cP0Ts/s1600/roma.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 246px; FLOAT: left; HEIGHT: 320px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5685593196759496098" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/-27TsuAldD1Q/TudI4446NaI/AAAAAAAAAJk/zOUfG6cP0Ts/s320/roma.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;ROMA - JUVENTUS&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN: 0pt" class="MsoBodyText"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:130%;color:#009900;"&gt;In quella che è ormai diventata una sfida classica del nostro campionato, gli errori sono iniziati ancor prima che le squadre scendessero in campo. Cominciava Conti, vecchia bandiera juventina e oggi ottimo allenatore dei bianconeri, ripetendo una scelta che non ha mai dato buoni frutti, quella del solo Matri in attacco. Dopo pochi minuti, era la volta del centrocampista Vidal a ciccare il rinvio di una innocua palla davanti ad uno stupito Buffon. Dov’erano i difensori? Tanto più che non si è trattato di un tiro improvviso ma di un calcio d’angolo, battuto magistralmente da Totti, con la palla finita sui piedi di un De Rossi lasciato completamente incustodito. Persino inutile aggiungere che il duplice errore ha portato i giallorossi in vantaggio. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN: 0pt" class="MsoBodyText"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:130%;color:#009900;"&gt;La sagra degli errori è continuata per tutto il primo tempo, soprattutto da parte della Juve: Pepe, che ormai deve sentirsi un grande campione, giocava a tutto campo, tornante, centrocampista, centravanti, con tanta confusione e mai passando una palla a Matri, vero finalizzatore della squadra bianconera, al quale neppure dagli altri compagni è arrivato un passaggio degno di questo nome. Nel secondo tempo, persino il goal del pareggio juventino è nato da un errore di un Estigarribia, a volte pregevole ma talora imbarazzante [da Conte schierato titolare al posto di una punta che avrebbe messo Matri in condizione di giocare come sa fare], che “ciabattava” una palla per il colpo di testa vincente di Chiellini. Gli errori si susseguivano poi con i tanti passaggi sbagliati, dall’una e dall’altra parte, e raggiungevano l’apice con il rigore tirato dal capitano giallorosso tra le braccia di Buffon, un grande campione, ma certamente non avvezzo a parare i rigori, tant’è che l’ultima volta che aveva respinto un tiro dal dischetto risale al 2002. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:130%;color:#009900;"&gt;La partita è stata interessante per non più di un quarto d’ora, proprio dopo il rigore sbagliato dalla Roma, quando le due squadre sul punteggio di parità sembravano a tutti i costi cercare la vittoria. E, per la verità, se c’era una squadra che ieri sera meritava la vittoria, questa era la Roma. Come sempre inconcludente in attacco, con un Borriello entrato negli ultimi cinque minuti e solo perché Bojan era squalificato, ma apparsa per la prima volta ben registrata in difesa, non si sa se per merito di un grande De Rossi, schierato nel ruolo inedito di centrale di difesa, o per la quasi inesistenza dell’attacco juventino, fattasi totale allorché Conte ha sostituito Matri con uno spento Quagliarella che, per ritrovare la forma, ha forse bisogno di giocare di più e che dunque va girato in prestito a Gennaio. Convincente la Roma anche nei contrasti di centrocampo, forse per la cattiva serata in cui sono incorsi Pirlo, talora stucchevole e lento, Vidal con la sua peggiore partita in maglia bianconera e persino Marchisio che, dopo i tanti goal e le eccellenti prestazioni, ieri sera è parso evanescente. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:130%;color:#009900;"&gt;Quali conclusioni si possono trarre da questa classica del campionato italiano? Luis Enrique merita di continuare e la sfida della settimana prossima in casa del Napoli sarà un ottimo banco di prova per lui e per la squadra. Alla Juve va detto che, se davvero quest’anno vuol puntare allo scudetto, deve almeno acquistare al più presto, non tanto un centrale difensivo come si dice da più parti, quanto un terzino sinistro capace di difendere e di offendere, riportando Chiellini al suo ruolo naturale. Per la verità, questa Juve avrebbe bisogno anche di un grande attaccante, da affiancare a Matri [liberandosi delle tante punte che tiene inutilmente in tribuna] e forse di un centrocampista centrale in grado all’occorrenza di non far rimpiangere i tre titolari. A Conte, che ha già fatto molto con una squadra che per 8/11 è quella dello scorso anno, va detto soltanto di non intestardirsi su certe scelte: quella per esempio non del tutto comprensibile di “tagliare” un giocatore come Krasic, migliore in campo nello scorso campionato, benché Del Neri gli facesse fare il terzino, e quella di escludere sistematicamente un campione come Del Piero. L’impressione è che la Juve, nonostante la forza fisica mostrata anche ieri sera, stia lentamente esaurendo lucidità e fantasia, e quando questo accade [se ne avvertono i sintomi già da qualche partita] si rivede purtroppo la squadra sin troppo “operaia” degli ultimi campionati. Sarebbe un peccato, perché mai come quest’anno, per i meriti dei suoi dirigenti e soprattutto del suo nuovo allenatore, la Juve ha la possibilità di tornare tra le grandi del calcio europeo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:130%;"&gt;Sergio Magaldi &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5368042956865960557-9009779815352762393?l=zibaldone-sergio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://zibaldone-sergio.blogspot.com/feeds/9009779815352762393/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://zibaldone-sergio.blogspot.com/2011/12/roma-juventus-la-partita-degli-errori.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5368042956865960557/posts/default/9009779815352762393'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5368042956865960557/posts/default/9009779815352762393'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://zibaldone-sergio.blogspot.com/2011/12/roma-juventus-la-partita-degli-errori.html' title='ROMA-JUVENTUS: LA PARTITA DEGLI ERRORI'/><author><name>Sergio Magaldi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06683710900430631479</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://2.bp.blogspot.com/_iCSqXNyj3sI/SUjCa3Z8w3I/AAAAAAAAAAc/B96dzN9jiZQ/S220/foto+mia+1.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-lcS082dZ3xM/TudJL25MLuI/AAAAAAAAAJw/FoyxSvgRaH0/s72-c/Juventus.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5368042956865960557.post-657924866740708030</id><published>2011-12-11T20:30:00.002+01:00</published><updated>2011-12-11T20:41:13.764+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><title type='text'>IL GOVERNO MONTI E LA CASTA DELLE CASTE</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-tpH7hzpMUrg/TuUFaMurXBI/AAAAAAAAAJM/SfRD1teu0Ic/s1600/colubro.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 320px; DISPLAY: block; HEIGHT: 132px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5684956052276861970" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/-tpH7hzpMUrg/TuUFaMurXBI/AAAAAAAAAJM/SfRD1teu0Ic/s320/colubro.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#33cc00;"&gt;Il colubro, l'innocuo serpente del caduceo di Esculapio,&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#33cc00;"&gt;il suo occhio indaga e rivela le cose nascoste.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoBodyText"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:130%;color:#ff0000;"&gt;Dopo aver individuato l’estrema debolezza del recente decreto governativo “Salva Italia”, nella spirale recessiva che si scatenerà nel paese e nella rivolta sociale che probabilmente ne deriverà - una manovra che piace all’Europa che conta, meno ai mercati, che non gradiscono investire in titoli pubblici di paesi in recessione - occorre fare qualche ulteriore riflessione. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoBodyText"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" /&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoBodyText"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:130%;color:#ff0000;"&gt;Il presidente Monti “ha preso” lì dove era facile prendere, senza soluzione di continuità rispetto ai governi che lo hanno preceduto, sia di centro-destra, sia di centro-sinistra.&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt; &lt;/span&gt;Perché? L’uomo non ha “fantasia”? Condivide la logica classista di coloro che lo hanno preceduto? Era nell’impossibilità di fare altro, prigioniero com’è della “grande coalizione”? La risposta è forse impossibile. E porsi simili interrogativi é addirittura inutile, dal momento che il governo Monti ha mantenuto saldamente la consueta tendenza di far pagare i poveri per salvare i ricchi, senza intervenire sull’aliquota Irpef dei redditi più alti per alleggerire quella dei redditi medio-bassi.&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt; &lt;/span&gt;Conti alla mano, facendo addirittura il contrario. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoBodyText"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoBodyText"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:130%;color:#ff0000;"&gt;Sembra perfino anacronistico, in questo discorso, usare categorie ottocentesche, come “poveri” e “ricchi”. Ma tant’è, se è vero che nel nostro Paese il 10% della popolazione controlla oltre la metà della ricchezza nazionale e se quella che un tempo le tante “vestali” della sinistra già lamentavano come una “forbice salariale” sin troppo larga, negli ultimi anni si è andata ulteriormente allargando come in nessun altro paese d’Europa. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Un inciso: di recente è stato istruttivo “scoprire” cosa lo stato italiano, che spende oltre 30 miliardi di euro all’anno solo per la politica e centinaia di milioni per le liquidazioni dei propri “boiardi”, intenda per reddito medio-basso. A giudicare dalle accalorate dispute di oggi sulla indicizzazione delle pensioni, si può scommettere che un reddito basso è quello sotto i 936 euro al mese e uno medio quello sotto i 1400 [lordi!!!]. Sembra incredibile ma è così e persino partiti e sindacati legittimano queste cifre. In quale paese vivono le classi dirigenti? Non si sono accorti che gli italiani, soprattutto a reddito fisso, che sono la maggior parte, ricevono ancora le “vecchie lire”, ma sono costretti a pagare in euro?&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:130%;color:#ff0000;"&gt;Immaginiamo, tuttavia, per un attimo che il governo Monti avesse preso misure per ridistribuire il reddito, diminuendo l’aliquota Irpef per i redditi medio-bassi e alzandola per quelli più alti. Nessuno pretende che il presidente Monti abbia la vocazione di un Robin Hood, né gli si chiede di “rubare ai ricchi per dare ai poveri”, ma certo, mai come questa volta, c’era l’opportunità per inaugurare in Italia una politica di maggiore giustizia sociale. Quando i politici torneranno a gestire il potere in prima persona, niente sarà più possibile. Sento a questo punto levarsi la madre di tutte le obiezioni: la fascia dei redditi più alti, così incredibilmente ristretta in percentuale, non è in grado di assicurare, attraverso le tasse, un gettito per le casse dello stato, pari a quello fornito dalle fasce di reddito inferiore. Perfetto. A giudicare dal prelievo fiscale ciò è abbastanza vero. Come è vero che, stando ai redditi dichiarati, gli italiani siano un popolo di poveracci! Eppure, c’è chi a buon diritto, per essere il beneficiario di larghe fette di consumo, sostiene il contrario: “Gli italiani, nella media, sono benestanti e semmai è lo stato ad essere povero”. A parte il fatto che desta sorpresa che a fare tali dichiarazioni siano politici che hanno governato il Paese e che avrebbero dovuto avvertire l’esigenza di porre riparo alla contraddizione, resta da chiedersi come mai sia potuto accadere che lo stato sia sempre più povero e una parte dei cittadini sempre più ricca. Di sicuro, c’entrano gli sprechi, facilmente misurabili al confronto con gli altri paesi europei. E non solo, perché il ceto politico più illuminato scopre all’improvviso che il fenomeno dipende anche dall’evasione fiscale, solo nel Sud d’Italia condivisa dal 65% della popolazione [Dato ufficiale. Resta il mistero di come una volta accertata l’entità dell’evasione, non sia possibile combatterla efficacemente]. Eppure, ogni governo italiano ha sempre dichiarato il fermo proposito di combattere l’evasione, ma come osservava acutamente qualche giorno fa, in un &lt;i&gt;talk-show&lt;/i&gt;, il sindaco di Verona, non viene adottata l’unica misura in grado di combatterla davvero, come per esempio negli Stati Uniti e in Germania: se ogni cittadino potesse dedurre la maggior parte delle spese, l’evasione parziale, più grave forse di quella totale, finirebbe con l’emergere, grazie ai facili “controlli incrociati”. Perché questo è un Paese dove l’evasione fiscale è capillare, un vero e proprio sport nazionale in cui si cimentano, in gran parte, i professionisti delle arti e dei mestieri e non solo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:130%;color:#ff0000;"&gt;Tutto ciò premesso, lo scenario di un Monti che alza le aliquote dei redditi più alti per diminuire quelle dei redditi più bassi e accompagna la misura con controlli realistici, e non con quelli cervellotici e scarsamente interessati che si appresterebbero a fare le banche, sarebbe oggettivamente possibile? Credo proprio di no e questo senza entrare nel merito delle inclinazioni e della volontà dell’uomo Monti, come dicevo prima. Proposte simili non avrebbero la fiducia di &lt;i&gt;questo parlamento&lt;/i&gt;, formato in buona parte, oltre che da funzionari di partito e poco altro, dalla &lt;i&gt;casta delle cosiddette libere professioni&lt;/i&gt; che mai accetterebbe di vedere controllate le proprie finanze, tant’è che per lo più, una volta eletti in parlamento, i suoi membri non chiudono gli “Studi”, ma vi lasciano fedeli sostituti che, per la &lt;i&gt;nuova&lt;/i&gt; &lt;i&gt;posizione&lt;/i&gt; assunta dal titolare temporaneamente assente, avranno il merito di moltiplicare le entrate.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:130%;color:#ff0000;"&gt;Ne volete una prova? Nel decreto, il Presidente Monti aveva timidamente introdotto un comma che fissava al 31 Dicembre, dopo le opportune valutazioni, la data per adeguare la retribuzione dei &lt;i&gt;parlamentari italiani &lt;/i&gt;a quello medio dei sei paesi europei con gli stipendi più alti per i cosiddetti rappresentanti del popolo. Di una riduzione, dunque si tratta, giacché attualmente l’Italia non è solo il paese europeo con il maggior numero di parlamentari, ma anche quello che li paga di più. Quale è stata la reazione della &lt;i&gt;casta delle caste&lt;/i&gt;, &lt;i&gt;quella sempre più ineffabile della politica&lt;/i&gt;, quando ha scoperto che nel decreto del governo Monti, sotto un piccolo comma si annidava l’occhio lungimirante della serpe? Tutti i parlamentari e i partiti di cui fanno parte, pare con l’eccezione dell’Italia dei valori [IDV], hanno gridato allo scandalo, ritenendo che ogni misura che riguardi i parlamentari, secondo una logica corporativa impossibile da sconfiggere nel nostro Paese, debba essere di competenza esclusiva del &lt;i&gt;parlamento&lt;/i&gt;. Con ciò, il presidente Monti è avvertito di togliere al più presto la “serpe” dal decreto “Salva Italia”. Quasi mi verrebbe voglia di auspicare, nonostante la convinzione che si tratti di un provvedimento recessivo e poco equo, che Monti abbia il coraggio e l’autorevolezza di chiedere in parlamento la fiducia sul decreto così com’è. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:130%;color:#ff0000;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:130%;color:#333333;"&gt;Sergio Magaldi&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5368042956865960557-657924866740708030?l=zibaldone-sergio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://zibaldone-sergio.blogspot.com/feeds/657924866740708030/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://zibaldone-sergio.blogspot.com/2011/12/il-governo-monti-e-la-casta-delle-caste.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5368042956865960557/posts/default/657924866740708030'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5368042956865960557/posts/default/657924866740708030'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://zibaldone-sergio.blogspot.com/2011/12/il-governo-monti-e-la-casta-delle-caste.html' title='IL GOVERNO MONTI E LA CASTA DELLE CASTE'/><author><name>Sergio Magaldi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06683710900430631479</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://2.bp.blogspot.com/_iCSqXNyj3sI/SUjCa3Z8w3I/AAAAAAAAAAc/B96dzN9jiZQ/S220/foto+mia+1.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-tpH7hzpMUrg/TuUFaMurXBI/AAAAAAAAAJM/SfRD1teu0Ic/s72-c/colubro.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5368042956865960557.post-1839444644849663207</id><published>2011-12-07T20:16:00.011+01:00</published><updated>2011-12-08T08:57:42.729+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><title type='text'>DOPO LA STANGATA: RECESSIONE E...SECESSIONE?</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-A0GAwb801I0/Tt-7_ZHMeiI/AAAAAAAAAJA/sL0qphVbZQw/s1600/IMAG0023.JPG"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 320px; DISPLAY: block; HEIGHT: 240px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5683467952512072226" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/-A0GAwb801I0/Tt-7_ZHMeiI/AAAAAAAAAJA/sL0qphVbZQw/s320/IMAG0023.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;LA MONETA UNICA E LE VECCHIE MONETE&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoBodyText"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:130%;color:#009900;"&gt;Tutto è andato come avevo anticipato Domenica su questo blog [cfr. &lt;i&gt;Aspettanto la stangata&lt;/i&gt;]. Anzi peggio. Nel decreto del governo Monti, già controfirmato dal Presidente della Repubblica, non c’è traccia del taglio dei costi della politica. Perché - si dice - questo dipende dalla &lt;strong&gt;Politica!&lt;/strong&gt; [si badi bene: per antica consuetudine non per legge]. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;&lt;span style="color:#009900;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Non c’è la proposta di un serio accertamento per far pagare le tasse, non tanto a coloro che risultano sconosciuti al Fisco e che tali resteranno forse per sempre, ma agli appartenenti alle corporazioni che da sempre in Italia occultano almeno i 2/3 dei propri guadagni: professionisti ai quali spesso ci rivolgiamo e che ci lasciano scegliere se volere la fattura o farne a meno in cambio di qualche euro di sconto; negozianti e affini con i quali abbiamo a che fare ogni giorno, e quanti vengono talora in casa a riparare l’impianto idraulico, quello elettrico o la TV, a tinteggiare pareti o a costruire un armadio a muro: questi ultimi non ci chiedono neppure se la vogliamo la fattura, e se gliela domandiamo, quando avremo ancora bisogno di loro, state pur certi che non si faranno più vedere. E dire che l’on. Enrico Letta, autorevole esponente del Partito Democratico, nelle sue frequenti incursioni a “Porta a Porta” e non solo, aveva lasciato intendere che il governo Monti, nella sua sete di equità, avrebbe inaugurato la politica degli “incroci”, consentendo ai cittadini di dedurre dalle spese tutte le fatture o quasi tutte, così da far emergere i guadagni in nero della casta delle professioni e dei mestieri. L’on. Letta deve aver dimenticato di parlare con Monti, e forse col suo stesso partito, di quella che evidentemente era solo una sua, peraltro pregevole, idea.&lt;?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" /&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;&lt;span style="color:#009900;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Nel decreto “Salva Italia” non è previsto un tetto massimo per le pensioni e neppure per le liquidazioni in milioni di euro di tanti dirigenti. Non sono previste tassazioni sui patrimoni complessivi superiori al milione e mezzo o ai due milioni e, contrariamente a quello si mormorava, non c’è neppure l’aumento delle aliquote Irpef per i redditi superiori ai 75.000 Euro, misura che per quanto poco gradevole, avrebbe potuto consentire l’abbattimento di almeno un punto sull’aliquota dei redditi più bassi o quantomeno consentire l’indicizzazione delle pensioni almeno sino a 3000 Euro mensili [Di questi tempi, non certo pensioni d’oro, come persino Eugenio Scalfari ha osservato lo scorso Lunedì, intervenendo all’&lt;i&gt;Infedele&lt;/i&gt; di Gad Lerner]. E di questo mancato intervento sull’Irpef il presidente Monti si è fatto un vanto ieri sera, nel salotto buono di Bruno Vespa, di fronte a milioni di telespettatori. Questa vicenda me ne ha ricordata una simile svoltasi la scorsa estate. Ricordate quando si parlava di aumentare le aliquote Irpef dei redditi sopra i 100.000 Euro? Poi con un ripensamento solo quelli dai 200.000 in su? Ricordate come poi non se ne facesse più niente? A distanza di pochi mesi si è verificata la stessa cosa: prima s’è parlato di aumenti per le aliquote dei redditi superiori ai 55.000 Euro l’anno, poi solo per quelli oltre i 75.000. Infine, tutto è rimasto come prima.&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt; &lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;&lt;span style="color:#009900;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Dove, allora “SuperMario” [da non confondere con il calciatore Mario Balotelli] ha trovato i mezzi per “salvare” il “treno Italia dal sicuro deragliamento”, secondo le sue stesse parole? Naturalmente dalle pensioni, con la scure che si abbatte così pesantemente tanto da far piangere in diretta TV il nuovo ministro del Lavoro, la garbata e sinceramente commossa prof.ssa Elsa Fornero. Devo essere serio, la misura per quanto appaia impopolare e dettata da eccessivo rigore, ci può anche stare, con l’introduzione per tutti del metodo contributivo, lo slittamento delle pensioni di anzianità, l’età pensionabile delle donne protratta sin d’ora a 62 anni per raggiungere gradualmente, nel 2018, i 67 anni, come per gli uomini. Ci può stare dicevo, anche se è una misura dolorosa e all’apparenza iniqua, perché fa pagare a chi è già in procinto di lasciare il lavoro colpe non proprie. Serve tuttavia per allinearci agli altri paesi europei, ridurre la spesa degli enti previdenziali, riparare gli errori del passato. Ma la cosa che suscita scandalo e vergogna, tanto da provocare le lacrime del neoministro, è che è stata tolta l’indicizzazione delle pensioni dai 936 Euro mensili in su, con l’aggiunta che l’adeguamento parziale all’aumento del costo della vita per le pensioni sino a 935 Euro è reso possibile grazie al prelievo aggiuntivo di un punto e mezzo sui cosiddetti capitali scudati, quei capitali che erano stati fatti rientrare in Italia nell’anonimato e senza penale, versando il 5% del loro ammontare. Prelievo aggiuntivo che non sarà facile esigere, perché fioccheranno i ricorsi di chi si sente forte per aver già firmato un patto con lo stato. Sulla questione dell’indicizzazione e interrompendo il gelido e catastrofico monologo del presidente Monti, l’ineffabile Bruno Vespa ha intrattenuto le platee televisive, raccontando di un amico tedesco che gli ricordava come in Germania non fossero previsti adeguamenti automatici delle pensioni, ma solo un aumento direttamente proporzionale alla crescita del Paese. Benissimo, perché l’inossidabile &lt;i&gt;partner&lt;/i&gt; di ogni governo italiano non ha ricordato che le pensioni minime in Germania sono almeno il doppio o il triplo di quelle italiane?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;&lt;span style="color:#009900;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Dove, oltre alle pensioni dei poveri, s’è esercitata maggiormente la fantasia di SuperMario, per “salvare” l’Italia? Naturalmente sulla &lt;strong&gt;casa&lt;/strong&gt;. Con tasse a raffica che sembrano quasi passare inosservate ai partiti, ai sindacati, ai tanti giornalisti che intervengono nei &lt;i&gt;talk-show&lt;/i&gt; e di cui gli inermi telespettatori si accorgeranno solo in futuro. Viene introdotta di nuovo l’aliquota sulla prima casa, e questo lo si sapeva, ma questa d'ora in avanti inciderà sull’estimo catastale rivalutato, udite, udite, non già del 30%, come si pensava, bensì del doppio: il 60%. C'è solo da augurarsi che, per quanto riguarda l'Irpef, continui almeno la deducibiltà della rendita catastale sulla prima casa, altrimenti la nuova tassa andrebbe ad aggiungersi al reddito di lavoro, componendo un assai più oneroso imponibile sul quale calcolare l’Irpef. Non parliamo poi della seconda casa. L’aumento sale dello 07,60 ma i comuni possono aumentarla ancora di 3 punti. Vale la pena di aggiungere, anche perché non l'ha detto ancora nessuno, che in questo caso la misura [quasi il doppio dell’ICI che si pagava sino ad ora] graverà pesantemente anche sull'Irpef e, naturalmente, in misura doppia [anno in corso e anticipo del 95% per l’anno successivo]. Le aliquote ICI inoltre salgono ancora in misura progressiva per ogni ulteriore casa che si possieda e sempre incidendo sul calcolo dell'Irpef. &lt;strong&gt;Ecco la vera manovra! &lt;/strong&gt;E come già dicevo Domenica scorsa, molti italiani saranno costretti a svendere le proprie case a chi può vantare ingenti profitti in nero o lauti stipendi a carico dello stato e/o delle sue molteplici e costosissime diramazioni [Aziende pubbliche e/o semi-pubbliche, RAI, ecc…]. Al danno forse irreparabile, il governo Monti aggiunge anche la beffa: la polvere gettata negli occhi dei cittadini, con quel ridicolo prelievo che non vale più di 400 milioni [a fronte dei 30 miliardi di Euro estorti ai poveri e alla piccola e media borghesia] sulle barche, le auto di grossa cilindrata, gli aerei [!] con cui finge di voler colpire i ricchi. E intanto già da domani, come primo regalo di Natale, il governo Monti aumenterà la benzina per tutti. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;&lt;span style="color:#009900;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Chi, oltre allo stato, beneficerà di questa manovra lacrime e sangue [ma non per tutti!]? Di sicuro le banche [esonerate dagli aumenti dell’ICI e con i vantaggi che derivano dalla quasi soppressione del contante, dalla conseguente moltiplicazione delle carte di credito e dai risparmi ricavati dalla circolazione elettronica del denaro] e parzialmente le imprese, che dovrebbero essere incentivate a nuovi investimenti e nuove assunzioni: le cosiddette misure per la crescita. Ma ammesso, e assolutamente non concesso, che queste siano misure adeguate allo sviluppo, a che servirà crescere se diminuirà il numero dei consumatori con una recessione di proporzioni incalcolabili, anche per effetto di ulteriori due punti di aumento dell'IVA a metà del 2012, e quale effetto benefico potranno avere sull'occupazione tali manovre se l’aumento dell’età pensionabile “congelerà” tanti posti di lavoro? &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoBodyText"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#009900;"&gt;Dicevo Domenica che l’unica equità che il governo Monti avrebbe adottato sarebbe stata quella di dare un colpo al cerchio e uno alla botte [PD e PDL] . Mi sbagliavo, perché il Partito Democratico esce con le ossa rotte dal decreto “salva Italia”. Encomiabile persino il comportamento del centro-sinistra se davvero con questo decreto si riuscisse a “salvare” l’Italia. Encomiabile davvero l’entusiasmo con cui i militanti del PD guardano il governo Monti, come si evince dai sondaggi che circolavano ieri, di gente che non ha ancora compreso l’entità della manovra che finirà per schiacciarli. O forse ha compreso, ma è disposta a sopportare tutto, paga di essere riuscita finalmente a scacciare l’odiato Berlusconi. Per uno strano paradosso, minore è l’entusiasmo del tradizionale elettorato di centro-destra per SuperMario, forse perché s’è già fatto un po’ di conti. Eppure il PDL esce bene, nel complesso, dalla manovra e si dice che otterrà ancora una volta [unitamente alla Rai] il regalo delle frequenze televisive per Mediaset, per un valore commerciale stimato in 16 miliardi, ciòè più del 50% del valore dell’intera manovra governativa. E inoltre i dirigenti del PDL già intravedono all’orizzonte l’ennesima sconfitta del Partito Democratico alle prossime elezioni politiche, magari alleandosi con l’UDC, e fidando nel malcontento che inevitabilmente si riverserà sul Partito Democratico quando gran parte del suo elettorato si accorgerà della vera portata di queste misure di “salvezza” approntate dal governo Monti.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;&lt;span style="color:#009900;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Non per fare “catastrofismo”, ma ognuno vede che con queste manovre l’Italia non sarà “salvata” ma condotta alla più nera recessione e c’è persino da temere che la secessione minacciata dalla Lega Nord non sia più soltanto una trovata folcloristica e propagandistica. Eppure c’è già chi si consola, osservando come lo &lt;em&gt;spread&lt;/em&gt; sui BPT decennali sia sceso ieri sino a 368 punti per merito delle misure adottate dal governo Monti. Non si è accorto che nelle stesse ore si sono ridotti gli spread di tutti gli altri paesi, quello della Spagna a 286 da oltre i 400 dei giorni scorsi, quello della Francia passato da 150 a 91. Si è trattato dunque di una particolare e fortuita congiuntura, tant’è che lo spread sui BPT biennali è cresciuto già ieri sino a 535 punti, che oggi l’indice di Borsa ha perso un punto e mezzo e che anche lo spread sui BPT decennali è tornato a salire. La verità è che il Mercato non si fida di tante tasse e dei pochi tagli apportati alla spesa corrente, sicuri indici di recessione e di possibilità di crescita del tutto inesistenti. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;&lt;span style="color:#009900;"&gt;&lt;span style="color:#333333;"&gt;Sergio Magaldi&lt;/span&gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:12;"&gt;&lt;span style="color:#009900;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:12;"&gt;&lt;span style="color:#009900;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:12;"&gt;&lt;span style="color:#009900;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:12;"&gt;&lt;span style="color:#009900;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="color:#009900;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="color:#009900;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5368042956865960557-1839444644849663207?l=zibaldone-sergio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://zibaldone-sergio.blogspot.com/feeds/1839444644849663207/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://zibaldone-sergio.blogspot.com/2011/12/dopo-la-stangata-recessione-esecessione.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5368042956865960557/posts/default/1839444644849663207'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5368042956865960557/posts/default/1839444644849663207'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://zibaldone-sergio.blogspot.com/2011/12/dopo-la-stangata-recessione-esecessione.html' title='DOPO LA STANGATA: RECESSIONE E...SECESSIONE?'/><author><name>Sergio Magaldi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06683710900430631479</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://2.bp.blogspot.com/_iCSqXNyj3sI/SUjCa3Z8w3I/AAAAAAAAAAc/B96dzN9jiZQ/S220/foto+mia+1.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-A0GAwb801I0/Tt-7_ZHMeiI/AAAAAAAAAJA/sL0qphVbZQw/s72-c/IMAG0023.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5368042956865960557.post-4527665285838113528</id><published>2011-12-07T12:03:00.006+01:00</published><updated>2011-12-07T12:33:32.775+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tradizione esoterica e religiosa'/><title type='text'>FULVIO GIANNETTI, LETTERA PER UN AMICO CRISTIANO, Sovera Edizioni, Roma 2011</title><content type='html'>&lt;p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:12;color:black;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:'Bookman Old Style';font-size:12;color:black;"&gt;&lt;?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" /&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoBodyText"&gt;&lt;span style="font-family:'Bookman Old Style';color:black;"&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;span style="color:#6600cc;"&gt;Con la prefazione di Deborah Fait, corrispondente da Israele, e l’introduzione di Salvatore Merra, esce questa &lt;i&gt;Lettera per un amico cristiano&lt;/i&gt; di Fulvio Giannetti, nella quale l’autore si rivolge ad un ipotetico amico cristiano, immaginando che, a prescindere dalla propria fede, egli si riconosca, come ogni ebreo, cristiano, musulmano o di qualsiasi altra religione, nel comune valore delle “sette leggi universali”.&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt; &lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoBodyText"&gt;&lt;span style="color:#6600cc;"&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;span style="font-family:'Bookman Old Style';"&gt;Nei sei precetti &lt;i&gt;negativi&lt;/i&gt; [&lt;b&gt;1&lt;/b&gt;. Non rubare. &lt;b&gt;2.&lt;/b&gt; Non uccidere. &lt;b&gt;3.&lt;/b&gt; Non commettere incesti né accoppiamenti bestiali. &lt;b&gt;4.&lt;/b&gt; Non smembrare un animale vivo.&lt;b&gt; 5. &lt;/b&gt;Non commettere atti di idolatria. &lt;b&gt;6. &lt;/b&gt;Non bestemmiare] e nell’&lt;i&gt;unico&lt;/i&gt; precetto &lt;i&gt;positivo&lt;/i&gt; [&lt;b&gt;7.&lt;/b&gt;Dovere di istituire tribunali di giustizia], di cui si compone il &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;biblico&lt;/i&gt; patto noachide, si intravedono, infatti, i principi del moderno giusnaturalismo, fondamento del liberalismo e della democrazia.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:10;"&gt;&lt;span style="font-family:Garamond;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:'Bookman Old Style';"&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;Se si prescinde dal loro riferimento mitopoietico e teologico, e si guarda unicamente alla sostanza, ci si accorge che i precetti noachidi, contenuti nel Talmud, sono innanzi tutto norme di diritto naturale condivisibili da tutte le fedi religiose semplicemente perché non hanno in se stesse nulla di religioso e persino quel riferirsi al divieto di bestemmia e di idolatria, lungi dal rappresentare una qualche forma di “costrizione” teologica esprimono piuttosto il principio della tolleranza religiosa e l’invito alla ragione umana di non abbassarsi ad adorare feticci.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoBodyText"&gt;&lt;span style="color:#6600cc;"&gt;&lt;span style="font-family:'Bookman Old Style';font-size:12;"&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;Proprio come i principi del diritto naturale, i sette principi noachidi si caratterizzano, per così dire, per la loro elasticità e quindi per la&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:10;"&gt;&lt;span style="font-family:Garamond;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:'Bookman Old Style';"&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;loro capacità di evolversi e al tempo stesso restare immutabili, come già ricordava l’ebreo Benamozeg al cattolico e discepolo Pallière. Così, per esempio, dal divieto di uccidere discende il precetto positivo di salvare una, cento, mille vite, come fecero coloro che, a buon &lt;span style="mso-bidi-font-style: italic"&gt;diritto, nel triste e funesto tempo dell’&lt;/span&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;olocausto&lt;/i&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-style: italic"&gt;, &lt;/span&gt;furono detti &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;giusti&lt;/i&gt; tra le nazioni.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoBodyText"&gt;&lt;span style="font-family:'Bookman Old Style';"&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;span style="color:#6600cc;"&gt;L’intento della &lt;i&gt;Lettera&lt;/i&gt; si può riassumere in tre motivazioni. Per un verso Fulvio Giannetti cerca di abbattere un pregiudizio che da oltre &lt;i&gt;duemila&lt;/i&gt; anni si annida nelle coscienze dei cristiani: la convinzione che gli ebrei siano stati i principali, se non gli unici responsabili della passione e della morte di Gesù Cristo. Per altro verso egli cerca di dimostrare, in ciò confortato dalle vicende storiche che precedettero lo sterminio nazista, che fu proprio l’ingiustificata accusa di &lt;i&gt;deicidio&lt;/i&gt; a provocare l’odio antisemita che nei secoli si diffuse nell’Europa cristiana e conobbe il suo apice con il massacro di &lt;i&gt;sei milioni&lt;/i&gt; di ebrei. Infine, l’autore si dice convinto che proprio da quell’antico pregiudizio – più difficile da rompere di quanto non lo sia un atomo, secondo una citazione di Einstein – discenda l’attuale antisionismo con cui si cerca oggi di abbattere lo stato di Israele.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoBodyText"&gt;&lt;span style="font-family:'Bookman Old Style';"&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;span style="color:#6600cc;"&gt;Quali argomenti utilizza Giannetti per dimostrare l’infondatezza dell’accusa di &lt;i&gt;deicidio&lt;/i&gt;? Innanzi tutto -egli dice- la narrazione evangelica si dimostra lacunosa e si basa su testimonianze di seconda e terza mano. Ma, non voglio togliere al lettore il piacere di una “scoperta” che lo porterà, passo dopo passo, a comprendere le ragioni che condussero il crudele Ponzio Pilato e non il Sinedrio a commettere il delitto [Lui era ebreo, uno di noi! Osserva ripetutamente Giannetti] e i motivi per i quali si diffuse nelle nascenti comunità cristiane la leggenda dell’uccisione di Cristo da parte degli ebrei.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoBodyText"&gt;&lt;span style="font-family:'Bookman Old Style';"&gt;Sergio Magaldi &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-gsDFrdAOw34/Tt9IhtvfhQI/AAAAAAAAAI0/L-fxFhwbwXQ/s1600/Copertina%2BLettera%2Bamico%2Bcristiano.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 202px; DISPLAY: block; HEIGHT: 320px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5683340998816531714" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/-gsDFrdAOw34/Tt9IhtvfhQI/AAAAAAAAAI0/L-fxFhwbwXQ/s320/Copertina%2BLettera%2Bamico%2Bcristiano.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Fulvio Giannetti, &lt;em&gt;Lettera per un amico cristiano, &lt;/em&gt;Sovera Edizioni, Roma 2011, Euro 7.50&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;I libro si può ordinare su &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.ibs.it/"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;http://www.ibs.it/&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt; A Roma è possibile acquistarlo, tra l'altro, presso "la Feltrinelli" di Via Appia Nuova 167 o presso "la Feltrinelli" di Viale Libia 186.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5368042956865960557-4527665285838113528?l=zibaldone-sergio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://zibaldone-sergio.blogspot.com/feeds/4527665285838113528/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://zibaldone-sergio.blogspot.com/2011/12/fulvio-giannetti-lettera-per-un-amico.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5368042956865960557/posts/default/4527665285838113528'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5368042956865960557/posts/default/4527665285838113528'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://zibaldone-sergio.blogspot.com/2011/12/fulvio-giannetti-lettera-per-un-amico.html' title='FULVIO GIANNETTI, LETTERA PER UN AMICO CRISTIANO, Sovera Edizioni, Roma 2011'/><author><name>Sergio Magaldi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06683710900430631479</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://2.bp.blogspot.com/_iCSqXNyj3sI/SUjCa3Z8w3I/AAAAAAAAAAc/B96dzN9jiZQ/S220/foto+mia+1.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-gsDFrdAOw34/Tt9IhtvfhQI/AAAAAAAAAI0/L-fxFhwbwXQ/s72-c/Copertina%2BLettera%2Bamico%2Bcristiano.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5368042956865960557.post-3167717376302806471</id><published>2011-12-06T11:59:00.009+01:00</published><updated>2011-12-12T11:21:28.366+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cinema'/><title type='text'>MIDNIGHT IN PARIS, film di WOODY ALLEN, 2011</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-QTLNlG6nnus/TuXU1cxGuKI/AAAAAAAAAJY/VbifzGmeckY/s1600/005.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 320px; DISPLAY: block; HEIGHT: 240px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5685184119345428642" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/-QTLNlG6nnus/TuXU1cxGuKI/AAAAAAAAAJY/VbifzGmeckY/s320/005.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-cW8Urn2lY6s/Tt32L2bJbFI/AAAAAAAAAIQ/sOx12RTyhb0/s1600/Midnight%2Bin%2BParis.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 142px; FLOAT: left; HEIGHT: 200px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5682968988259806290" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/-cW8Urn2lY6s/Tt32L2bJbFI/AAAAAAAAAIQ/sOx12RTyhb0/s200/Midnight%2Bin%2BParis.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;MIDNIGHT IN PARIS, Woody Allen, 2011, 94 minuti&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="color:#3366ff;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Woody Allen non si discute. I suoi film sono sempre piacevoli e quando hai trascorso un’ora e mezza in compagnia dei suoi personaggi [l’unità di misura temporale delle sue opere, tranne qualche rara eccezione, come &lt;i&gt;Match Point&lt;/i&gt; che dura 124 minuti], vorresti continuare ad intrattenerti con loro. Tuttavia, dopo questo &lt;i&gt;Midnight in Paris&lt;/i&gt; si ha sempre più l’impressione che il grande regista si muova più a suo agio nella Manhattan di sempre e più in generale nell’&lt;i&gt;habitat&lt;/i&gt; anglo- americano di cui conosce pregi e difetti, piuttosto che nella complessa e articolata realtà del continente europeo di lingua e cultura latina. Non è un caso infatti che egli realizzi quattro film in Inghilterra, tra cui &lt;i&gt;Match Point&lt;/i&gt;, il suo miglior film degli ultimi anni, mentre dedichi per così dire un’opera soltanto alla Spagna, con &lt;i&gt;Vichy Cristina Barcellona&lt;/i&gt; [2008], una alla Francia con questo &lt;i&gt;Midnight in Paris&lt;/i&gt; [2011], una all’Italia, in programmazione nel 2012. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="color:#3366ff;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Già il Woody Allen “spagnolo” dava l’impressione di voler mettere da parte se stesso, in parte rinunciando alle sue più recenti e intriganti incursioni sui temi del fato, dell’amore, della fortuna e del caso, e alle tante perle di saggezza disseminate nei dialoghi della sceneggiatura, per dare piuttosto spazio e voce agli stereotipi che un vasto pubblico è in grado di riconoscere immediatamente e di apprezzare, pagando volentieri il proprio tributo di denaro e di stima a un grande maestro del cinema. Cosa ci si aspetta di vedere della Spagna, nella coscienza collettiva? Il fascino del &lt;i&gt;macho&lt;/i&gt;, la passione fatale che sa di amore e di sangue e poi, naturalmente, l’arte e la poesia. Ingredienti che da soli non fanno un film ma che, affidati alle mani e alle possibilità di un regista di fama planetaria, con attori che non potrebbero essere più bravi e adatti al ruolo che rappresentano, certamente ne determinano il successo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="color:#3366ff;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Più o meno la stessa cosa accade con &lt;i&gt;Midnight in Paris&lt;/i&gt;. Si comincia con alcuni minuti di reverente ossequio alla bellezza di Parigi: con “cartoline” di strade, piazze e monumenti della città che lo spettatore ha sempre il piacere di “rivedere”. Un dialogo improvviso ci sospinge nella trama [con uno stile che ricorda altri film di Allen]: una coppia di giovani americani arriva a Parigi insieme agli inquietanti e ultra-conservatori genitori di lei. I due sono in procinto di sposarsi e molto ricordano i fidanzati americani che si ritrovano a Barcellona. Lì, era lei a perdere la bussola, a lasciarsi andare per ascoltare il richiamo del desiderio e del cuore, mettendo temporaneamente da parte le regole dei “benpensanti”. Qui, accade esattamente il contrario. Gil [&lt;i&gt;Owen Wilson&lt;/i&gt;] è uno sceneggiatore di successo di Hollywood che anela diventare un vero scrittore. Dove potrebbe se non a Parigi? Parla e si muove proprio come il giovane Woody Allen protagonista dei propri film. Bravura sia del regista che dell’attore? Inez [&lt;i&gt;Rachel McAdams&lt;/i&gt;] è quella che oggi si direbbe una donna pratica e concreta: lo lascia fare ritenendo che il fidanzato sia in cerca solo di fugaci evasioni. E d’altronde, lei non disdegna le proprie: turismo erudito, divertimento a base di cene e festini convenzionali, un’avventura banale, tutto nello spirito di una giovane americana di buona famiglia in viaggio di piacere nella “capitale” del vecchio continente. Non cessa tuttavia di mostrare una certa insofferenza nei confronti del fidanzato, cui si concede raramente, e del quale non è in grado di comprendere né la natura romantica né il bisogno d’assoluto. Per strana e paradossale coincidenza [ma è davvero tale o non si tratta piuttosto di genialità del regista?] questa Rachel McAdams, nel fisico, nei movimenti e nello sguardo ricorda insieme, appena un po’ più superficiali, &lt;i&gt;Cristina&lt;/i&gt; e &lt;i&gt;Vichy&lt;/i&gt;, cioè Scarlet Johansson&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt; &lt;/span&gt;e Rebecca Hall, le protagoniste del film spagnolo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="color:#3366ff;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="color:#3366ff;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Il sogno di Gil non è solo quello di diventare un grande scrittore. La trama del romanzo che sta portando a termine rivela la grande ammirazione che egli nutre per la Parigi degli anni Venti. Non poteva che essere così: è la realtà parigina che Woody Allen conosce meglio, quando una folla di intellettuali americani, con Ernest Hemingway, Scott e Zelda Fitzgerald e tanti altri, si stabilirono più o meno temporaneamente nella città francese, subito dopo la prima guerra mondiale, dandosi convegno insieme ad artisti europei, come Pablo Ricasso, nel salotto di Rue de Fleurus numero 27 di Gertrude Stein, un’altra famosa americana che si era trasferita a Parigi sin dal 1902. Ed è proprio in questo passato esaltante che Gil incontra l’amore, quello vero, non quello “finto”, sgarbato e insofferente che gli offre la fidanzata americana. La donna del sogno è Adriana [&lt;i&gt;Marion Cotillard&lt;/i&gt;], già amante di Pablo Picasso e di Ernest Hemingway, sul cui volto “francese” si coglie tanta spiritualità [merito ancora una volta delle scelte del regista] ma che, proprio come Gil, coltiva una passione per il passato: la Parigi di fine Ottocento, quella della &lt;i&gt;Belle époque&lt;/i&gt;, quando carrozze e cavalli si aggiravano per le strade e nei teatri si ballava al suono del &lt;i&gt;French Cancan&lt;/i&gt;, un quadretto che gli internauti troveranno in un raro filmato che gira &lt;i&gt;on line&lt;/i&gt;! &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="color:#3366ff;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;La reiterata nostalgia del passato consente di annunciare l’ovvia filosofia del film: “Che nessuno è felice dove si trova” [la battuta che lo scrittore Antoine de Saint Exupery fa dire ad uno dei suoi personaggi], ma che dobbiamo sforzarci di trovare la felicità lì dove siamo, e la “chiave” di questa ricerca è l’amore. Proprio come accadrà a Gil nel finale del film allorché incontra la giovanissima Gabrielle [&lt;i&gt;Léa Seydoux&lt;/i&gt;] - un altro volto “francese” che nel fisico ricorda insieme sia Adriana che Inez - e sotto la pioggia s’incammina con lei mano nella mano lungo i ponti di Parigi, consapevole di una considerazione meno ovvia e cioè che “solo l’amore può far scordare la paura della morte”. Scena che più romantica non si può e che insieme a tutto il resto [compresa la presenza di Carla Bruni, moglie del presidente francese, nel ruolo di guida del museo] e alle note finali del Can-Can completano il “medaglione” con cui il famosissimo regista ebreo-americano ha inteso rendere omaggio a Parigi e alla Francia. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="color:#3366ff;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Gli stereotipi non mancano, come pure i luoghi comuni. Ma Woody Allen sa bene cosa il grosso pubblico - quello che decreta il successo economico di un film - vuole. In un linguaggio semplice, con ammiccamenti e satira sottile, con raffinatezza e genialità egli ci conduce per mano a vedere quello che vogliamo vedere perché lo conosciamo e non ci spaventa. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA; mso-fareast-: ITfont-family:'Times New Roman';font-size:12;"  &gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#333333;"&gt;Sergio Magaldi&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5368042956865960557-3167717376302806471?l=zibaldone-sergio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://zibaldone-sergio.blogspot.com/feeds/3167717376302806471/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://zibaldone-sergio.blogspot.com/2011/12/midnight-in-paris-film-di-woody-allen.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5368042956865960557/posts/default/3167717376302806471'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5368042956865960557/posts/default/3167717376302806471'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://zibaldone-sergio.blogspot.com/2011/12/midnight-in-paris-film-di-woody-allen.html' title='MIDNIGHT IN PARIS, film di WOODY ALLEN, 2011'/><author><name>Sergio Magaldi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06683710900430631479</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://2.bp.blogspot.com/_iCSqXNyj3sI/SUjCa3Z8w3I/AAAAAAAAAAc/B96dzN9jiZQ/S220/foto+mia+1.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-QTLNlG6nnus/TuXU1cxGuKI/AAAAAAAAAJY/VbifzGmeckY/s72-c/005.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5368042956865960557.post-5083857927713308059</id><published>2011-12-04T10:54:00.003+01:00</published><updated>2011-12-04T15:00:58.202+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><title type='text'>ASPETTANDO LA STANGATA DEL GOVERNO MONTI</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-UdkyDzt_7oc/TttEJqsngBI/AAAAAAAAAIE/SPPE8Bich20/s1600/Euro.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 172px; DISPLAY: block; HEIGHT: 200px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5682210287728951314" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/-UdkyDzt_7oc/TttEJqsngBI/AAAAAAAAAIE/SPPE8Bich20/s200/Euro.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#33cc00;"&gt;Alla vigilia della stangata annunciata, credo sia doveroso fare alcune riflessioni, anche perché da giorni i &lt;i&gt;media&lt;/i&gt; non fanno che anticipare le misure che saranno adottate e proposte al parlamento dal governo Monti. Nelle ultime ore con buona credibilità, perché nel frattempo sono intervenute le consultazioni con partiti e sindacati o meglio le “parti sociali” hanno avuto modo di ascoltare sulla questione il presidente del consiglio dei ministri. Si parla di ripristino dell’ICI sulla prima casa, aumento dell’ICI sulla seconda casa, aumento del 30% delle rendite catastali, aumento di un paio di punti sull’IRPEF dei redditi superiori ai 75.000 Euro lordi, aumento dell’IVA di uno o due punti, tassa sulle imbarcazioni e i generi di lusso, riforma delle pensioni con il metodo contributivo per tutti, l’anticipo dell’abolizione delle pensioni di anzianità, il posticipo dell’età pensionabile per le donne, il blocco dell’adeguamento al costo della vita anche delle pensioni più basse, nuove norme per modificare l’allegro vitalizio dei parlamentari, diminuzione delle tasse sulle imprese per favorire la cosiddetta crescita. E forse altro ancora, come il tetto massimo dei pagamenti in contanti. Se di tutto questo si tratta, si comprende bene lo stupore persino della Merkel. Quel che meno si comprende è se queste misure siano state declinate all’insegna del rigore e dell’equità come era stato precipitosamente annunciato. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:130%;color:#33cc00;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="color:#33cc00;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;&lt;/span&gt;A me pare si tratti di misure per la maggior parte recessive che colpiscono innanzi tutto la piccola e media borghesia, riducendone di colpo i consumi e che nel fatto finiscono per vanificare anche l’eventuale e improbabile “crescita”. Provvedimenti nella sostanza contraddittori dunque, e che di equo hanno soltanto l’obiettivo di non dispiacere molto al PD: si abbattono con violenza sul patrimonio immobiliare degli italiani, molti dei quali saranno costretti per pagare le nuove tasse a svendere le proprie case [provate a sommare gli aumenti dell’ICI al contemporaneo aumento di un terzo delle attuali rendite catastali!], aumentano l’IRPEF per i redditi più alti, senza diminuirlo per i più bassi. Tassare la Casa e aumentare l’IRPEF: le misure da sempre adottate dalle sinistre in epoca di crisi vera o presunta, manca solo il prelievo sui conti correnti su cui in passato si esercitò con maestria il ministro Amato. Nello stesso tempo, tuttavia, al PDL si offrono alcuni contentini: non ci sono patrimoniali sui beni superiori al milione e mezzo [come si ventilava] e si attaccano le pensioni [questa volta dispiacendo al PD e al sindacato] secondo un’ottica che il precedente governo di centro-destra [con l’eccezione della Lega] avrebbe volentieri portato avanti se ne avesse avuto la possibilità e la forza. Non s’introduce però un tetto massimo sulle pensioni e qui di nuovo a non dispiacersi troppo è il PDL. Con un colpo al cerchio e uno alla botte, &lt;b&gt;chiamato equità&lt;/b&gt;, il governo Monti spera così di portare a casa l’intero pacchetto di provvedimenti, dando per scontate le reciproche lamentele d’ufficio dei due maggiori partiti italiani. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="color:#33cc00;"&gt;&lt;?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" /&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="color:#33cc00;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;&lt;/span&gt;Mi auguro che le cose stiano diversamente e che i provvedimenti, quando li conosceremo domani, siano altri, ma temo che non sia così. Eppure, continuo ancora a sperare nella saggezza di Monti e del suo governo, specialmente del ministro Passera che sa bene cosa sia la recessione che con questi provvedimenti diverrebbe inesorabilmente stabile. Si dirà, ma quali altre misure si potevano prendere per evitare il fallimento del Paese? &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:130%;color:#33cc00;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="color:#33cc00;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;&lt;/span&gt;Sulle pensioni, era inevitabile adeguarsi ai maggiori paesi europei, altrimenti ha ragione la Germania quando osserva che è inconcepibile che i cittadini tedeschi vadano in pensione a 67 anni, mentre quelli italiani anche molto prima dei 60. E si poteva introdurre il tetto sulle pensioni massime, già esistente in Europa. Quale equità è quella che stabilisce il blocco delle pensioni più basse e consente pensioni di decine e decine di migliaia di euro, con liquidazioni [come è accaduto in questi giorni] di ben cinque milioni e mezzo a dirigenti a dir poco chiacchierati per il loro comportamento in attività di servizio? Si poteva dimezzare il costo della politica. Si è detto che l’intervento sulla politica è più una misura esemplare che un mezzo realmente efficace di ridurre le spese dello stato. Chi lo dice è in malafede o non conosce la matematica: l’insieme della politica [rimborsi ai partiti, stipendi dei parlamentari, dei consiglieri regionali, provinciali, comunali, dei portaborse, delle istituzioni varie, con l’aggiunta dei vari incredibili privilegi, comprese anche &lt;b&gt;le spese sanitarie totali&lt;/b&gt; &lt;b&gt;per i conviventi more uxorio dei parlamentari, misura incredibile fatta approvare a suo tempo dall’onorevole Casini&lt;/b&gt;] costa allo Stato circa 30 miliardi di euro all’anno. Quanti lo sanno? Dimezzando la cifra si potrebbe subito contare su una manovra di ben 15 miliardi! E la lotta agli evasori? Si crede davvero che misura in tal senso sia evitare i pagamenti in contanti oltre i cinquecento o i mille euro, che nel migliore dei casi potrebbe solo servire a rallentare il flusso inarrestabile della corruzione? E non si tratta solo di scovare i soggetti sconosciuti al fisco che, con qualche rara eccezione, resteranno sconosciuti. Si tratta piuttosto di colpire coloro che denunciano redditi ridicoli rispetto al loro tenore di vita. Mi riferisco ai membri delle numerose corporazioni presenti in Italia. Non c’è solo la casta della politica. Ci sono le caste dei cosiddetti professionisti: medici, avvocati, notai, commercialisti ma anche gli idraulici, i tecnici specializzati, i negozianti ecc… che denunciano redditi ridicoli perché almeno i 2/3 dei loro guadagni sono in nero. E infine, perché non privatizzare tutte le aziende pubbliche che di continuo necessitano di soldi dello Stato e che tuttavia sono in deficit, pur continuando a pagare stipendi altissimi ai propri dirigenti e laute prebende a consulenti fantasmi? &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="color:#33cc00;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;&lt;/span&gt;Solo alcuni esempi che da soli basterebbero a ricavare molto di più delle risorse individuate con la manovra annunciata e che servirebbero anche ad abbassare sia le tasse delle imprese produttive, sia quelle dei lavoratori a più basso reddito, dando alle prime la possibilità di nuovi investimenti, ai secondi di consumare maggiormente evitando così la recessione, il vero spettro che si aggirerà nel nostro paese se davvero saranno quelle di cui si parla le misure adottate dal governo Monti.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;Sergio Magaldi &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5368042956865960557-5083857927713308059?l=zibaldone-sergio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://zibaldone-sergio.blogspot.com/feeds/5083857927713308059/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://zibaldone-sergio.blogspot.com/2011/12/aspettando-la-stangata-del-governo.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5368042956865960557/posts/default/5083857927713308059'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5368042956865960557/posts/default/5083857927713308059'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://zibaldone-sergio.blogspot.com/2011/12/aspettando-la-stangata-del-governo.html' title='ASPETTANDO LA STANGATA DEL GOVERNO MONTI'/><author><name>Sergio Magaldi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06683710900430631479</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://2.bp.blogspot.com/_iCSqXNyj3sI/SUjCa3Z8w3I/AAAAAAAAAAc/B96dzN9jiZQ/S220/foto+mia+1.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-UdkyDzt_7oc/TttEJqsngBI/AAAAAAAAAIE/SPPE8Bich20/s72-c/Euro.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5368042956865960557.post-8410100722729871697</id><published>2011-11-25T17:41:00.010+01:00</published><updated>2012-01-15T09:48:41.200+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cinema'/><title type='text'>ANONYMUS film di ROLAND EMMERICH, 2011</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-3N-JyJ0UESw/Ts_L3OktHRI/AAAAAAAAAHg/EdiLVaXQ-EA/s1600/locandina-anonymous.jpg"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5678981804802776338" src="http://3.bp.blogspot.com/-3N-JyJ0UESw/Ts_L3OktHRI/AAAAAAAAAHg/EdiLVaXQ-EA/s200/locandina-anonymous.jpg" style="cursor: hand; float: left; height: 200px; margin: 0px 10px 10px 0px; width: 140px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: 180%;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Bookman Old Style';"&gt;ANONYMUS film di Roland Emmerich, Gran Bretagna- Germania, 2011, 130 minuti&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: 180%;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Bookman Old Style';"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: 180%;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Bookman Old Style';"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: 180%;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Bookman Old Style';"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: 180%;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Bookman Old Style';"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-GdN3hNHg8JY/Ts_NcZ2mSxI/AAAAAAAAAH4/GVklYH-9UHY/s1600/Allodola-9666728-a-calandra-lark-melanocorypha-calandra-on-a-rock.jpg"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5678983542997404434" src="http://1.bp.blogspot.com/-GdN3hNHg8JY/Ts_NcZ2mSxI/AAAAAAAAAH4/GVklYH-9UHY/s200/Allodola-9666728-a-calandra-lark-melanocorypha-calandra-on-a-rock.jpg" style="cursor: hand; float: left; height: 112px; margin: 0px 10px 10px 0px; width: 168px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5678982178879126466" src="http://3.bp.blogspot.com/-KR11c3oUpvs/Ts_MNAHdO8I/AAAAAAAAAHs/XliIL6TMhZA/s200/nightingale3.jpg" style="cursor: hand; display: block; height: 170px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 180px;" /&gt;&lt;b style="line-height: 125%;"&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="font-family: 'Book Antiqua'; font-size: 14pt;"&gt;Juliet:&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="font-family: 'Book Antiqua'; font-size: 14pt; line-height: 125%;"&gt; &lt;span style="color: #33cc00;"&gt;Wilt thou be gone? it is not yet near day:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 125%; margin: 0cm 0cm 0pt; mso-margin-bottom-alt: auto; mso-margin-top-alt: auto;"&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="font-family: 'Book Antiqua';"&gt;&lt;span style="color: #33cc00;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;It was the nightingale, and not the lark,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;That pierced the fearful hollow of thine ear;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;Nightly she sings on yon pomegranate-tree:&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 14pt;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: #33cc00; font-family: 'Book Antiqua'; font-size: 14pt; line-height: 125%;"&gt;Believe me, love, it was the nightingale&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: 'Book Antiqua'; font-size: 14pt; line-height: 125%;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 125%; margin: 0cm 0cm 0pt; mso-margin-bottom-alt: auto; mso-margin-top-alt: auto;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="font-family: 'Book Antiqua'; font-size: 14pt;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 125%; margin: 0cm 0cm 0pt; mso-margin-bottom-alt: auto; mso-margin-top-alt: auto;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="font-family: 'Book Antiqua'; font-size: 14pt;"&gt;Romeo:&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="font-family: 'Book Antiqua'; font-size: 14pt;"&gt; &lt;span style="color: #33cc00;"&gt;It was the lark, the herald of the morn,&lt;br /&gt;No nightingale: look, love, what envious streaks&lt;br /&gt;Do lace the severing clouds in yonder east: &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="playlinenum1"&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="font-family: 'Book Antiqua'; font-size: 14pt;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #33cc00;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: #33cc00; font-family: 'Book Antiqua'; font-size: 14pt; line-height: 125%;"&gt;Night'scandles are burnt out, and jocund day&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 125%; margin: 0cm 0cm 0pt; mso-margin-bottom-alt: auto; mso-margin-top-alt: auto;"&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="font-family: 'Book Antiqua'; font-size: 14pt;"&gt;&lt;span style="color: #33cc00;"&gt;Stands tiptoe on the misty mountain tops.&lt;br /&gt;I must be gone and live, or stay and die. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family: 'Book Antiqua'; font-size: 14pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family: 'Book Antiqua'; font-size: 14pt;"&gt;* * *&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family: 'Book Antiqua'; font-size: 14pt;"&gt;Giulietta: &lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-family: 'Book Antiqua'; font-size: 14pt;"&gt;&lt;span style="color: #33cc00;"&gt;Già te ne vuoi andare? Il giorno è lontano:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #33cc00; font-family: 'Book Antiqua'; font-size: 14pt;"&gt;Era dell’usignolo e non dell’allodola,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #33cc00; font-family: 'Book Antiqua'; font-size: 14pt;"&gt;Il canto risuonato al tuo trepido orecchio;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #33cc00; font-family: 'Book Antiqua'; font-size: 14pt;"&gt;Canta tutte le notti sopra quell’albero di melograno:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #33cc00; font-family: 'Book Antiqua'; font-size: 14pt;"&gt;Credimi, amore, era l’usignolo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Book Antiqua'; font-size: 14pt;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: 'Book Antiqua'; font-size: 14pt;"&gt;&lt;b&gt;Romeo&lt;/b&gt;: &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: 'Book Antiqua'; font-size: 14pt;"&gt;&lt;span style="color: #33cc00;"&gt;Era l’allodola, messaggero del mattino,&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #33cc00; font-family: 'Book Antiqua'; font-size: 14pt;"&gt;non l’usignolo: guarda, amore, come invidiose strisce di luce&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #33cc00; font-family: 'Book Antiqua'; font-size: 14pt;"&gt;cingono le nubi che si vanno disperdendo laggiù ad oriente;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #33cc00; font-family: 'Book Antiqua'; font-size: 14pt;"&gt;I lumi della notte si sono spenti poco a poco, e il dì giocondo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #33cc00; font-family: 'Book Antiqua'; font-size: 14pt;"&gt;S’affaccia in punta di piedi sulle cime nebbiose dei monti.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #33cc00; font-family: 'Book Antiqua'; font-size: 14pt;"&gt;Devo andare e vivere, o restare e morire.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt 36pt;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman';"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;u&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;"&gt;Giulietta e Romeo, Atto III - Scena V&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman';"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="text-align: justify;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: red; font-family: 'Bookman Old Style'; font-size: 14pt; text-align: justify;"&gt;L’autore di questo celebre e altissimo dialogo d’amore come pure del famoso monologo di Amleto, nonché di 37 Opere teatrali [oltre a 154 sonetti] altrettanto note e rappresentate da secoli su tutti i palcoscenici del pianeta non si chiamava Shakespeare [1564-1616]. È la tesi che il regista Roland Emmerich, “maestro” del genere “catastrofico”[&lt;/span&gt;&lt;i style="color: red; font-family: 'Bookman Old Style'; font-size: 14pt; text-align: justify;"&gt;Indipendence Day&lt;/i&gt;&lt;span style="color: red; font-family: 'Bookman Old Style'; font-size: 14pt; text-align: justify;"&gt;, &lt;/span&gt;&lt;i style="color: red; font-family: 'Bookman Old Style'; font-size: 14pt; text-align: justify;"&gt;The Day After Tomorrow&lt;/i&gt;&lt;span style="color: red; font-family: 'Bookman Old Style'; font-size: 14pt; text-align: justify;"&gt; ecc.] affronta in &lt;/span&gt;&lt;i style="color: red; font-family: 'Bookman Old Style'; font-size: 14pt; text-align: justify;"&gt;Anonymus&lt;/i&gt;&lt;span style="color: red; font-family: 'Bookman Old Style'; font-size: 14pt; text-align: justify;"&gt;, riprendendo la “Teoria di Oxford”, sorta attorno al 1920, secondo la quale dietro Shakespeare si sarebbe nascosto in realtà Edward de Vere, 17° conte di Oxford [ nel film interpretato sapientemente da &lt;/span&gt;&lt;i style="color: red; font-family: 'Bookman Old Style'; font-size: 14pt; text-align: justify;"&gt;Rhys Ifans&lt;/i&gt;&lt;span style="color: red; font-family: 'Bookman Old Style'; font-size: 14pt; text-align: justify;"&gt;], colto nobiluomo della corte della regina Elisabetta [una sempre brava &lt;/span&gt;&lt;i style="color: red; font-family: 'Bookman Old Style'; font-size: 14pt; text-align: justify;"&gt;Vanessa Redgrave&lt;/i&gt;&lt;span style="color: red; font-family: 'Bookman Old Style'; font-size: 14pt; text-align: justify;"&gt;] e suo probabile amante. La tesi sarà ripresa nel 1937 anche da Freud, che se ne dirà convinto, parlando di Amleto e del complesso edipico[ In proposito, si veda &lt;/span&gt;&lt;i style="color: red; font-family: 'Bookman Old Style'; font-size: 14pt; text-align: justify;"&gt;on line&lt;/i&gt;&lt;span style="color: red; font-family: 'Bookman Old Style'; font-size: 14pt; text-align: justify;"&gt; la Breve Antologia Dei Testi di S.FREUD SULL’AMLETO DI W. SHAKESPEARE – A cura di Alessandro Alemanni].&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Bookman Old Style'; font-size: 14pt;"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: -webkit-auto;"&gt;&lt;span style="text-align: justify;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: red; font-family: 'Bookman Old Style'; font-size: 14pt; text-align: justify;"&gt;Per la verità, il conte di Oxford non è il solo “indiziato” ad essere il “vero Shakespeare”. Nella storia della critica questo ruolo è stato di volta in volta assegnato al filosofo Francesco Bacone [1561-1626], al grande drammaturgo Christopher Marlowe, che non sarebbe morto nel 1593 ma molto più tardi, essendo sparito di scena per svolgere attività di spionaggio in favore della corona. Tesi alquanto bizzarra e poco credibile. Per continuare con William Stanley e soprattutto con Mary Sidney, sorella di Philip Sidney [l’amico carissimo di Giordano Bruno], scrittrice e poetessa inglese nonché dama di compagnia della regina Elisabetta. E si potrebbe continuare con le “attribuzioni”, se non fosse che la critica più recente sembra orientata nel tornare a considerare Shakespeare come il vero autore delle opere di… Shakespeare. Da che derivarono tante perplessità della critica?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Bookman Old Style'; font-size: 14pt;"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: red; font-family: 'Bookman Old Style'; font-size: 14pt; text-align: justify;"&gt;&amp;nbsp;John Shakespeare, padre di William, era un conciatore di pelli e un guantaio e sebbene raggiungesse il titolo di balivo [sindaco] di Stratford-upon-Avon e per un certo tempo godesse di una discreta condizione economica, non fu in grado di assicurare al figlio che una modesta istruzione nella King’s New School. Dopo nozze “riparatrici” con la contadina Anne Hathaway e il fallimento economico di suo padre, William andò a cercar fortuna a Londra e lavorò come attore in varie compagnie teatrali tra cui quella di Ben Jonson [1572-1637], noto drammaturgo e poeta, figura di primo piano nel teatro elisabettiano.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Bookman Old Style'; font-size: 14pt;"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: -webkit-auto;"&gt;&lt;span style="text-align: justify;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: red; font-family: 'Bookman Old Style'; font-size: 14pt; text-align: justify;"&gt;Sulla vita di Shakespeare non si possiedono notizie dettagliate, ma ciò che fece riflettere fu la considerazione che, a scrivere 37 opere teatrali di quello spessore, non poteva che essere stato un uomo colto e non un attore girovago di modesta cultura e mezzi ancor più modesti. Come avrebbe reperito altrimenti le tante fonti rintracciabili nella sua opera? E come sarebbe stato in grado di padroneggiarle per scrivere commedie e tragedie di così grande valore? Oltre alle fonti inglesi come Chaucer, Robert Greene, Philip Sidney ecc., si nota la preponderanza dei classici, in specie Plauto, Plutarco e Seneca, e soprattutto degli italiani: Boccaccio, Ariosto, Torquato Tasso, Matteo Bandello, Baldassarre Castiglione Giambattista Giraldi e tanti altri ancora. A tali considerazioni si può opporre come la scuola frequentata dal giovane Shakespeare prevedesse lo studio del latino e dei classici con orari di impegno che andavano dalle 6 della mattina alle 11 e dalle 13 alle 18. E in una mente geniale questo potrebbe anche essere stato sufficiente. Senza contare che alcuni aspetti della sua vita troverebbero spazio nella trasfigurazione scenica: la morte di Ofelia in &lt;/span&gt;&lt;i style="color: red; font-family: 'Bookman Old Style'; font-size: 14pt; text-align: justify;"&gt;Amleto&lt;/i&gt;&lt;span style="color: red; font-family: 'Bookman Old Style'; font-size: 14pt; text-align: justify;"&gt; somiglia alla morte della giovinetta Katherine Hamlett, annegata accidentalmente nel fiume Avon, e di cui William quindicenne fu addolorato spettatore. E ancora il nome di Hamnet [equivalente di Amleto], dato da Shakespeare al figlio morto prematuramente. E si potrebbe continuare con “prove” a carico e discarico circa l’attribuzione dei suoi scritti. Non è questa la mia intenzione, anche perché per secoli la critica s’è cimentata in proposito, pervenendo a risultati soltanto plausibili.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Bookman Old Style'; font-size: 14pt;"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: red; font-family: 'Bookman Old Style'; font-size: 14pt; text-align: justify;"&gt;&amp;nbsp;Certo, il conte di Oxford, uomo coltissimo ed amante del teatro, appartenente ad una famiglia puritana e d’antica nobiltà, genero di William Cecil, grande consigliere di Elisabetta, che si nasconde prima dietro Ben Jonson [&lt;/span&gt;&lt;i style="color: red; font-family: 'Bookman Old Style'; font-size: 14pt; text-align: justify;"&gt;Sebastian Armesto&lt;/i&gt;&lt;span style="color: red; font-family: 'Bookman Old Style'; font-size: 14pt; text-align: justify;"&gt;], poi dietro William Shakespeare [&lt;/span&gt;&lt;i style="color: red; font-family: 'Bookman Old Style'; font-size: 14pt; text-align: justify;"&gt;Rafe Spall&lt;/i&gt;&lt;span style="color: red; font-family: 'Bookman Old Style'; font-size: 14pt; text-align: justify;"&gt;], per veder rappresentate le proprie opere che altrimenti non gli sarebbe possibile, vuoi per il proprio rango, vuoi per la critica sferzante della società di cui fa parte, è tesi affascinante ed è per questo che Roland Emmerich ha deciso di portarla sullo schermo. Romanzata, di sicuro, questa storia, tant’è che Shakespeare viene presentato come un indegno ricattatore, per giunta semi-analfabeta. Ma lo scopo è raggiunto con il fine evidente di partecipare al grosso pubblico un’emozione inquietante insieme ad una tesi abbastanza plausibile.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Bookman Old Style'; font-size: 14pt;"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: red; font-family: 'Bookman Old Style'; font-size: 14pt; text-align: justify;"&gt;&amp;nbsp;Resta ancora da osservare che Edward de Vere muore nel 1604 mentre Shakespeare smette di scrivere nel 1613, tre anni prima della morte, e che negli anni 1604-1613 porta a compimento circa 12 opere, tra cui &lt;/span&gt;&lt;i style="color: red; font-family: 'Bookman Old Style'; font-size: 14pt; text-align: justify;"&gt;Otello&lt;/i&gt;&lt;span style="color: red; font-family: 'Bookman Old Style'; font-size: 14pt; text-align: justify;"&gt;, &lt;/span&gt;&lt;i style="color: red; font-family: 'Bookman Old Style'; font-size: 14pt; text-align: justify;"&gt;Re&lt;/i&gt;&lt;span style="color: red; font-family: 'Bookman Old Style'; font-size: 14pt; text-align: justify;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;i style="color: red; font-family: 'Bookman Old Style'; font-size: 14pt; text-align: justify;"&gt;Lear&lt;/i&gt;&lt;span style="color: red; font-family: 'Bookman Old Style'; font-size: 14pt; text-align: justify;"&gt;, &lt;/span&gt;&lt;i style="color: red; font-family: 'Bookman Old Style'; font-size: 14pt; text-align: justify;"&gt;Macbeth&lt;/i&gt;&lt;span style="color: red; font-family: 'Bookman Old Style'; font-size: 14pt; text-align: justify;"&gt;, &lt;/span&gt;&lt;i style="color: red; font-family: 'Bookman Old Style'; font-size: 14pt; text-align: justify;"&gt;La Tempesta&lt;/i&gt;&lt;span style="color: red; font-family: 'Bookman Old Style'; font-size: 14pt; text-align: justify;"&gt; ed &lt;/span&gt;&lt;i style="color: red; font-family: 'Bookman Old Style'; font-size: 14pt; text-align: justify;"&gt;Enrico VIII&lt;/i&gt;&lt;span style="color: red; font-family: 'Bookman Old Style'; font-size: 14pt; text-align: justify;"&gt;. Lasciti del conte di Oxford? È possibile anche se non del tutto convincente.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Bookman Old Style'; font-size: 14pt;"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: -webkit-auto;"&gt;&lt;span style="text-align: justify;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: red; font-family: 'Bookman Old Style'; font-size: 14pt; text-align: justify;"&gt;Qualcuno ha parlato di “film ingessato”, pesante e con poco ritmo. Non sono di questa idea. I centotrenta minuti in cui si dipana la narrazione scorrono velocemente e più che di una vera e propria ingessatura parlerei al massimo di una sottile imbastitura. La sceneggiatura di John Orloff è pregevole, l’ambientazione e la fotografia all’altezza di altri film del genere, la musica piacevole soprattutto nel finale. Certo, mancano la “leggerezza” e l’amore [qui solo torbide e accennate passioni] che erano stati il pregio di un film come &lt;i&gt;Shakespeare in love&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: red; font-family: 'Bookman Old Style'; text-align: justify;"&gt;, &lt;/span&gt;&lt;span style="color: red; font-family: 'Bookman Old Style'; font-size: 14pt; text-align: justify;"&gt;ma nel complesso il lavoro del regista tedesco, merita di essere visto da un pubblico non superficiale.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Bookman Old Style'; font-size: 14pt;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;Sergio Magaldi&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Bookman Old Style';"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Bookman Old Style';"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: 'Bookman Old Style'; font-size: 14pt;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 125%; margin: 0cm 0cm 0pt; mso-margin-bottom-alt: auto; mso-margin-top-alt: auto;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="color: #33cc00; font-family: 'Book Antiqua';"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Bookman Old Style';"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: 'Bookman Old Style';"&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5368042956865960557-8410100722729871697?l=zibaldone-sergio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://zibaldone-sergio.blogspot.com/feeds/8410100722729871697/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://zibaldone-sergio.blogspot.com/2011/11/anonymus-film-di-roland-emmerich-2011.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5368042956865960557/posts/default/8410100722729871697'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5368042956865960557/posts/default/8410100722729871697'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://zibaldone-sergio.blogspot.com/2011/11/anonymus-film-di-roland-emmerich-2011.html' title='ANONYMUS film di ROLAND EMMERICH, 2011'/><author><name>Sergio Magaldi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06683710900430631479</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://2.bp.blogspot.com/_iCSqXNyj3sI/SUjCa3Z8w3I/AAAAAAAAAAc/B96dzN9jiZQ/S220/foto+mia+1.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-3N-JyJ0UESw/Ts_L3OktHRI/AAAAAAAAAHg/EdiLVaXQ-EA/s72-c/locandina-anonymous.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5368042956865960557.post-2440537280275841966</id><published>2011-10-11T23:28:00.007+02:00</published><updated>2011-10-14T20:23:23.262+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cinema'/><title type='text'>LA PELLE CHE ABITO, film di Pedro Almodovar, 120 minuti, Spagna 2011</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-eA8_REMiCwA/TpS12GNjN9I/AAAAAAAAAHQ/aHD9e-tQA0c/s1600/Locandina-La%2Bpiel%2Bque%2Babito.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 148px; FLOAT: left; HEIGHT: 200px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5662350572496566226" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/-eA8_REMiCwA/TpS12GNjN9I/AAAAAAAAAHQ/aHD9e-tQA0c/s200/Locandina-La%2Bpiel%2Bque%2Babito.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;Liberamente ispirato a &lt;i&gt;Migale&lt;/i&gt; [“Tarantola”, Einaudi, 2008, pp.146], romanzo &lt;i&gt;noir &lt;/i&gt;dello scrittore francese Thierry Jonquet [Parigi 1954-2009], esce questo nuovo film di Pedro Almódovar che intriga lo spettatore tra interrogativi di bioetica, transgenesi e identità sessuale. &lt;?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" /&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:12;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Ma genere &lt;i&gt;noir&lt;/i&gt; o &lt;i&gt;thriller&lt;/i&gt;, bioetica, transgenesi e sesso sono solo un pretesto per raccontare, anzi per dipingere sullo schermo, alla maniera di Almódovar, una vicenda che più che di post-moderno e di “mostri” transgenici, sa di vita, di sangue e di morte, di anima non mutante, di fato e di Erinni, persino di Antico Testamento, con quel titolo: &lt;i&gt;La piel que habito&lt;/i&gt;, “La pelle che abito” che molto ricorda &lt;i&gt;il vestito di pelle&lt;/i&gt; con cui Dio copre Adamo ed Eva dopo il peccato originale, scacciandoli dal Paradiso.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;In un cromatismo che cura persino le tonalità complementari [si noti la schiuma &lt;i&gt;verde&lt;/i&gt;, densa di peli di barba, posata sopra un asciugamano &lt;i&gt;rosso&lt;/i&gt; direttamente da un affilato rasoio], tra statuette testimoni della creatività della vittima, brani di pelle transgenica che aderiscono perfettamente al corpo senza lasciare traccia, tra &lt;i&gt;murales&lt;/i&gt; che la macchina da presa sfuma da lontano per dare la sensazione di geroglifici e che ingrandisce da vicino per mostrare la cifra della sofferenza, tra geometrie, danza, yoga, video sorveglianza e tanto altro, si dipana la storia del chirurgo plastico Robert Ledgard [un sempre eccellente Antonio Banderas]. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;A differenza di Richard Lafargue, il protagonista del romanzo di Jonquet, Robert Ledgard non gode gratuitamente della sofferenza altrui, ma l’adotta giustificato dal karma [è nato da viscere che generano follia, come dirà l’anziana Marilia, interpretata da Marisa Paredes], dall’alibi della vendetta ma anche da quello della genialità prometeica di chi vuole oltrepassare i limiti dell’umano. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Scosso dal dolore della moglie carbonizzata in un incendio automobilistico, Robert Ledgard lavora in laboratorio alla creazione di una pelle umana, sensibile alle carezze ma insensibile alle bruciature e alle punture degli insetti. Ci riesce dopo dodici anni grazie ad un gene di porco da immettere nell’organismo umano. Qui, è palese l’ironia di Almódovar, che il regista replica più tardi, quando farà dire alla giovane protagonista [interpretata da Elena Anaya, sostituta della brava e bellissima Penelope Cruz che ha dovuto rinunciare alla parte, pare, per motivi di calendario e che, a mio giudizio, meglio di Penelepe si adatta plasticamente nel ruolo di androide femminile] : “&lt;i&gt;Mi chiamo Vera. Vera Cruz&lt;/i&gt;”. Battuta di cui, forse, chi non conosce la Spagna non si rende subito conto. Si può dire che quasi ogni &lt;i&gt;pueblo&lt;/i&gt; spagnolo si vanti di custodire in una chiesa la “Vera Croce”, la croce sulla quale Cristo fu crocifisso.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;La transgenesi, però, non ha nulla di ironico. Ha invece in sé qualcosa di tragico e demoniaco, affascina ma insieme sconcerta. Pone problemi di natura bioetica ma si mostra un’arma potente per combattere le patologie umane. Come ogni arma può essere usata male, necessita di cavie animali – e questa purtroppo non è una novità nella storia della scienza – e con la manipolazione di organismi vegetali [frutta e verdura] è forse in grado di lanciare una sfida contro la fame nel mondo, ma suscita non poche perplessità se dovesse entrare, o fosse già entrata, con i suoi prodotti nella dieta umana.&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt; &lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoBodyText"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#ff0000;"&gt;L’idea che un gene estraneo, inserito in un qualsiasi organismo tramite operazioni d’ingegneria genetica, determini mutazioni definitive e trasmissibili, trova i primi esperimenti a metà degli anni ’70, con Rudolf Jaenish che iniettò con una micropipetta frammenti di DNA di SV40 [Simian Virus 40, presente nelle scimmie e nell’uomo] in un embrione di topo, dimostrando di poter ottenere mammiferi mutanti, ma non ancora transgenici, capaci cioè di trasmettere le mutazioni alla progenie. Esperimento che invece riuscì nel 1982 a R.D. Palmiter e R.I. Brinster che iniettarono il gene della crescita nei topi, con la creazione di topi molto più grandi del normale e con la capacità di trasmettere le mutazioni.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Robert Ledgard ha dunque bisogno di una cavia per sperimentare le ricerche di laboratorio: la trova in Vicente [Jan Cornet], un giovane che ha tentato di stuprare sua figlia, o più precisamente ha tentato di abusare di una giovane che dalla morte di sua madre soffre ed è in cura per disturbi psichici. Quasi a voler attenuare la colpa del giovane, certamente non uno stupratore abituale e forse neppure occasionale, come ci mostrano le sequenze della violenza. Ma il karma inesorabile è in agguato e prepara per tutti, sia pure in diversa misura, la reintegrazione dell’ordine cosmico violato, perché l’offesa contro la Legge che lo garantisce e che può anche essere difforme dalla norma positiva, deve essere vendicata: “Occhio per occhio, dente per dente” [&lt;i&gt;Esodo&lt;/i&gt; &lt;i&gt;21&lt;/i&gt;,24], come prescrive il Dio dell’Antico Testamento.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Film assolutamente da non perdere.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:12;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: Arial; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-: IT; mso-bidi-: AR-SAfont-family:'Times New Roman';" &gt;&lt;span style="color:#33cc00;"&gt;Sergio Magaldi&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5368042956865960557-2440537280275841966?l=zibaldone-sergio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://zibaldone-sergio.blogspot.com/feeds/2440537280275841966/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://zibaldone-sergio.blogspot.com/2011/10/la-pelle-che-abito-film-di-pedro.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5368042956865960557/posts/default/2440537280275841966'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5368042956865960557/posts/default/2440537280275841966'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://zibaldone-sergio.blogspot.com/2011/10/la-pelle-che-abito-film-di-pedro.html' title='LA PELLE CHE ABITO, film di Pedro Almodovar, 120 minuti, Spagna 2011'/><author><name>Sergio Magaldi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06683710900430631479</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://2.bp.blogspot.com/_iCSqXNyj3sI/SUjCa3Z8w3I/AAAAAAAAAAc/B96dzN9jiZQ/S220/foto+mia+1.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-eA8_REMiCwA/TpS12GNjN9I/AAAAAAAAAHQ/aHD9e-tQA0c/s72-c/Locandina-La%2Bpiel%2Bque%2Babito.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5368042956865960557.post-9195724725267984500</id><published>2011-10-10T10:28:00.002+02:00</published><updated>2011-10-10T10:36:42.550+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cronaca'/><title type='text'>IL CENSIMENTO DELLA POPOLAZIONE E DELLE ABITAZIONI</title><content type='html'>&lt;p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoBodyText"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:180%;color:#ff9900;"&gt;Il Censimento ha raggiunto un primo risultato, misurando già nel primo giorno la tradizionale efficienza della burocrazia italiana e la lungimiranza e la sagacia di certi suoi dirigenti.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: Arial; FONT-SIZE: 14pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt"&gt;&lt;span style="color:#ff9900;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;&lt;/span&gt;Nella “Lettera informativa” che accompagna i cosiddetti “Fogli di famiglia”, si raccomanda di non compilare il questionario prima del 9 Ottobre 2011, dal momento che la data di riferimento del Censimento è appunto il 9 Ottobre. Si aggiunge ancora che è possibile, anzi addirittura auspicabile, rispondere via internet. Si ricordano infine le sanzioni a carico dei cittadini inadempienti: artt. 7 e 11 del d.lsg. n.322/1989, e successive modifiche e integrazioni. &lt;?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" /&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: Arial; FONT-SIZE: 14pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt"&gt;&lt;span style="color:#ff9900;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;&lt;/span&gt;Quel che non sono riuscito a trovare nella “Lettera” [ma potrei essermi distratto] è però il termine ultimo per rispondere o rispedire il cartaceo. Tuttavia, da quanto si evince dal foglio informativo, sembrerebbe che tale termine sia fissato al 29 Febbraio 2012, in quanto si fornisce un numero verde, per dirimere ogni difficoltà della compilazione, e si precisa che il servizio è attivo dal 1 Ottobre 2011 al 29 Febbraio 2012, fatti salvi alcuni giorni. Non fidandomi, sono andato in internet, cercando nei siti indipendenti, e ho trovato l’informazione che il termine ultimo è fissato al 20 Novembre 2011. Questa mattina, infine, la radio ha annunciato che c’è tempo sino alla fine dell’anno per compilare, trasmettere o rispedire il questionario.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: Arial; FONT-SIZE: 14pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt"&gt;&lt;span style="color:#ff9900;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;&lt;/span&gt;Che è successo nel primo giorno utile per la compilazione, cioè ieri Domenica 9 Ottobre 2011? Nell’incertezza, molti cittadini devono aver pensato di avere solo 24 ore a disposizione per adempiere al proprio dovere, così si sono precipitati in massa sul sito dell’Istat, con il risultato di mandarlo rapidamente in &lt;i&gt;tilt&lt;/i&gt;. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: Arial; FONT-SIZE: 14pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt"&gt;&lt;span style="color:#ff9900;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;&lt;/span&gt;Appena superfluo dire che il termine ultimo per la compilazione e la trasmissione, informatica e/o postale, del questionario, avrebbe dovuto essere scritto e sottolineato in grassetto nella “Lettera informativa” e che norma di prudenza del senso comune, sarebbe stata quella di formulare un calendario per le risposte &lt;i&gt;on line&lt;/i&gt;, concepito con riferimento alfabetico al cognome dei cittadini: così, per es., il primo giorno le lettere dalla A alla D, il secondo dalla E alla I e così via, salvo poi ripetere il ciclo sino al termine ultimo di scadenza.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: Arial; FONT-SIZE: 14pt; mso-bidi-language: AR-SA; mso-ansi-language: IT; mso-bidi-font-size: 12.0pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT"&gt;&lt;span style="color:#ff9900;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;&lt;/span&gt;Ma il buonsenso appartiene alla burocrazia?&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: Arial; FONT-SIZE: 14pt; mso-bidi-language: AR-SA; mso-ansi-language: IT; mso-bidi-font-size: 12.0pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT"&gt;&lt;span style="color:#ff9900;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: Arial; FONT-SIZE: 14pt; mso-bidi-language: AR-SA; mso-ansi-language: IT; mso-bidi-font-size: 12.0pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT"&gt;&lt;span style="color:#ff9900;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;&lt;span style="color:#3366ff;"&gt;S.M&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5368042956865960557-9195724725267984500?l=zibaldone-sergio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://zibaldone-sergio.blogspot.com/feeds/9195724725267984500/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://zibaldone-sergio.blogspot.com/2011/10/il-censimento-della-popolazione-e-delle.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5368042956865960557/posts/default/9195724725267984500'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5368042956865960557/posts/default/9195724725267984500'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://zibaldone-sergio.blogspot.com/2011/10/il-censimento-della-popolazione-e-delle.html' title='IL CENSIMENTO DELLA POPOLAZIONE E DELLE ABITAZIONI'/><author><name>Sergio Magaldi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06683710900430631479</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://2.bp.blogspot.com/_iCSqXNyj3sI/SUjCa3Z8w3I/AAAAAAAAAAc/B96dzN9jiZQ/S220/foto+mia+1.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5368042956865960557.post-1826975607762094759</id><published>2011-10-09T12:47:00.003+02:00</published><updated>2011-10-09T12:59:26.700+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cinema'/><title type='text'>LE DONNE DEL SESTO PIANO, Film di Philippe Le Guay, 106 minuti, Francia 2011</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-POKPQ32gzC0/TpF9X5Wu9HI/AAAAAAAAAHI/vAeKix1GX7k/s1600/Les%2Bfemmes%2Bdu%2B6%25C3%25A8me%2B%25C3%25A8tage.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 140px; FLOAT: left; HEIGHT: 200px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5661444056068060274" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/-POKPQ32gzC0/TpF9X5Wu9HI/AAAAAAAAAHI/vAeKix1GX7k/s200/Les%2Bfemmes%2Bdu%2B6%25C3%25A8me%2B%25C3%25A8tage.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoBodyText"&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;&lt;span style="color:#3366ff;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;&lt;/span&gt;Garbato e gradevole è stato definito questo film, &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Les femmes du 6ème ètage&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;,per la sua capacità di fare satira sociale con la grazia e la leggerezza, tutt’altro che superficiale, che da sempre caratterizza la commedia francese sullo schermo. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="FONT-SIZE: 14pt;font-family:Arial;font-size:12;"  &gt;&lt;span style="color:#3366ff;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;&lt;/span&gt;Siamo a Parigi nel 1962, in un momento della storia europea in cui tra le nazioni corrono ancora profonde differenze economiche e sociali. E mentre in Italia si parla di “boom economico”, di relativo benessere in Francia e nella maggior parte delle democrazie, nei paesi iberici, ancora alle prese con la dittatura, la drammatica situazione economica costringe spesso le donne portoghesi e spagnole d’origine contadina a emigrare e mettersi al servizio della borghesia straniera. &lt;?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" /&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="FONT-SIZE: 14pt;font-family:Arial;font-size:12;"  &gt;&lt;span style="color:#3366ff;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;&lt;/span&gt;Un imponente edificio parigino, concepito secondo la logica classista imperante tra XIX e XX secolo. Nei primi cinque piani vivono famiglie della buona borghesia, mentre nel sesto è relegata la servitù per la quale, nei sottotetti, sono state ricavate tante piccole stanze dove a malapena entra un letto e qualche rara suppellettile. Con un solo bagno in comune, dove non è possibile lavarsi, con servizio igienico alla turca, sempre intasato. La differenza di stato e di classe è già visibile quando dal quinto piano, dove abita la famiglia Joubert, si sale al sesto. La macchina da presa indugia più volte a farci notare le pareti scrostate e il crescente degrado man mano che si sale più in alto.&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt; &lt;/span&gt;Monolocali li chiameremmo oggi, riadattati e offerti in affitto per lo più a studenti stranieri, e che non a caso continuano a chiamarsi: “Chambres des bonnes”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="FONT-SIZE: 14pt;font-family:Arial;font-size:12;"  &gt;&lt;span style="color:#3366ff;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;&lt;/span&gt;Al sesto piano dell’edificio vivono cinque donne spagnole: Concepción [interpretata da un’anziana ormai, ma sempre brava Carmen Maura], sua nipote Maria [Natalia Verbeke], la più giovane e bella, di cui ammireremo il corpo nudo mentre, per gentile concessione della sua signora, si fa una doccia nel bagno padronale, Carmen [Lola Dueñas], Dolores [Berta Ojea] e Teresa [Nuria Sole].&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="FONT-SIZE: 14pt;font-family:Arial;font-size:12;"  &gt;&lt;span style="color:#3366ff;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;&lt;/span&gt;Maria è a servizio presso la famiglia del quinto piano, dei signori Joubert: 1) Jean-Louis [Fabrice Luchini], titolare di un’agenzia di investimenti borsistici, personaggio meticoloso, pignolo e metodico che, prima che dalle grazie di Maria, si lascerà conquistare da un uovo alla coque cotto alla perfezione in 3 minuti e mezzo. Solida la sua appartenenza alla borghesia degli affari, consolidata da tre generazioni, “sempre un signore”, dirà di lui, quando lo vedrà staccarsi dalle consuete abitudini, una delle donne spagnole. 2) La moglie Suzanne [Sandrine Kiberlain], piccola borghesia di provincia, il cui arricchimento rende facile a stancarsi in occupazioni che vanno dal bridge con le amiche alle visite a sarta e parrucchiere oltre che in velleità letterarie. Suzanne sembra aver tratto soprattutto un insegnamento dalla vita, come confessa candidamente alla cameriera: “ Quando hai un uomo, devi tenertelo stretto”, sconcertata della risposta di Maria, altrettanto comprensibile dal punto di vista di psicologia sociale: “Se un uomo non mi vuole, peggio per lui!”. 3) I due ragazzi Joubert, con la loro presenza saltuaria, perché per lo più vivono in collegio. Affezionati alla vecchia tata bretone [ma ormai le donne francesi stanno smettendo di andare a servizio…] che li ha cresciuti al posto della madre, troppo “impegnata” per occuparsene, e che ora guardano a Maria con diffidenza e tante pretese.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="FONT-SIZE: 14pt;font-family:Arial;font-size:12;"  &gt;&lt;span style="color:#3366ff;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;&lt;/span&gt;Quasi superfluo dire che, giudice della “contesa” tra due contrastanti universi di valore, sarà proprio il metodico Jean-Louis, sia pure aiutato dalla forza dirompente dell’amore. “Signore da sempre”, egli è più portato della moglie –&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt; &lt;/span&gt;quasi una &lt;i&gt;parvenue&lt;/i&gt; –&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt; &lt;/span&gt;a comprendere le ragioni degli altri. Suzanne, dal canto suo, vede la rivale in una ricca e intraprendente vedova assistita dal marito e non si accorge che la minaccia per lei viene piuttosto dal sesto piano. Se ne avvede tardi, manifestando i sintomi di una presa di coscienza quando, giocando a carte con le amiche e alludendo alle donne del sesto piano, osserva: “Loro sono vive… noi morte!”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="FONT-SIZE: 14pt;font-family:Arial;font-size:12;"  &gt;&lt;span style="color:#3366ff;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;&lt;/span&gt;Gradevole e garbato, certo, ma anche di eccellente fattura, di acute notazioni storiche, psicologiche e sociali, questo film di Philippe Le Guay, che ha anche il pregio di non annoiare mai lo spettatore, di tenere sempre desta la sua attenzione, magari col sorriso sulle labbra di chi vuole solo divertirsi senza pensare ad altro.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="FONT-SIZE: 14pt;font-family:Arial;font-size:12;"  &gt;&lt;span style="color:#3366ff;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="color:#3366ff;"&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: Arial; mso-bidi-language: AR-SA; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-: ITfont-family:'Times New Roman';" &gt;Sergio Magaldi&lt;/span&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: Arial; FONT-SIZE: 14pt; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-: IT; mso-bidi-: AR-SAfont-family:'Times New Roman';font-size:100%;"  &gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5368042956865960557-1826975607762094759?l=zibaldone-sergio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://zibaldone-sergio.blogspot.com/feeds/1826975607762094759/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://zibaldone-sergio.blogspot.com/2011/10/le-donne-del-sesto-piano-film-di.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5368042956865960557/posts/default/1826975607762094759'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5368042956865960557/posts/default/1826975607762094759'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://zibaldone-sergio.blogspot.com/2011/10/le-donne-del-sesto-piano-film-di.html' title='LE DONNE DEL SESTO PIANO, Film di Philippe Le Guay, 106 minuti, Francia 2011'/><author><name>Sergio Magaldi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06683710900430631479</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://2.bp.blogspot.com/_iCSqXNyj3sI/SUjCa3Z8w3I/AAAAAAAAAAc/B96dzN9jiZQ/S220/foto+mia+1.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-POKPQ32gzC0/TpF9X5Wu9HI/AAAAAAAAAHI/vAeKix1GX7k/s72-c/Les%2Bfemmes%2Bdu%2B6%25C3%25A8me%2B%25C3%25A8tage.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5368042956865960557.post-7002519597508824632</id><published>2011-07-28T16:36:00.002+02:00</published><updated>2011-07-28T16:41:28.875+02:00</updated><title type='text'>MOSTRA FOTOGRAFICA</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-PH6gsgPpR54/TjF09aBKGcI/AAAAAAAAAHA/JXywjp4CxR0/s1600/locandina%2Bok.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 122px; FLOAT: left; HEIGHT: 200px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5634413207122221506" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/-PH6gsgPpR54/TjF09aBKGcI/AAAAAAAAAHA/JXywjp4CxR0/s200/locandina%2Bok.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;MOSTRA FOTOGRAFICA TRA OTTOCENTO E NOVECENTO IN QUELLO CHE FU IL PRINCIPATO DI DONNA OLIMPIA PAMPHILY. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;DAL 23 LUGLIO AL 15 AGOSTO A SAN MARTINO AL CIMINO (VITERBO) PRESSO IL PALAZZO DORIA-PAMPHILY&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;INGRESSO LIBERO&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5368042956865960557-7002519597508824632?l=zibaldone-sergio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://zibaldone-sergio.blogspot.com/feeds/7002519597508824632/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://zibaldone-sergio.blogspot.com/2011/07/mostra-fotografica.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5368042956865960557/posts/default/7002519597508824632'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5368042956865960557/posts/default/7002519597508824632'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://zibaldone-sergio.blogspot.com/2011/07/mostra-fotografica.html' title='MOSTRA FOTOGRAFICA'/><author><name>Sergio Magaldi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06683710900430631479</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://2.bp.blogspot.com/_iCSqXNyj3sI/SUjCa3Z8w3I/AAAAAAAAAAc/B96dzN9jiZQ/S220/foto+mia+1.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-PH6gsgPpR54/TjF09aBKGcI/AAAAAAAAAHA/JXywjp4CxR0/s72-c/locandina%2Bok.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5368042956865960557.post-5653031389108564421</id><published>2011-07-01T13:06:00.001+02:00</published><updated>2011-07-01T13:09:13.654+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tradizione esoterica e religiosa'/><title type='text'>CHE LA LUCE SIA!</title><content type='html'>&lt;p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="color:#33cc00;"&gt;&lt;u&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: Hebrew; FONT-SIZE: 26pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt"&gt;r w a&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt; &lt;/span&gt;y h y&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;&lt;u&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: Arial; FONT-SIZE: 26pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'"&gt;Iehì Or&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal"&gt;&lt;u&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: Arial; FONT-SIZE: 26pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt; &lt;/span&gt;…Che la luce sia…&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/b&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal"&gt;&lt;u&gt;&lt;span style="FONT-SIZE: 26pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt; &lt;?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" /&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal"&gt;&lt;u&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="color:#33cc00;"&gt;di Sergio Magaldi&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="color:#33cc00;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="color:#33cc00;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;&lt;/span&gt;Il primo giorno “Dio disse: ‘Che la luce sia’. E la luce fu.”&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn1" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftn1" name="_ftnref1"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;color:#33cc00;"&gt;[1]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;color:#33cc00;"&gt; Il noto versetto del &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Genesi&lt;/i&gt; pone subito una questione di metodo suscettibile di trasformarsi in un problema sia di natura teologica che cosmologica. Non è mia intenzione l’esegesi né la rassegna di tutto ciò (forse troppo) che su questo versetto si è detto e scritto. Mi limiterò ad attirare l’attenzione su qualche interrogativo che discende dal primo dei dieci “Dio disse” del &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Berescith &lt;/i&gt;o &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Genesi&lt;a style="mso-footnote-id: ftn2" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftn2" name="_ftnref2"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;[2]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="color:#33cc00;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;&lt;/span&gt;Un primo interrogativo è se la luce preesista alla creazione. Il &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Sepher ha Zohar&lt;/i&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn3" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftn3" name="_ftnref3"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;color:#33cc00;"&gt;[3]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;color:#33cc00;"&gt; non ha dubbi in proposito, ritenendo la luce già esistente&lt;/span&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn4" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftn4" name="_ftnref4"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;color:#33cc00;"&gt;[4]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;color:#33cc00;"&gt; e fonte di un segreto indicato dalla ghematria &lt;/span&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn5" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftn5" name="_ftnref5"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;color:#33cc00;"&gt;[5]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;color:#33cc00;"&gt; dei nomi &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;luce&lt;/i&gt; e &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;segreto &lt;/i&gt;aventi entrambi lo stesso valore numerico &lt;/span&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn6" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftn6" name="_ftnref6"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;color:#33cc00;"&gt;[6]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;color:#33cc00;"&gt;. A questo segreto si allude allorché è detto che una fiamma oscura, troppo oscura per essere vista, zampilla dall’Infinito. Si tratta di &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;En-Soph-Or&lt;/i&gt; luce infinita che non si lascia vedere. Da questa infinita pagina oscura e velata come notte profonda si leva improvviso un minuscolo &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;punto&lt;/i&gt; di luce &lt;/span&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn7" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftn7" name="_ftnref7"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;color:#33cc00;"&gt;[7]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;color:#33cc00;"&gt;. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="color:#33cc00;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;&lt;/span&gt;Una metafora, accessibile all’ esperienza comune, per descrivere questo ‘fremito’ dell’Infinito è la fiamma che sale da una brace o da una candela che brucia. Nella fiamma che sale si notano due luci, la prima bianca e brillante, l’altra, più in basso, nera e che serve da ‘trono di gloria’ alla luce bianca. Le due luci sono indissolubilmente legate &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn8" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftn8" name="_ftnref8"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;color:#33cc00;"&gt;[8]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;color:#33cc00;"&gt;. Il &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Sepher Yezirah&lt;/i&gt; &lt;/span&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn9" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftn9" name="_ftnref9"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;color:#33cc00;"&gt;[9]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;color:#33cc00;"&gt;, forse il più antico testo ispirato alla Qabbalah, presenta in proposito un’immagine che ebbe molta fortuna nelle speculazioni dei primi cabbalisti ‘storici’. Si tratta delle fiamme che divampano alimentate dal &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;carbone&lt;/i&gt; ardente. &lt;/span&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn10" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftn10" name="_ftnref10"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;color:#33cc00;"&gt;[10]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;color:#33cc00;"&gt; Tali fiamme sono le luci o &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;sephiroth&lt;/i&gt; &lt;/span&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn11" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftn11" name="_ftnref11"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;color:#33cc00;"&gt;[11]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;color:#33cc00;"&gt; che si diffondono a partire dal primo punto di luce distintosi nella ‘nerezza’ del carbone. Quel punto è la &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;corona&lt;/i&gt; dalla quale ben presto si estendono altre nove luci: “Quando è conformato, Egli produce nove luci, che risplendono fuori da Lui, dalla Sua conformazione. E da Lui stesso queste luci scaturiscono, ed emettono fiamme, e si slanciano fuori e si estendono da ogni lato, come da un’alta lanterna i raggi di luce dardeggiano giù in ogni lato. E quei raggi di luce, che si estendono, quando qualcuno si avvicina per esaminarli, non si trovano, e vi è solo la lanterna. Così è Lui il Santissimo Antico Uno: Egli è quell’altissima Luce nascosta con ogni Nascondiglio, e non è trovato; eccettuati quei raggi (…) Ma Egli è in verità la Luce Superna, che è nascosta e non è conosciuta. E tutte le altre luci sono accese da Lui e da Lui derivano il loro splendore. &lt;/span&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn12" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftn12" name="_ftnref12"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;color:#33cc00;"&gt;[12]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="color:#33cc00;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;&lt;/span&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;C’è un’altra metafora, non accessibile a tutti, e che forse è già più di una metafora: è la &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;visione&lt;/i&gt; ad occhi chiusi&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt; &lt;/i&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;&lt;/span&gt;del mistico che tutta la letteratura sull’argomento descrive come l’apparire, dal fondo buio, di un chiarore improvviso seguito da uno splendore su cui si staglia una forma o si accende l’intero spettro dei colori &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn13" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftn13" name="_ftnref13"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;color:#33cc00;"&gt;[13]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color:#33cc00;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;. Per chi si diletta di &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;ghematrie&lt;/i&gt; non sarà inutile osservare come la parola&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: Hebrew"&gt;h z j m&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt; &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;&lt;/span&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Machazeh&lt;/i&gt;, che in ebraico significa &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;visione&lt;/i&gt;, faccia riferimento per il suo valore numerico ad altre significative parole. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn14" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftn14" name="_ftnref14"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;color:#33cc00;"&gt;[14]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;color:#33cc00;"&gt; Del resto, la stessa esperienza quotidiana ci mostra, anche se su piani diversi e, per così dire,‘inferiori’, che ogni nascita avviene nella luce ma prende forma nel buio. Senza neppure voler approfondire il discorso su taluni rituali collettivi in cui “dono” e “appropriazione” della luce ricapitolano simbolicamente il primo istante della creazione. &lt;/span&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn15" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftn15" name="_ftnref15"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;color:#33cc00;"&gt;[15]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;color:#33cc00;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="color:#33cc00;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;&lt;/span&gt;Quel &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;punto di luce&lt;/i&gt;, adombrato dalla luce infinita e per noi oscura, è il primo dei dieci “Dio disse” del &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Genesi&lt;/i&gt; ed è anche il primo istante della creazione. Facendosi &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;altro da sé&lt;/i&gt;, l’Infinito si determina ad essere il finito illimitato. E’ davvero così? L’invisibile puntino da cui lo &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;yud&lt;/i&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn16" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftn16" name="_ftnref16"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;color:#33cc00;"&gt;[16]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;color:#33cc00;"&gt; -la più piccola lettera dell’alfabeto ebraico- è tracciato è davvero &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;altro&lt;/i&gt;? Osserviamo intanto che quel puntino di luce è per noi invisibile &lt;/span&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn17" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftn17" name="_ftnref17"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;color:#33cc00;"&gt;[17]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;color:#33cc00;"&gt; proprio come la luce oscura e, dunque, partecipa della stessa natura di questa. Da che riconoscere allora la luce che si diffonde da quel &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;primo&lt;/i&gt; punto? La risposta è nel successivo versetto del Genesi: “Dio vide che la luce era cosa buona e separò la luce dalle tenebre.” &lt;/span&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn18" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftn18" name="_ftnref18"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;color:#33cc00;"&gt;[18]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;color:#33cc00;"&gt; La separazione consentì all’uomo -vista l’impossibilità di percepire il puntino luminoso o primo istante della creazione- di vedere finalmente la luce &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;attraverso le cose&lt;/i&gt;. Ciò che significa vedere la luce nel contrasto con le tenebre. Naturalmente questa oscurità non ha nulla a che vedere con l’Oscurità da cui scaturì il primo punto di luce: “Questa luce scaturì dal cuore dell’Oscurità (…) dalla luce nascosta prese forma una segreta via d’accesso grazie all’oscurità del mondo di quaggiù e la luce poté manifestarsi.” &lt;/span&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn19" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftn19" name="_ftnref19"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;color:#33cc00;"&gt;[19]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;color:#33cc00;"&gt; Poco dopo, Rabbi Yossi chiarisce che l’oscurità che consente alla luce di manifestarsi nelle &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;cose&lt;/i&gt; del mondo non ha nulla a che vedere con l’oscurità originaria: “Rabbi Yossi lo spiega così: (non si tratta dell’oscurità originaria) perché se tu affermi che è di questa Oscurità chiusa che sono state scoperte le profondità, sappi che tutte le supreme corone sono lì ancora nascoste e che per questo sono dette ‘profondità’.” &lt;/span&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn20" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftn20" name="_ftnref20"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;color:#33cc00;"&gt;[20]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;color:#33cc00;"&gt; Insomma, parafrasando lo &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Zohar&lt;/i&gt;, si può dire che sulla pagina scura dell’Infinito appare la pagina bianca della Torah, così come su questa pagina bianca appaiono le lettere scure della Torah. &lt;/span&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn21" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftn21" name="_ftnref21"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;color:#33cc00;"&gt;[21]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;color:#33cc00;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="color:#33cc00;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;&lt;/span&gt;A guardar bene, tuttavia, non c’è né doppia oscurità né doppia luce perché l’oscurità ‘di quaggiù’ è solo apparente e l’oscurità ‘di lassù’ non è altro che l’infinita luce che si svela in un punto e subito si nasconde per manifestarsi nel contrasto. Che la separazione della luce dalle tenebre sia soltanto apparente lo &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Zohar&lt;/i&gt; non si stanca di ripeterlo: “Elohim separò la luce dalle tenebre (&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Genesi&lt;/i&gt; 1:4). Ora non bisogna credere che si tratti di una vera separazione. Infatti il giorno scaturì dal fianco destro della luce, la notte da quello sinistro. Entrambi nacquero insieme e poi furono separati…” &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn22" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftn22" name="_ftnref22"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;color:#33cc00;"&gt;[22]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;color:#33cc00;"&gt; Più avanti la separazione luce-tenebre è assimilata a quella tra maschio e femmina. Ciò non è detto per sminuire la donna come sembrerebbe a prima vista, perché semmai, a pensarci bene, la luce non si manifesta che a partire dal buio e questa pare proprio una verità che, anche se per motivi diversi, vale tanto per ‘lassù’ come per ‘quaggiù’: “ Rabbi Isacco domandò: se così è, perché è detto: ‘Elohim differenzierà la luce dalle tenebre’ (&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Genesi&lt;/i&gt; 1:4) ? Egli ricevette la risposta seguente: la luce fa nascere il giorno, l’oscurità fa nascere la notte. Dopo di che Egli li riunisce insieme ed essi diventano uno, com’ è scritto. ‘Fu sera fu mattina, un (solo) giorno’ (&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Genesi&lt;/i&gt; 1:5), ciò significa che la notte e il giorno sono chiamati ‘uno’. Quanto al versetto citato sopra: ‘Elohim differenzierà la luce dall’oscurità’, questo riguarda il tempo dell’esilio in cui regna la separazione. Rabbi Isacco disse: sino a quel momento il maschio era luce, la femmina oscurità. Dopo di che furono riuniti per essere uno. Essi non furono separati che per distinguerli (…) poiché in effetti non erano che uno, perché non c’è luce che per l’oscurità né c’è oscurità che per la luce. Essendo uno, differiscono nei loro colori ma restano sempre uno, così com’è scritto: ‘Giorno uno’ (&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Genesi&lt;/i&gt; 1:5)” &lt;/span&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn23" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftn23" name="_ftnref23"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;color:#33cc00;"&gt;[23]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;color:#33cc00;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="color:#33cc00;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;&lt;/span&gt;Occorre tener presente che l’assimilazione della luce infinita con Dio, che sembra emergere da quanto detto sopra, è solo un’approssimazione concettuale e che la possibilità di descrivere sia l’infinita luce (&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;En Soph Or&lt;/i&gt;) che l’infinito (&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;En Soph&lt;/i&gt;) è negata risolutamente sia dalle prime scuole storiche della Qabbalah sia dalle speculazioni successive che hanno nello &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Zohar&lt;/i&gt; il loro punto di riferimento. Si consiglia piuttosto di astenersi da simili indagini e addirittura si arriva a dire che sarebbe meglio non essere mai nati piuttosto che rivolgere l’attenzione in questa direzione. Quando, nella scuola di Isacco il cieco, si nomina &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;En Soph&lt;/i&gt; è più che altro per sottolineare l’impossibilità di conoscere l’infinito,&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn24" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftn24" name="_ftnref24"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;color:#33cc00;"&gt;[24]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;color:#33cc00;"&gt; mentre nello &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Zohar&lt;/i&gt; non si smette di ripetere che è impossibile afferrare l’essenza del segreto di ogni segreto, del senza principio e senza fine, di quell’infinito di cui si riesce ad immaginare appena, attraverso i sephiroth, una particella di luce piccola come la testa di un ago. In tutta la Qabbalah regna pieno accordo sull’idea che ‘Il Santo nome è ugualmente celato e manifesto’ &lt;/span&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn25" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftn25" name="_ftnref25"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;color:#33cc00;"&gt;[25]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;color:#33cc00;"&gt; E’ celato come infinito (&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;En Soph&lt;/i&gt;) e come luce infinita (&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;En Soph Or&lt;/i&gt;), è celato però anche come finito illimitato, uno, testa, corona o &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Kether&lt;/i&gt; perché è un punto di quella infinita luce che si rivela solo nel diffondersi delle sue nove luci e nel contrasto con l’ombra dei corpi. E se pure Dio fosse identificato con l’infinita luce, bisognerebbe comunque distinguere questa concezione da tutte quelle che identificano Dio con la Luce per contrapporgli, in eterna lotta, il principio o dio delle Tenebre. Simili concezioni dualistiche non hanno cittadinanza né in &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Genesi&lt;/i&gt;, né in &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Zohar&lt;/i&gt; e neanche nella posteriore Qabbalah di Luria.&lt;/span&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn26" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftn26" name="_ftnref26"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;color:#33cc00;"&gt;[26]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;color:#33cc00;"&gt; Neppure si dovrebbe parlare di ideali punti di contatto tra Qabbalah e Gnosi, considerando che “La linfa segreta che anima i vari mondi gnostici è una concezione radicalmente dualistica, che oppone il corpo allo spirito, questo mondo di tenebre al mondo della luce…” &lt;/span&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn27" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftn27" name="_ftnref27"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;color:#33cc00;"&gt;[27]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="color:#33cc00;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;&lt;/span&gt;E’ interessante osservare come, più o meno nello stesso periodo in cui si diffondono le idee dei cabbalisti di Provenza e di Girona, il filosofo e teologo inglese Roberto Grossatesta presenti una metafisica della luce che, nel solco del platonismo agostiniano, s’inserisce nella prospettiva del più volte citato versetto del &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Genesi&lt;/i&gt; (1:3). Del resto, come ricorda Pietro Rossi, nel presentare le opere di Grossatesta, la speculazione legata alla luce era, nella tradizione occidentale e cristiana “un filone ininterrotto, anche se è nel XII secolo che si ha un impatto decisivo con le opere dello Pseudo Dionigi e di alcuni Padri greci, in particolare Gregorio Nazianzeno e Massimo il Confessore, attraverso i quali i Latini vengono in contatto con la riflessione teologica e mistica greca che si era sviluppata senza soluzioni di continuità dalla tradizione neoplatonica. Prima, erano il pensiero di Agostino e la sua ermeneutica dei testi sacri, in particolare della Genesi, le fonti e la guida per la riflessione dei Latini.” &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn28" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftn28" name="_ftnref28"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;color:#33cc00;"&gt;[28]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;color:#33cc00;"&gt; A proposito di Agostino, va ricordata la sua antica adesione al manicheismo quando sulla scia di Mani &lt;/span&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn29" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftn29" name="_ftnref29"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;color:#33cc00;"&gt;[29]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;color:#33cc00;"&gt; riteneva Dio una sostanza luminosa e corporea: “Io pensavo, Dio, mio Signore e Verità,&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt; &lt;/span&gt;–scriverà nelle &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Confessioni&lt;/i&gt;- che Voi foste un corpo brillante e immenso ed io un pezzetto di questo corpo” &lt;/span&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn30" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftn30" name="_ftnref30"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;color:#33cc00;"&gt;[30]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;color:#33cc00;"&gt; C’è da chiedersi se Agostino si sia mai liberato di una concezione siffatta semplicemente sostenendo la creazione &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;ex nihilo&lt;/i&gt; e affermando che Dio creò senza una preesistente materia, ma semplicemente volendo che tutte le cose fossero. Quel che ora interessa sottolineare è che Grossatesta, in parte riprendendo Agostino, in parte seguendo Aristotele, dica che all’origine dell’universo stiano &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;una materia prima informe&lt;/i&gt; e una luce come &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;prima forma corporale&lt;/i&gt; e causa della tridimensionalità: “ Ritengo –scrive Grossatesta- che la forma prima corporea, che alcuni chiamano corporeità, sia la luce. La luce infatti per sua natura si propaga in ogni direzione, così che da un punto luminoso si genera istantaneamente una sfera di luce grande senza limiti, a meno che non si frapponga un corpo opaco. La corporeità è ciò che necessariamente è prodotto dall’estendersi della materia secondo le tre dimensioni, sebbene l’una e l’altra, cioè la corporeità e la materia, siano sostanze in se stesse semplici, prive di qualsiasi dimensione. ” &lt;/span&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn31" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftn31" name="_ftnref31"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;color:#33cc00;"&gt;[31]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;color:#33cc00;"&gt; La luce è detta corporeità o forma prima dei corpi perché appartiene alla sua natura il diffondersi, il propagarsi in ogni direzione trascinando con sé la materia: “La luce che è la prima forma della materia prima creata, moltiplicandosi da se stessa per ogni dove in un processo senza fine ed estendendosi in ugual misura in ogni direzione, al principio del tempo si diffondeva traendo con sé la materia in una quantità grande quanto la struttura dell’universo.” &lt;/span&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn32" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftn32" name="_ftnref32"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;color:#33cc00;"&gt;[32]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;color:#33cc00;"&gt; La costituzione dell’universo in una sfera ha origine, secondo Grossatesta, dall’istantantanea propagazione o moltiplicazione della luce, ma la distribuzione disuguale della materia è causata dalla disgregazione e dall’aggregazione, cioè dalla rarefazione e dalla condensazione. La disgregazione primordiale della luce dà origine alla prima sfera, da questa sfera la luce dà origine ad altre sfere sempre meno rarefatte e meno spirituali sino all’ultima delle nove sfere celesti, cui si aggiungono le quattro del mondo inferiore degli elementi: “In questo modo dunque si sono originate le tredici sfere di questo mondo sensibile, vale a dire le nove sfere celesti inalterabili, nelle quali non c’è aumento, generazione o distruzione, perché sono totalmente compiute, e quattro che al contrario sono alterabili, nelle quali c’è accrescimento, generazione e distruzione, come è naturale per ciò che non è totalmente compiuto. Ed è chiaro anche perché ogni corpo superiore, secondo il lume generato da sé, sia la specie e la perfezione del corpo successivo (…) La terra, poi, in forza della concentrazione in se stessa delle luci superiori, è tutti i corpi superiori; per questo dai poeti è chiamata Pan, cioè tutto…” &lt;/span&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn33" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftn33" name="_ftnref33"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;color:#33cc00;"&gt;[33]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;color:#33cc00;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="color:#33cc00;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;&lt;/span&gt;Non c’è dubbio che quella di Grossatesta, più che una metafisica, sia una cosmologia fondata sulla luce e sulla ricerca del primo istante della creazione &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn34" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftn34" name="_ftnref34"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;color:#33cc00;"&gt;[34]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;color:#33cc00;"&gt; e che ad una prima analisi presenti molti punti in comune con la Qabbalah speculativa, a cominciare dalle tredici sfere che troppo ricordano le tredici conformazioni della barba del Macroprosopo &lt;/span&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn35" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftn35" name="_ftnref35"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;color:#33cc00;"&gt;[35]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;color:#33cc00;"&gt; per continuare con le nove sfere celesti, ora presentate come successiva degradazione della luce secondo un’influenza neoplatonica certamente visibile tanto nella Gnosi come nella Qabbalah lurianica, ora considerate come ‘inalterabili’. Per finire alla terra dove si concetrerebbero tutte le luci superiori, esattamente come avviene per Malchuth-Terra posta al fondo dell’Albero sephirotico. Le convergenze sembrano fermarsi qui, considerando che manca nella Qabbalah una metafisica che riconduca tutto, anche il primo istante della creazione, alla solita ‘medievale’ dialettica di materia e forma anche se la forma si identifica con la concretezza della luce che si diffonde. &lt;/span&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn36" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftn36" name="_ftnref36"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;color:#33cc00;"&gt;[36]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;color:#33cc00;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="color:#33cc00;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;&lt;/span&gt;Le vere differenze, tuttavia, tra le analisi di Grossatesta e quelle della Qabbalah speculativa emergono ove si confrontino entrambe con le ipotesi cosmologiche della scienza e con le verifiche attuali della fisica. In &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Genesis and the Big Bang&lt;/i&gt; del 1990, il fisico e teologo Gerald L.Schroeder ritiene che scienza e Bibbia siano d’accordo su un punto fondamentale e cioè che nulla si possa dire su ‘prima’ del principio. Il concetto è frutto di una tradizionale speculazione cabbalista: la prima lettera del &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Berescith&lt;/i&gt; o ‘Principio’&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt; &lt;/i&gt;è una &lt;/span&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: Hebrew"&gt;b&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt; beth, una lettera aperta solo sul davanti secondo la modalità di scrittura dell’ebraico che va da destra a sinistra:&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: Hebrew"&gt;t y c a r &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal"&gt;b&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal"&gt;B&lt;/b&gt;erescith. Ciò significa che solo gli eventi accaduti dopo il ‘principio’ sono accessibili all’indagine umana, esattamente come avviene per la scienza accettando l’ipotesi del Big Bang,&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn37" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftn37" name="_ftnref37"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;color:#33cc00;"&gt;[37]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;color:#33cc00;"&gt; teoria secondo cui l’universo attuale è il risultato di una ‘grande esplosione’ originatasi da un minuscolo punto ad altissima densità privo di tempo e di spazio e in cui la materia era totalmente assorbita in energia: “L’universo prenatale conteneva tutta la materia dell’universo presente, vale a dire circa 100 miliardi di galassie, ciascuna con i suoi 100 miliardi di Soli (…) Tutto quello che possiamo vedere adesso era compresso in un volume molto più piccolo di una capocchia di spillo.” &lt;/span&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn38" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftn38" name="_ftnref38"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;color:#33cc00;"&gt;[38]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;color:#33cc00;"&gt; Dopo il Big Bang, l’energia cominciò a condensarsi in particelle che si muovevano a una velocità inferiore a quella della luce, dando vita al fenomeno della prototemporalità, più tardi, consolidandosi l’energia in materia dotata di massa, ebbe inizio il tempo vero e proprio. Ciò spiega perché via via che la forza del campo gravitazionale aumenta, determinando una maggiore densità di materia, il tempo trascorra più lentamente, sin quasi a fermarsi sulla soglia dei buchi neri, dove la densità di materia è al massimo. &lt;/span&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn39" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftn39" name="_ftnref39"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;color:#33cc00;"&gt;[39]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;color:#33cc00;"&gt; Il processo, come osserva G.L. Schroeder, può essere visto anche in modo reversibile: “A temperatura e pressione normali, la materia è organizzata in molecole. Con l’aumento della temperatura, la struttura molecolare si distrugge e restano i singoli atomi. Un aumento della pressione distrugge anche la struttura atomica finché restano solo nuclei atomici ed elettroni liberi. Infine, anche i nuclei sono compressi così fortemente l’uno contro l’altro da frantumarsi. Quando la compressione raggiunge temperature che superano l’energia di riposo delle particelle, cioè quando la &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;E &lt;/i&gt;supera la corrispondente &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;mc2&lt;/i&gt;, &lt;/span&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn40" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftn40" name="_ftnref40"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;color:#33cc00;"&gt;[40]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;color:#33cc00;"&gt; le particelle si trasformano liberamente da massa in energia.” &lt;/span&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn41" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftn41" name="_ftnref41"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;color:#33cc00;"&gt;[41]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;color:#33cc00;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="color:#33cc00;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;&lt;/span&gt;Dal canto suo, Grossatesta postula una &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;materia prima informe&lt;/i&gt; su cui agisce la luce come prima forma corporale, il che significa accettare l’esistenza di spazio, tempo e materia prima ancora del ‘principio’. Del resto la scienza contemporanea si è sempre più allontanata dall’ipotesi di un’azione combinata di forza (l’aristotelica forma) e materia per spiegare la realtà, quando addirittura non ha annullato questi concetti nella ricerca di una particella semplice che, naturalmente, non è più l’atomo e che potrebbe ben presto non essere più nemmeno il &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;quark&lt;/i&gt;, configurandosi piuttosto come un &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;invisibile&lt;/i&gt; e tuttavia esistente minuscolo punto di &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;energia pura.&lt;/i&gt; Ciò, da quando Einstein ha mostrato la verità&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt; &lt;/span&gt;della formula &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;E = mc2&lt;/i&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;&lt;span style="FONT-SIZE: 8pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;&lt;/span&gt;che permette di convertire la massa in energia. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn42" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftn42" name="_ftnref42"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;color:#33cc00;"&gt;[42]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;color:#33cc00;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="color:#33cc00;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;&lt;/span&gt;Quel che convince meno delle analisi di G.L. Schroeder è l’idea, desunta da Maimonide, &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn43" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftn43" name="_ftnref43"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;color:#33cc00;"&gt;[43]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;color:#33cc00;"&gt; che la creazione dei cieli e della terra dal nulla sia alla base della Bibbia.&lt;/span&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn44" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftn44" name="_ftnref44"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;color:#33cc00;"&gt;[44]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;color:#33cc00;"&gt; La confutazione, che Maimonide fa della tesi aristotelica dell’esistenza &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;ab aeterno &lt;/i&gt;del mondo, non conduce necessariamente ad abbracciare l’idea di una creazione dal nulla&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt; &lt;/span&gt;perché rimarrebbe comunque irrisolto il problema del rapporto di Dio col nulla. La Qabbalah dello &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Zohar &lt;/i&gt;adombra già qualcosa di diverso e più tardi Ytzchaq Luria sviluppando un’idea talmudica formula la dottrina dello &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Tzimtzùm&lt;/i&gt; &lt;/span&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn45" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftn45" name="_ftnref45"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;color:#33cc00;"&gt;[45]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;color:#33cc00;"&gt; secondo la quale l’esistenza dell’universo è possibile per un processo di contrazione di Dio che ‘si ritira’ lasciando libero un &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;punto&lt;/i&gt;: “Quando si pensa –commenta &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Tikkunè Zohar&lt;/i&gt;, XIX.- che il Santo, benedetto Egli sia, è infinito e che riempie tutto, si capisce che l’idea di creazione sarebbe stata impossibile senza lo Tzimtzùm (…) Il Santo (…) ha dunque contratto la santa luce che costituisce la sua essenza.” &lt;/span&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn46" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftn46" name="_ftnref46"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;color:#33cc00;"&gt;[46]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;color:#33cc00;"&gt; Il ‘ritiro’ di Dio che lascia scoperto un punto concorda abbastanza con l’idea zoharica di una luce infinita troppo oscura per essere vista finché non si sveli in un punto di luce bianca. Anche qui si tratta, naturalmente, di un’approssimazione concettuale, in grado, tuttavia, sia di risolvere il falso dilemma di una esistenza del mondo &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;ab aeterno&lt;/i&gt; o della sua creazione &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;ex nihilo&lt;/i&gt;, sia di evitare ipotesi sul ‘prima del principio’ e sulla natura di Dio che non sia la totalità stessa, tenuto conto che l’essenza di luce in cui Dio certamente consiste è solo la totalità presupposta dal primo dei dieci ‘Dio disse’ del &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Genesi&lt;/i&gt;. Dio non volle semplicemente che le cose fossero- come sostengono Agostino e Maimonide- Egli, per così dire, ‘si ritira’ da un punto e lascia risplendere la luce perché l’uomo realizzi il ‘suo’ progetto di mondo. C’è una ghematria dello &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Tzimtzum&lt;/i&gt; piuttosto illuminante: è la parola ebraica &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Matzpun&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;con lo stesso valore numerico (266) e che in ebraico significa &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;coscienza&lt;/i&gt;. E’ con il ‘ritiro’ di Dio che l’uomo prende coscienza di sé rispetto al tutto.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: Arial; FONT-SIZE: 14pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt; mso-bidi-language: AR-SA; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;&lt;span style="color:#33cc00;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="mso-element: footnote-list"&gt;&lt;br clear="all"&gt;&lt;span style="color:#33cc00;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;hr align="left" size="1" width="33%"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="mso-element: footnote" id="ftn1"&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-JUSTIFY: inter-ideograph; TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn1" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftnref1" name="_ftn1"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;color:#33cc00;"&gt;[1]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;color:#33cc00;"&gt; Cfr. &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Genesi&lt;/i&gt; 1:3&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="mso-element: footnote" id="ftn2"&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-JUSTIFY: inter-ideograph; TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn2" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftnref2" name="_ftn2"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;color:#33cc00;"&gt;[2]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="color:#33cc00;"&gt; ‘Dio disse’ è citato nove volte nel 1°Capitolo del &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Genesi&lt;/i&gt; e precisamente ai versetti: 3-6-9-11-14-20-24-26-29. Compare una sola volta nel versetto 18 del 2°Capitolo. Qui, tuttavia, il nome di Dio non è più soltanto &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Elohim&lt;/i&gt;,&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt; &lt;/span&gt;perché è preceduto dal&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt; &lt;/span&gt;Tetragramma o nome di quattro lettere: &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;yud-he-waw-he.&lt;/i&gt; La questione riguardante il nome o i nomi di Dio è assai complessa. In particolare perché solo la decima volta che appare ‘Dio disse’, il nome Elohim è preceduto dal Tetragramma? Una possibile risposta è data dall’osservazione che nelle precedenti nove volte Dio crea singoli aspetti della realtà, mentre la decima volta, dopo il cielo e la terra, Egli crea anche l’uomo e la donna a propria immagine e somiglianza. Si veda sulla questione: Yehudah ha-Lewi (medico e teologo castigliano vissuto tra il 1086 e il 1141) in &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Il re dei Khazari&lt;/i&gt;, trad.it.di E.Piattelli. Bollati Boringhieri, Torino, 1991, pp.193-197 e 214-217. Sull’importanza della creazione dell’uomo in funzione della completezza del nome di Dio, Isacco il Cieco, maestro della prime scuole storiche di Qabbalah ebraica sorte in Provenza e in Catalogna attorno al 1200, soleva dire che nel giorno in cui Dio creò il cielo e la terra il nome non era completo perché l’uomo non era stato ancora creato e il sigillo non era stato ancora posto. &lt;span style="mso-ansi-language: FR" lang="FR"&gt;Cfr. C.Mopsik,&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt; &lt;/span&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Les Grands Textes de la Cabale&lt;/i&gt;, Verdier, 1993,&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt; &lt;/span&gt;p.74. &lt;/span&gt;Mi sembra significativo osservare –in prospettiva di quanto dirò più avanti- che Isacco è detto ‘&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;il cieco&lt;/i&gt;’ perché in possesso di un &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;eccesso di luce&lt;/i&gt;, cfr. Azriel de Girona, &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Quatro Textos Cabalisticos&lt;/i&gt;, introd.trad. y notas por M.Eisenfeld, Riopedras Ed., Barcellona, 1994, introd. p.26.&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt; &lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="mso-element: footnote" id="ftn3"&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-JUSTIFY: inter-ideograph; TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn3" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftnref3" name="_ftn3"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;color:#33cc00;"&gt;[3]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;color:#33cc00;"&gt; &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Sepher-ha Zohar&lt;/i&gt; o ‘Libro dello Splendore’ è un vero e proprio corpo completo di letteratura della Qabbalah&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt; &lt;/i&gt;e si compone di 24 sezioni oltre ad alcuni trattati. Sugli argomenti, la data di composizione, l’autore: cfr. G.G. Scholem, &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;La Cabala&lt;/i&gt;, trad.it., Roma 1989, pp.215-244 e il recente G.Busi, &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;La Qabbalah&lt;/i&gt;, Laterza, Bari, 1998, pp. 70-75. Per un maggiore approfondimento cfr. i capitoli V e VI di &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Le grandi correnti della mistica ebraica&lt;/i&gt; di G.G. Scholem nella traduzione italiana pubblicata nel 1965 per le edizioni ‘Il Saggiatore’ Mondadori. Una nuova edizione del libro è apparsa nel 1990 per la casa editrice‘il melangolo’ di Genova.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="mso-element: footnote" id="ftn4"&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-JUSTIFY: inter-ideograph; TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn4" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftnref4" name="_ftn4"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;color:#33cc00;"&gt;[4]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;color:#33cc00;"&gt; Cfr. &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Le Zohar&lt;/i&gt;, trad. francese di C. Mopsik, tomo I, Verdier, 1981, Berescith I, 16 b, p. 99 e Berescith III, 46 a, p.241. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="mso-element: footnote" id="ftn5"&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-JUSTIFY: inter-ideograph; TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn5" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftnref5" name="_ftn5"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;color:#33cc00;"&gt;[5]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="color:#33cc00;"&gt; S’intende con &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;ghematria&lt;/i&gt; il valore numerico dato dai cabbalisti a una singola parola o a un’intera preposizione in forza del corrispondende valore numerico di ogni lettera dell’alfabeto ebraico. ‘I ‘segreti’ numerologici –scrive G.G. Scholem, &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;La Cabala&lt;/i&gt;, cit., p. 40- &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;sodot&lt;/i&gt;, avevano due scopi. In primo luogo, assicuravano che i nomi venissero scritti esattamente come i compositori di &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;ghematriot &lt;/i&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;&lt;/span&gt;li ricevevano dalle fonti orali e scritte (…) In secondo luogo con questo mezzo era possibile assegnare significati mistici e ‘intenzioni’ (&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;kavvanot&lt;/i&gt;) a questi nomi, che servivano d’incentivo a una meditazione più profonda…’&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt; &lt;/i&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="mso-element: footnote" id="ftn6"&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-JUSTIFY: inter-ideograph; TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn6" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftnref6" name="_ftn6"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;color:#33cc00;"&gt;[6]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="color:#33cc00;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: Hebrew"&gt;z r&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Raz&lt;/i&gt; segreto ha lo stesso valore numerico (207) di&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: Hebrew"&gt;r w a&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Or&lt;/i&gt; luce. Infatti Raz è formata delle lettere &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;resch&lt;/i&gt; (200) e &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;zain&lt;/i&gt; (7), mentre Or dalle lettere &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;alef&lt;/i&gt; (1), &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;waw&lt;/i&gt; (6) e &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;resch&lt;/i&gt; (200). Circa il valore numerico delle lettere ebraiche, tra i tanti testi in circolazione, si consiglia: P.A. Carrozzini S.I., Grammatica della lingua ebraica, Marietti, 1988.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="mso-element: footnote" id="ftn7"&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn7" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftnref7" name="_ftn7"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;color:#33cc00;"&gt;[7]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;color:#33cc00;"&gt; Cfr. &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Le Zohar&lt;/i&gt;, cit.,Berescith I, 16 b, pp. 99-100.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="mso-element: footnote" id="ftn8"&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn8" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftnref8" name="_ftn8"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;color:#33cc00;"&gt;[8]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="mso-ansi-language: EN-GB" lang="EN-GB"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="color:#33cc00;"&gt; Ibid.,&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt; &lt;/span&gt;Berescith III, 50 b-51 a, pp. 263-264.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="mso-element: footnote" id="ftn9"&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-JUSTIFY: inter-ideograph; TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn9" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftnref9" name="_ftn9"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;color:#33cc00;"&gt;[9]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;color:#33cc00;"&gt; Sul &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Sepher Yezirah&lt;/i&gt; o &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Libro della creazione&lt;/i&gt;, la cui data di composizione secondo gli studiosi oscilla tra il II e il VI secolo d.C., cfr. G.G. Scholem, &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Le Origini della Kabbalà&lt;/i&gt;, Bologna, 1990, pp.32-44 e, dello stesso autore, &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;La Cabala&lt;/i&gt;, cit., pp. 14, 30-61, 70-72, 96, 101 e ss.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="mso-element: footnote" id="ftn10"&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn10" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftnref10" name="_ftn10"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;color:#33cc00;"&gt;[10]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="mso-ansi-language: EN-GB" lang="EN-GB"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="color:#33cc00;"&gt; Cfr. &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Sepher Yezirah,&lt;/i&gt; I, 7.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="mso-element: footnote" id="ftn11"&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-JUSTIFY: inter-ideograph; TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn11" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftnref11" name="_ftn11"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;color:#33cc00;"&gt;[11]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="color:#33cc00;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt; &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Sephiroth&lt;/i&gt; è stato spesso tradotto con ‘emanazioni’, facendolo derivare dall’etimologia greca, con ciò stabilendo un collegamento tra Qabbalah e neoplatonismo. Più corretta è la derivazione dall’ebraico&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: Hebrew"&gt;r p s&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Safor &lt;/i&gt;che significa &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;contare&lt;/i&gt; e che dei sephiroth fa dunque dei numeri. Numeri primordiali della creazione, ben distinti dai &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;misparim&lt;/i&gt; o numeri ordinari. I sephiroth sono perciò ‘luci’ o ‘pure forme’ del molteplice. Nella tradizione cabbalistica, i sephiroth si dispongono sui tre pilastri dell’Albero della vita. Ad ogni &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;sephirah &lt;/i&gt;o luce o forma del molteplice è attribuito un nome. Alla colonna centrale appartengono: 1 &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Kether&lt;/i&gt;-corona, 6 &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Tephereth&lt;/i&gt;-bellezza e armonia, 9 &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Yesod&lt;/i&gt;-fondamento o generazione, 10 &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Malchuth&lt;/i&gt;-regno o terra. Alla colonna di destra: 2 &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Hochmah&lt;/i&gt;-sapienza, 4 &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Hesed&lt;/i&gt;-grazia 7 &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Netzach&lt;/i&gt;-vittoria. Alla colonna di sinistra: 3 &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Binah&lt;/i&gt;-intelligenza, &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;5Gheburah&lt;/i&gt;-rigore o severità, 8 &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Hod&lt;/i&gt;-splendore.&lt;span style="FONT-SIZE: 12pt; mso-bidi-font-size: 10.0pt"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="mso-element: footnote" id="ftn12"&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn12" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftnref12" name="_ftn12"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;color:#33cc00;"&gt;[12]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;color:#33cc00;"&gt; Cfr. &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Ha Idra Zuta Qadisha &lt;/i&gt;(La Minore Santa Assemblea) in Zohar, cap.I, 43,44,45,46, cap.II, 76,77, trad.it. in &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Magia della Cabala&lt;/i&gt;, Ediz.Mediterranee, Roma, vol. I,&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt; &lt;/span&gt;pp. 246-247, 249. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="mso-element: footnote" id="ftn13"&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-JUSTIFY: inter-ideograph; TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn13" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftnref13" name="_ftn13"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;color:#33cc00;"&gt;[13]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;color:#33cc00;"&gt; L’esperienza mistica della &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;visione &lt;/i&gt;dei colori è compresa –a parere di Abulafia (1240-1291), forse il maggiore tra i mistici ebrei- tra quelle della Qabbalah, sebbene ‘di tipo inferiore’. Cfr. M.Idel, &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;L’esperienza mistica in Abraham Abulafia&lt;/i&gt;, trad.it., Jaca Book, Milano, 1992, p. 61. Di&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt; &lt;/span&gt;rilevante interesse su Abulafia anche il IV capitolo del citato &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Le grandi correnti della mistica ebraica&lt;/i&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="mso-element: footnote" id="ftn14"&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-JUSTIFY: inter-ideograph; TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn14" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftnref14" name="_ftn14"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;color:#33cc00;"&gt;[14]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;color:#33cc00;"&gt; Il valore numerico di &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Machazeh&lt;/i&gt; visione è 60, con lo stesso valore: &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Kli&lt;/i&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt; &lt;/span&gt;recipiente (uno dei 72 nomi di Dio), &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Ganaz &lt;/i&gt;nascondere, &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Hineh &lt;/i&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;&lt;/span&gt;ecco! &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Halakhah&lt;/i&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt; &lt;/span&gt;regola di vita, &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Gaon&lt;/i&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt; &lt;/span&gt;sapiente. In Abulafia è anche frequente la ghematria &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;ha Machazeh&lt;/i&gt; (65) &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;la visione&lt;/i&gt; con &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Adonai&lt;/i&gt; (65), terzo tra i nomi di Dio, dopo il Tetragramma ed Elohim.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="mso-element: footnote" id="ftn15"&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-JUSTIFY: inter-ideograph; TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn15" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftnref15" name="_ftn15"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;color:#33cc00;"&gt;[15]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;color:#33cc00;"&gt; Così, è per l’iniziato della massoneria che entra nel buio del tempio per ricevere la luce, luce che gli sarà concessa dalla loggia che pure è immersa nell’oscurità o meglio che ‘brilla’ di una luce troppo oscura per essere vista…&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="mso-element: footnote" id="ftn16"&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-JUSTIFY: inter-ideograph; TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn16" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftnref16" name="_ftn16"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;color:#33cc00;"&gt;[16]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;color:#33cc00;"&gt; ‘Così, l’Infinito penetra la sua stessa aria e scopre un punto, lo &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;yud&lt;/i&gt;’.Cfr. &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Le Zohar&lt;/i&gt;, cit. 16 b, p.100.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="mso-element: footnote" id="ftn17"&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-JUSTIFY: inter-ideograph; TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn17" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftnref17" name="_ftn17"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;color:#33cc00;"&gt;[17]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="color:#33cc00;"&gt; ‘La luce che il Signore –benedetto il Suo Nome- aveva creato (…) fu subito nascosta, perché gli impuri non potessero gioirne (…) Ella fu riservata per i giusti (…) Ma sino al giorno stabilito (il giorno del ‘mondo a venire’) rimarrà nascosta, custodita in segreto.’ Cfr. &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Le Zohar&lt;/i&gt;, cit., Berescith II, 31 b-32 a, p.179.&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="mso-element: footnote" id="ftn18"&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-JUSTIFY: inter-ideograph; TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn18" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftnref18" name="_ftn18"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;color:#33cc00;"&gt;[18]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;color:#33cc00;"&gt; cfr. &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Genesi&lt;/i&gt; 1:4&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="mso-element: footnote" id="ftn19"&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn19" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftnref19" name="_ftn19"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;color:#33cc00;"&gt;[19]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="color:#33cc00;"&gt; Cfr. &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Le Zohar&lt;/i&gt;, cit., 32 a, p.179.&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="mso-element: footnote" id="ftn20"&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-JUSTIFY: inter-ideograph; TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn20" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftnref20" name="_ftn20"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;color:#33cc00;"&gt;[20]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;color:#33cc00;"&gt; Ibid., p.180.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="mso-element: footnote" id="ftn21"&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn21" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftnref21" name="_ftn21"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;color:#33cc00;"&gt;[21]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;color:#33cc00;"&gt; Cfr. &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Tikkunè Ha-Zohar&lt;/i&gt;, 23a.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="mso-element: footnote" id="ftn22"&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn22" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftnref22" name="_ftn22"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;color:#33cc00;"&gt;[22]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;color:#33cc00;"&gt; Cfr. Le Zohar, cit.,Berescith II, 30 b, t.I, p.175.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="mso-element: footnote" id="ftn23"&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn23" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftnref23" name="_ftn23"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;color:#33cc00;"&gt;[23]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="mso-ansi-language: EN-GB" lang="EN-GB"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="color:#33cc00;"&gt; Ibid., 32a, pp.180-181.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="mso-element: footnote" id="ftn24"&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn24" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftnref24" name="_ftn24"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;color:#33cc00;"&gt;[24]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="color:#33cc00;"&gt; Cfr.G.G.Scholem, &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Le origini della Kabbalà&lt;/i&gt;, cit., p.330. Sulle prime scuole di Qabbalah, su Isacco il cieco e i suoi allievi, oltre al già citato testo del Mopsik,&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt; &lt;/span&gt;ibid.., pp. 247-588.&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="mso-element: footnote" id="ftn25"&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn25" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftnref25" name="_ftn25"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;color:#33cc00;"&gt;[25]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;color:#33cc00;"&gt; Cfr. Ha Idra Zuta Qadisha, cit., cap.IV, 130, p.254.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="mso-element: footnote" id="ftn26"&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-JUSTIFY: inter-ideograph; TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn26" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftnref26" name="_ftn26"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;color:#33cc00;"&gt;[26]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="color:#33cc00;"&gt; Su Ytzchàq Luria e la sua scuola si veda il cap.VII del citato &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Le grandi correnti della mistica ebraica&lt;/i&gt;.&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="mso-element: footnote" id="ftn27"&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-JUSTIFY: inter-ideograph; TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn27" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftnref27" name="_ftn27"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;color:#33cc00;"&gt;[27]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;color:#33cc00;"&gt; Cfr. G.Filoramo, L’attesa della fine.Storia della gnosi, B.U. Laterza, Bari, 1993, p.22.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="mso-element: footnote" id="ftn28"&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-JUSTIFY: inter-ideograph; TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn28" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftnref28" name="_ftn28"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;color:#33cc00;"&gt;[28]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;color:#33cc00;"&gt; Cfr.R.Grossatesta, &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Metafisica della luce&lt;/i&gt;, Rusconi, Milano, 1993, introd., p.8.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="mso-element: footnote" id="ftn29"&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-JUSTIFY: inter-ideograph; TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn29" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftnref29" name="_ftn29"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;color:#33cc00;"&gt;[29]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;color:#33cc00;"&gt; Mani, principe persiano vissuto tra il 216 e il 277 d.C., riteneva la realtà il prodotto della lotta incessante della Luce contro le Tenebre. Alla provvisoria vittoria delle Tenebre, avrebbe presto seguito la definitiva vittoria della Luce.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="mso-element: footnote" id="ftn30"&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-JUSTIFY: inter-ideograph; TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn30" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftnref30" name="_ftn30"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;color:#33cc00;"&gt;[30]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;color:#33cc00;"&gt; Cfr. Agostino, &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Confessioni&lt;/i&gt;, IV, 16, 31.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="mso-element: footnote" id="ftn31"&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-JUSTIFY: inter-ideograph; TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn31" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftnref31" name="_ftn31"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;color:#33cc00;"&gt;[31]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;color:#33cc00;"&gt; Cfr. R.Grossatesta, &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;De luce seu de inchoatione formarum&lt;/i&gt;, cit, p.113.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="mso-element: footnote" id="ftn32"&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-JUSTIFY: inter-ideograph; TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn32" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftnref32" name="_ftn32"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;color:#33cc00;"&gt;[32]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;color:#33cc00;"&gt; Ibid.,p.114.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="mso-element: footnote" id="ftn33"&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-JUSTIFY: inter-ideograph; TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn33" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftnref33" name="_ftn33"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;color:#33cc00;"&gt;[33]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;color:#33cc00;"&gt; Ibid., pp.119-120.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="mso-element: footnote" id="ftn34"&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-JUSTIFY: inter-ideograph; TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn34" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftnref34" name="_ftn34"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;color:#33cc00;"&gt;[34]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;color:#33cc00;"&gt; Ibid., p.109.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="mso-element: footnote" id="ftn35"&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-JUSTIFY: inter-ideograph; TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn35" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftnref35" name="_ftn35"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;color:#33cc00;"&gt;[35]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;color:#33cc00;"&gt; Cfr. La Minore Santa Assemblea, cit., 69, p.249.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="mso-element: footnote" id="ftn36"&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-JUSTIFY: inter-ideograph; TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn36" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftnref36" name="_ftn36"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;color:#33cc00;"&gt;[36]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;color:#33cc00;"&gt; Circa l’originalità ‘tutta ebraica’ della Qabbalah non dovrebbero più esserci dubbi anche se un grande studioso come G.G.Scholem ha cercato di dimostrare i molti contatti, almeno ideali e teorici, tra Qabbalah e Gnosi (cfr. opere citate) e C.Mopsik (cfr. op. cit.) si limita a riproporre la questione auspicando una ulteriore approfondita indagine. Associandomi nell’auspicio con uno studioso così serio come il Mopsik, mi limito ad osservare che forse si dovrebbe mutare di prospettiva. Se si continua a guardare alla Qabbalah come a un sistema filosofico non c’è dubbio che punti di contatto con altri sistemi possano essere trovati soprattutto in relazione al tempo e/o alle affinità storiche, geografiche, culturali o magari ideali. Il fatto è che la Qabbalah sembra proprio irriducibile a lasciarsi trasformare in sistema consistendo più che altro nella tradizione orale, nel commento del testo biblico, nella profonda conoscenza dell’alfabeto cosiddetto sacro in funzione delle ghematrie e delle permutazioni delle lettere e per l’apprendimento di particolari tecniche di meditazione. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="mso-element: footnote" id="ftn37"&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-JUSTIFY: inter-ideograph; TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn37" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftnref37" name="_ftn37"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;color:#33cc00;"&gt;[37]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;color:#33cc00;"&gt; Cfr.Gerald L.Schroeder, &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Genesi e Big Bang&lt;/i&gt;, trad.it.,Milano, 1996, p.78. Circa il ‘Big Bang’ come teoria più probabile sull'origine dell'universo: ibid., pp. 93-106. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="mso-element: footnote" id="ftn38"&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn38" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftnref38" name="_ftn38"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;color:#33cc00;"&gt;[38]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;color:#33cc00;"&gt; Cfr. L. Lederman – D. Teresi, &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;La particella di Dio&lt;/i&gt;, trad. it., Mondadori, Milano, 1996, p.417&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="mso-element: footnote" id="ftn39"&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn39" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftnref39" name="_ftn39"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;color:#33cc00;"&gt;[39]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;color:#33cc00;"&gt; Cfr. J.T.Fraser, &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Time, the familiar stranger&lt;/i&gt;, trad.it., Feltrinelli, 1991, pp.237 e ss.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="mso-element: footnote" id="ftn40"&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-JUSTIFY: inter-ideograph; TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn40" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftnref40" name="_ftn40"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;color:#33cc00;"&gt;[40]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;color:#33cc00;"&gt; La nota formula di Einstein dice che l’energia (E) è uguale alla massa (m) moltiplicata per la velocità della luce (c) al quadrato. L’energia si misura in chilojoule (KJ), la massa in chilogrammi (Kg) e la velocità della luce in metri al secondo (m/s).&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="mso-element: footnote" id="ftn41"&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-JUSTIFY: inter-ideograph; TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn41" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftnref41" name="_ftn41"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;color:#33cc00;"&gt;[41]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;color:#33cc00;"&gt; Cfr. G.L. Schroeder, op. cit., p. 90.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="mso-element: footnote" id="ftn42"&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-JUSTIFY: inter-ideograph; TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn42" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftnref42" name="_ftn42"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;color:#33cc00;"&gt;[42]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;color:#33cc00;"&gt; Cfr.L. Lederman – D.Teresi, op. cit., Leon Lederman, premio Nobel per la Fisica nel 1988, nel libro, dopo uno stimolante immaginario dialogo con Democrito, sviluppa un’analisi che lo porta sulle tracce della ‘particella di Dio’ vero e proprio primo ‘mattone’ per la costruzione dell’universo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="mso-element: footnote" id="ftn43"&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-JUSTIFY: inter-ideograph; TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn43" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftnref43" name="_ftn43"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;color:#33cc00;"&gt;[43]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;color:#33cc00;"&gt; Mosè Maimonide, medico, filosofo e teologo cordovese vissuto tra il 1135 e il 1204, interpretò la legge ebraica e si occupò dei fondamentali concetti biblici sulla scia dell’aristotelismo imperante, pur non condividendo l’idea aristotelica dell’esistenza &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;ab aeterno&lt;/i&gt; del mondo. La citazione di Schroeder a sostegno della ‘creazione dal nulla’ si trova in M. Maimonide, &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;La Guida dei Perplessi&lt;/i&gt;, II parte, cap.13. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="mso-element: footnote" id="ftn44"&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn44" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftnref44" name="_ftn44"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;color:#33cc00;"&gt;[44]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;color:#33cc00;"&gt; Cfr. G.L. Schroeder, op. cit., pp.83-84.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="mso-element: footnote" id="ftn45"&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn45" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftnref45" name="_ftn45"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;color:#33cc00;"&gt;[45]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;color:#33cc00;"&gt; Cfr. G.G.Scholem, &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Le grandi correnti della mistica ebraica,&lt;/i&gt; cit., pp. 270 e ss.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="mso-element: footnote" id="ftn46"&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-JUSTIFY: inter-ideograph; TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn46" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftnref46" name="_ftn46"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;color:#33cc00;"&gt;[46]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;color:#33cc00;"&gt; Scrive in proposito G.G. Scholem, ibid. p.271: ‘Originariamente Luria parte da un pensiero assolutamente razionalistico, ed anzi, se si vuole, abbastanza naturalistico. Come può esistere un mondo, quando l’essere di Dio è dappertutto? Come può esistere in questo luogo concreto qualcosa di diverso da Dio, dal momento che Dio è ‘tutto in tutto’? Come può Dio creare dal nulla, se non può esservi un nulla, dato che il suo Essere penetra ogni cosa?’ &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5368042956865960557-5653031389108564421?l=zibaldone-sergio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://zibaldone-sergio.blogspot.com/feeds/5653031389108564421/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://zibaldone-sergio.blogspot.com/2011/07/che-la-luce-sia.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5368042956865960557/posts/default/5653031389108564421'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5368042956865960557/posts/default/5653031389108564421'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://zibaldone-sergio.blogspot.com/2011/07/che-la-luce-sia.html' title='CHE LA LUCE SIA!'/><author><name>Sergio Magaldi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06683710900430631479</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://2.bp.blogspot.com/_iCSqXNyj3sI/SUjCa3Z8w3I/AAAAAAAAAAc/B96dzN9jiZQ/S220/foto+mia+1.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5368042956865960557.post-8228943908067159157</id><published>2011-07-01T12:37:00.005+02:00</published><updated>2011-07-01T12:49:59.812+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tradizione esoterica e religiosa'/><title type='text'>IL "CANTICO DEI CANTICI" TRA ALCHIMIA E QABBALAH</title><content type='html'>&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 56.65pt 0pt 0cm" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;&lt;span style="font-family:Garamond;"&gt;Shir ha-shirim&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-family:Garamond;"&gt;, il &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Cantico dei Cantici&lt;/i&gt; è stato oggetto, nel tempo, di diverse chiavi di lettura tra cui, in particolare, quella alchemica e quella kabbalistica&lt;a style="mso-footnote-id: ftn1" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftn1" name="_ftnref1"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;[1]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;.&lt;/i&gt;Per la prima, sarebbero facilmente individuabili nel &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Cantico&lt;/i&gt; le varie fasi dell'opera alchemica, per la seconda si tratterebbe di un'unione amorosa e cerimoniale in parte riconducibile al maithuna tantrico&lt;a style="mso-footnote-id: ftn2" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftn2" name="_ftnref2"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;[2]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;, senza tuttavia utilizzare di questo né le particolari tecniche, né l' arresto seminale.&lt;?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" /&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 56.65pt 0pt 0cm" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Garamond;"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;L'interpretazione di senso alchemico ha suscitato sempre molto fascino e non c'è quasi testo di alchimia che non la richiami. Tra i più recenti, citerò &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Alchimia Pratica&lt;/i&gt; di Pancaldi. L'autore sottolinea come tutto il &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Cantico&lt;/i&gt;, a cominciare dal versetto I-5: &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;"Sono nera, ma formosa"&lt;/i&gt;, possa essere letto in chiave alchemica. "Per l' amante dell'arte -egli osserva&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn3" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftn3" name="_ftnref3"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#ff0000;"&gt;[3]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#ff0000;"&gt;- l'apparire della nerezza è buon segno, è il segno che la putrefazione avviene, ed il fuoco, nei suoi regimi, rende manifesta la nuova forma." Per continuare poi con i versetti V-10 e V-11: &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;"Il mio diletto è bianco e rosso, e si distingue tra mille. Il suo capo è oro puro, i suoi riccioli sono grappoli di palme, neri come il corvo..."&lt;/i&gt;. "Chi conosce le immagini alchemiche dei filosofi -osserva ancora il Pancaldi&lt;/span&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn4" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftn4" name="_ftnref4"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#ff0000;"&gt;[4]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;- sa subito di cosa si tratta in questi versetti, e chi parla."&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 56.65pt 0pt 0cm" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Garamond;"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Per un'interpretazione ben più antica e riferita alle diverse fasi della &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;'Grande Opera', &lt;/i&gt;si può ricordare il &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Commentario sul Cantico dei Cantici&lt;/i&gt; di Rabbi Issa'char Baer. Anche se il Rabbi presenta un commento nel secondo senso del &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;'Pardès' ,&lt;/i&gt;cioè il &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;'Remmez' &lt;/i&gt;allegorico&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn5" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftn5" name="_ftnref5"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#ff0000;"&gt;[5]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#ff0000;"&gt;, il traduttore, nel dedicare il libro al maestro e amico Gérard Encausse, altrimenti noto come Papus, non può fare a meno, nell' introduzione, di tracciare le linee di una interpretazione di senso alchemico del &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Cantico&lt;/i&gt;, a cominciare dal solito versetto I-5:&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;"Sono nera ma bella..."&lt;/i&gt;, individuandovi il soggetto e la materia dell' arte. Per continuare poi con i seguenti versetti: I-6: il 'lilium artis', II-4: la preparazione e la purificazione, II-7 e IV-6: il fuoco, III-1: la putrefazione, III-6: la sublimazione e la distillazione, da V-9 a V-14: la coagulazione e il cambiamento di colore, II-12 e VIII-4: la fissazione, VI-7: la moltiplicazione, VIII-8: l' aumento e la proiezione&lt;/span&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn6" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftn6" name="_ftnref6"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#ff0000;"&gt;[6]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 56.65pt 0pt 0cm" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Garamond;"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Non c’è dubbio che se ci incamminiamo su questa strada, se cioè procediamo in una lettura analitica e talora frammentaria del &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Cantico&lt;/i&gt;, ricercando ogni volta i simboli che abbiamo in mente, noi troveremo convincente la lettura in chiave alchemica dello&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt; Shir&lt;/i&gt; &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;ha-shirim&lt;/i&gt;, ma ciò può valere anche per altre opere, per esempio per &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Meshalim&lt;/i&gt; o &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Proverbi&lt;/i&gt; della sapienza di Salomone. Se, però, esaminiamo il &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Cantico&lt;/i&gt; nel suo insieme, noi vi troviamo qualcosa di diverso. Due giovani in carne e ossa sono i protagonisti, la poesia che si manifesta dal parlare l’uno dell’altro, dallo stare l’uno con l’altro è ben reale, il loro amore suggellato da grande spiritualità è tuttavia anche fisico e, come lirica d’amore, il &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Cantico&lt;/i&gt; non teme il confronto con i più grandi versi della poesia classica e profana. D’altra parte, se di operazione alchemica si tratta, si tratta di un’operazione a due vasi, ma un’operazione a due vasi è veramente un’operazione alchemica?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn7" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftn7" name="_ftnref7"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#ff0000;"&gt;[7]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 56.65pt 0pt 0cm" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Garamond;"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Le operazioni a due vasi possono essere di tre tipi. Un primo tipo si caratterizza nell'usare l'amore per 'lavare col fuoco', come si suole dire. Tecnicamente l'operazione è semplice: in un ambiente saturo di profumi, gli amanti si siedono, immobili, l'uno di fronte all'altra con l'unico compito di amarsi e di desiderarsi, soprattutto spiritualmente&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn8" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftn8" name="_ftnref8"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#ff0000;"&gt;[8]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;.E' appena superfluo sottolineare che tale operazione presenta almeno due rischi: il primo è che il fuoco utilizzato per 'lavare l'acqua' sia tanto forte da impedire l'amalgamazione del mercurio oppure che sia troppo debole per essere un vero e proprio lavaggio col fuoco. Un altro rischio è la sublimazione del desiderio e la sua trasformazione in un atteggiamento di devozione mistica.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 56.65pt 0pt 0cm" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Garamond;"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Un secondo tipo di operazione a due vasi è un autentico atto di magia sessuale, con doppia uccisione dello zolfo e del mercurio&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn9" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftn9" name="_ftnref9"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#ff0000;"&gt;[9]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 56.65pt 0pt 0cm" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Garamond;"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Il terzo tipo di operazione a due vasi è un atto di magia cerimoniale dove il congiungimento degli amanti si trasforma in un rituale vero e proprio. Nella magia sessuale la donna è mero oggetto e quanto meno è riservata la sua condotta e spento il suo intelletto, tanto più l'operazione è in grado di riuscire: tra tutte, le predilette sono le fanciulle di bassa casta e le cortigiane&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn10" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftn10" name="_ftnref10"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#ff0000;"&gt;[10]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#ff0000;"&gt;. Nella magia cerimoniale, al contrario, la donna deve essere giovane, bella e saggia: si tratta cioè di trasformare, utilizzando tecniche respiratorie e astrali, un mero atto biologico in un rituale e di fare della coppia umana, una coppia divina&lt;/span&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn11" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftn11" name="_ftnref11"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#ff0000;"&gt;[11]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 56.65pt 0pt 0cm" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Garamond;"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Tra le scuole orientali, oltre al tantrismo, anche il taoismo ricorre ad operazioni alchemiche a due vasi. L'uso di pratiche di magia sessuale o cerimoniale, tuttavia, appare nel taoismo finalizzato alla realizzazione dell'&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;albedo&lt;/i&gt; (l'&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;opera al bianco&lt;/i&gt; della tradizione occidentale), per conseguire la longevità e la salute del corpo. La Sezione Ventottesima dell'antico &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Libro delle prescrizioni mediche&lt;/i&gt; offre tutta una serie di ricette per curare le diverse malattie e non si stanca mai di sottolineare l'importanza del mercurio nella risoluzione delle principali affezioni corporee, ivi compreso l'invecchiamento. La cosa più sorprendente, alla luce del tradizionale maschilismo che sempre descrive le operazioni a due vasi, è poi contenuta nella parte della Sezione denominata&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt; Segreti dell'alcova di Giada&lt;/i&gt;, in cui il maestro Chung insegna alle donne come appropriarsi dello &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;yang&lt;/i&gt;: "Lo &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;yin&lt;/i&gt; nutrito dallo &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;yang&lt;/i&gt; non c'è malanno che non allontani, non c'è viso a cui non dia colore, non c'è pelle che non renda vellutata, e non c'è vecchiaia a cui non rechi il dono immenso della giovinezza"&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn12" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftn12" name="_ftnref12"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#ff0000;"&gt;[12]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;. Nel libro, le tecniche del congiungimento sono descritte con pignoleria, anche se sono tutte da ricondurre ad analogie cosmiche e alla corrispondenza tra macrocosmo e microcosmo. L'uomo e la donna si uniscono secondo il ritmo del Cielo che ruota verso sinistra e della Terra che ruota verso destra. Come nella &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Tavola Smeraldina&lt;/i&gt; di Ermete Trismegisto &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;ciò che è in alto è come ciò che è in basso&lt;/i&gt; e come nell'arte regia si tratta di fare della terra, il cielo e del cielo, la terra preziosa.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 56.65pt 0pt 0cm" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Garamond;"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Appare dunque evidente come le pratiche orientali di magia sessuale e di magia cerimoniale, sin qui esaminate, facciano tutte riferimento all'alchimia. Tantrismo e Hatha-Yoga ad un'alchimia indiana preesistente all'alchimia diffusasi con la penetrazione islamica dell'India&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn13" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftn13" name="_ftnref13"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#ff0000;"&gt;[13]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#ff0000;"&gt;. Il taoismo cinese ad un'alchimia i cui testi risalgono almeno al IV secolo av.C.&lt;/span&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn14" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftn14" name="_ftnref14"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#ff0000;"&gt;[14]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#ff0000;"&gt;. In particolare, l'alchimia indiana è attestata da antichi testi sanscriti e si viene sviluppando come &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Rasayana&lt;/i&gt;, che, letteralmente, significa 'la via del succo(&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;rasa&lt;/i&gt;) o del mercurio'. Quanto alle differenti specie di Yoga tantrico, la loro somiglianza con l'alchimia è ancora più netta. In effetti, sia il seguace dello Hatha-Yoga che quello del Tantra mirano a tramutare il proprio corpo in un corpo incorruttibile che chiamano 'corpo divino', 'corpo della gnosi', 'corpo perfetto' o, in altri contesti, 'corpo del libero nella vita'. Dal canto suo, l'alchimista persegue la trasmutazione del corpo e sogna di conservare indefinitamente la giovinezza, la forza e l'agilità. Inoltre, sia nel Trantra-Yoga che nell'alchimia il processo di trasmutazione del corpo comporta un'esperienza di morte e di risurrezione iniziatica. C'è infine da osservare che lo Yoga tantrico, proprio come il taoismo e l'ermetismo, si basa sulle corrispondenze tra macrocosmo e microcosmo: Kundalini Shakti è l'unica energia che si trova nel corpo umano come nell'universo, anche se nel macrocosmo prende il nome di Mahakundali. Il &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Vishvasara Tantra&lt;/i&gt; ripete con altre parole, ma con lo stesso significato, l'assunto ermetico della Tavola di Smeraldo: "Ciò che è qui è ovunque, ciò che non è qui non è in nessun luogo". Kundali è il serpente arrotolato che si manifesta tanto nei mondi quanto alla base della spina dorsale dell'uomo. Kundalini è il potere del serpente che 'si srotola', la sua energia si realizza in spiralità creative di mondi o 'uova di Brahma', rotanti nelle loro orbite circolari. Kundalini è energia cosmica che può ridestarsi anche nell'uomo e la sua struttura, all'interno dell'organismo umano, ricorda quella del caduceo di Mercurio. Senza il risveglio di questo fuoco interno nulla è possibile, ma, proprio come avviene in alchimia, non basta ridestare il 'fuoco del serpente' per operare la trasmutazione. Perché questa sia possibile, infatti, occorre che il serpente risvegliato e il fuoco ridestato sappiano provvedere alla giusta cottura del mercurio&lt;/span&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn15" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftn15" name="_ftnref15"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#ff0000;"&gt;[15]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#ff0000;"&gt;. Quanto all'alchimia cinese, il suo rapporto con il taoismo è evidente dal momento che tale filosofia di vita 'risale sino alle confraternite di fabbri, che detengono la più prestigiosa tra le arti magiche e il segreto delle potenze prime'&lt;/span&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn16" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftn16" name="_ftnref16"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#ff0000;"&gt;[16]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#ff0000;"&gt;. Si viene così sviluppando un'alchimia taoista che, mediante fabbri, confraternite, maestri e 'segreti del mestiere' trasmette il sapere alchemico: compito degli iniziati è 'sacrificare al forno' per ottenere la 'polvere del cinabro', l'equivalente cinese della 'polvere di proiezione' che, come nell'alchimia occidentale, può essere mutata in &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;oro&lt;/i&gt; finissimo. Quest'oro farà dell'uomo comune l'Uomo Reale e dell'antica arte della metallurgia l'Arte Regia&lt;/span&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn17" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftn17" name="_ftnref17"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#ff0000;"&gt;[17]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 56.65pt 0pt 0cm" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Garamond;"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Ciò che accomuna le diverse alchimie della purificazione dei metalli, sia nell'area orientale che medio-orientale, è l'assimilazione della luce e del seme. Tale assimilazione è presente in molti miti indiani, cinesi, tibetani e iraniani. Tra i più diffusi è un mito tibetano delle origini: al principio gli uomini irradiavano direttamente la luce e Sole e Luna non esistevano. Quando negli uomini si destò l'istinto sessuale, in loro si spense la luce e i due luminari apparvero in cielo&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn18" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftn18" name="_ftnref18"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#ff0000;"&gt;[18]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 56.65pt 0pt 0cm" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Garamond;"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Da ciò che si è detto, è evidente come le operazioni a due vasi siano vere e proprie operazioni alchemiche. Non sembra dunque potersi rivelare grande differenza tra un'interpretazione di senso alchemico del &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Cantico&lt;/i&gt; e una interpretazione che, sia pure dichiaratamente kabbalistica, si prospetti come un'operazione a due vasi assimilabile al &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;maithuna&lt;/i&gt; tantrico. D' altro canto, ove lo si devitalizzi dei suoi principi di senso, che tecnicamente sono la respirazione e l'arresto seminale e teoricamente è l'unità dello spirito, il &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;maithuna &lt;/i&gt;cessa di essere un'operazione alchemica a due vasi per divenire niente altro che un'unione erotica o tutt'al più un atto di magia sessuale. In questa stessa prospettiva, il &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Cantico&lt;/i&gt;, il libro più santo dell' intera &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Torah&lt;/i&gt;, altro non sarebbe che una sorta di ierogamia finalizzata alla dissoluzione della diade uomo-donna nell'androgine originario, archetipo antropomorfico dell'Uno-Dio. Vero è che nella visione della Kabbalah, 'l'unione mistica', facendo discendere la Shekhina sugli sposi, si pone al servizio della procreazione&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn19" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftn19" name="_ftnref19"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#ff0000;"&gt;[19]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;. Si spiega così anche la funzione del flusso seminale che, in luogo di essere arrestato, viene sparso abbondantemente, come nei rirtuali ierogamici dei primitivi, quale elemento propiziatorio di collegamento e di fecondazione tra Cielo e Terra, tra 'alto' e 'basso'.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 56.65pt 0pt 0cm" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Garamond;"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Per quanto 'tranquillizzante' possa apparire questa chiave di lettura del &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Cantico&lt;/i&gt;, non sembra credibile sostenerla ad una più attenta osservazione, non tanto e non solo per l'arcaicità e la semplicità dei simboli che ogni ierogamia è costretta a riproporre, quanto perché l'idea della 'dissoluzione della diade' che la sorregge è puramente illusoria, almeno in un'ottica che si ispiri alla Kabbalah, dovendosi ricordare come lo Zohar&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn20" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftn20" name="_ftnref20"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#ff0000;"&gt;[20]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt; parli sempre di 'Deveqùth' cioè di 'comunione', 'unificazione', mai di 'dissoluzione' e di Uno. La stessa &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;'Ma'aseh Bereschith&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn21" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftn21" name="_ftnref21"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#ff0000;"&gt;[21]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;che consente di raggiungere l'unificazione mediante l'unione dell'uomo e della donna, mantiene sempre l'Uno come trascendenza e come indicibile lontananza. Proprio su ciò si basa la differenza tra Kabbalah ebraica e i 'sistemi' sin qui ricordati. L'ermetismo alchemico, le varie filosofie dell'induismo e del buddismo, lo Yoga tantrico, il taoismo e ogni visione ierogamica dell'universo, pur nella diversità delle condizioni storiche da cui provengono, sono tutte concezioni dell'immanenza, dove ogni idea di rettificazione o di reintegrazione tende alla riscoperta del proprio &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;sé&lt;/i&gt; originario e al desiderio dell'uomo di farsi Yogi, Dio, Uno, Spirito. Nella visione della Kabbalah, al contrario, sempre sussiste quella 'indicibile lontananza' che blocca sul nascere ogni aspirazione prometeica dell'uomo a farsi Dio o ad annullarsi in Lui. D'altra parte, nell'iniziazione kabbalistica, mutano anche il ruolo dell'uomo e della donna. In una lettura di senso alchemico la donna è 'l'elemento fluidificante', 'l'acqua corrosiva e terribile'. Prostituta o dea, la sua demonizzazione come la sua divinizzazione non hanno altro scopo che il tirocinio ascetico del neofita. In ogni altro caso la donna è, per così dire, vampirizzata a fini magici o terapeutici oppure è terra irrorata. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 56.65pt 0pt 0cm" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Garamond;"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;C'è nel &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Cantico&lt;/i&gt;, pur nella diversità, una sostanziale parità e dignità degli amanti: &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;"Io ho desiderato d'essere all'ombra tua e mi vi sono posta a sedere"&lt;/i&gt;(I-3). E' questo il versetto citato da Giordano Bruno nel &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;De umbris idearum&lt;/i&gt; a proposito dell'ombra e della luce. La donna è la polarità lunare, la luce riflessa, l'ombra della luce, necessaria quanto la luce stessa per la reintegrazione. Ciò che tuttavia potrà essere reintegrato non è l'Uno in quanto tale, ma l'Uno come 'unificato'. Si legge in &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Zohar&lt;/i&gt;: "Qui la donna si unisce al suo sposo. Quando si siano stretti l'un l'altro in un abbraccio, allora bisogna che le loro membra siano aderenti e i loro tabernacoli congiunti, come se fossero Uno e che la loro comunione si diffonda in ogni parte di loro secondo il desiderio del cuore, per potersi elevare nella direzione di &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Ain Soph&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn22" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftn22" name="_ftnref22"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#ff0000;"&gt;[22]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#ff0000;"&gt;, affinché tutto si unisca laggiù per fare di quelli dell'alto e di quelli del basso un desiderio solo"&lt;/span&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn23" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftn23" name="_ftnref23"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#ff0000;"&gt;[23]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;. E' opportuno osservare che qui 'alto' e 'basso' non assumono lo stesso significato che hanno nella massima ermetica della &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Tavola di Smeraldo&lt;/i&gt;. Qui si vuol dire che quando &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Tiphereth&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn24" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftn24" name="_ftnref24"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#ff0000;"&gt;[24]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;-lo sposo e &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Malchuth&lt;/i&gt;-la sposa si uniscono, si uniscono lassù anche &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Chochmah&lt;/i&gt;-il padre e &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Binah&lt;/i&gt;-la madre, tutti accomunati nel medesimo desiderio verso &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Kether&lt;/i&gt;. Resta del tutto fuori portata &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Ain-Soph&lt;/i&gt;, mentre la stessa aspirazione di raggiungere &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Kether&lt;/i&gt;, più che una possibilità effettiva, manifesta la volontà simbolica dell'unificazione. La differenza non è poca e spiega quel riferimento alla ‘indicibile lontananza’ che è caratteristica dell’iniziazione kabbalistica.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 56.65pt 0pt 0cm" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Garamond;"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Conviene a questo punto tentare un’introduzione di senso kabbalistico alla lettura del &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Cantico&lt;/i&gt;:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 56.65pt 0pt 0cm" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;&lt;span style="font-family:Garamond;"&gt;"I tuoi amori sono migliori del vino"&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-family:Garamond;"&gt;(I-2): una sposa invoca lo sposo il cui amore è giudicato essere migliore del vino. Il vino, nel linguaggio della Kabbalah, è il diffondersi della sephira &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Binah&lt;/i&gt; sino a &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Malchuth&lt;/i&gt;, passando attraverso &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Gheburah&lt;/i&gt;: la sephira &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Binah&lt;/i&gt; insieme a &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Chochmah&lt;/i&gt; e a &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Kether&lt;/i&gt; costituisce la triade suprema, questo amore migliore del vino è dunque una effusione che fluendo innanzi tutto da &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Kether&lt;/i&gt; giunge a &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Tiphereth&lt;/i&gt; lo sposo perché egli ne faccia dono a &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Malchuth&lt;/i&gt; la sposa. &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Tiphereth&lt;/i&gt; è nell'&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Albero della vita&lt;/i&gt; l'aspetto mascolino della divinità e porta il nome di sposo, di sole e di cielo. La sua immagine umana è quella di un re. &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Tiphereth&lt;/i&gt; è sephira centrale, pietra angolare e di equilibrio di tutto l'&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Albero&lt;/i&gt;, la sua funzione è quella del collegamento tra 'Alto' e 'Basso', tra 'polo nord' e 'polo sud' della psiche (la sephira nascosta &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Daath&lt;/i&gt; e &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Yesod&lt;/i&gt;), tra opposti (&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Chochmah&lt;/i&gt; e &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Binah&lt;/i&gt;, &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Hesed&lt;/i&gt; e &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Gheburah&lt;/i&gt;) e, infine, tra simili (&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Hesed&lt;/i&gt; e &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Hod&lt;/i&gt;, &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Gheburah&lt;/i&gt; e &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Netzach&lt;/i&gt;). Gli influssi che da ogni sephira fluiscono in &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Tiphereth&lt;/i&gt;, si riversano in &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Malchuth&lt;/i&gt; per mezzo di &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Yesod&lt;/i&gt;.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 56.65pt 0pt 0cm" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;&lt;span style="font-family:Garamond;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Malchuth&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-family:Garamond;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt; è l'aspetto femminile della divinità, è la sposa che si congiunge allo sposo attraverso &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Yesod&lt;/i&gt;. Nell' universo è la Luna, nella parte alta dove si unisce a &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Yesod&lt;/i&gt; e, nella sua parte inferiore, è la terra, il regno, il campo, la vigna.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 56.65pt 0pt 0cm" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Garamond;"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Yesod&lt;/i&gt; o fondamento è il membro maschile del corpo sephirotico e raccoglie, appoggiandosi a &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Tiphereth&lt;/i&gt;, gli influssi che provengono da tutti gli altri sephiroth per introdurli in &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Malchuth&lt;/i&gt;. Ha l'aspetto di un uomo nudo, forte e bello. Per la parte superiore, dove si unisce a &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Tiphereth&lt;/i&gt;, è il firmamento del cielo, per la parte inferiore, dove si unisce a &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Malchuth&lt;/i&gt;, è la Luna&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn25" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftn25" name="_ftnref25"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#ff0000;"&gt;[25]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#ff0000;"&gt;.Così, la Luna, in Malchuth, rappresenta l'aspetto femminile della divinità, mentre in Yesod diventa il membro maschile del corpo sephirotico: ciò si spiega non solo per la doppia polarità di Yesod, maschile in collegamento con Tiphereth, femminile in collegamento con Malchuth, ma soprattutto in riferimento ai noti versetti del &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Genesi&lt;/i&gt; dove è detto che Dio creò l'uomo a sua immagine e somiglianza e subito dopo che lo creò maschio e femmina (I-27). Senza contare, poi, l'antico costume dei popoli nomadi di adorare la Luna come divinità maschile&lt;/span&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn26" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftn26" name="_ftnref26"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#ff0000;"&gt;[26]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 56.65pt 0pt 0cm" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Garamond;"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Continuando nella lettura del &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Cantico&lt;/i&gt; si giunge ai versetti I-5 e I-6: &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;"Sono bruna ma bella..."&lt;/i&gt; e &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;"Non fateci caso se sono un pò mora: è il Sole che mi ha abbronzata..."&lt;/i&gt;, versetti citati assai spesso a sostegno dell' interpretazione di senso alchemico. In realtà, dal punto di vista della Kabbalah, i due versetti insieme anche al già richiamato versetto II-3: &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;"All'ombra di lui che desideravo mi sono seduta..."&lt;/i&gt; rappresentano la luna che si veste d'ombra, che si nasconde. E' questo il momento del novilunio, quando scompare la luce e con lei si ritirano Grazia e Clemenza divine (la sephira &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Hesed&lt;/i&gt;) per lasciare il posto al Rigore (la sephira &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Gheburah&lt;/i&gt;). Il momentaneo ritrarsi della luce divina è il segno che l'uomo è lasciato a se stesso e in balìa dei propri peccati: "La luna s'è nascosta, ciò significa che domina il serpente malvagio che può nuocere al mondo, ma quando si desta la Clemenza, la luna riappare liberandosi della sua veste d'ombra"&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn27" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftn27" name="_ftnref27"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#ff0000;"&gt;[27]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 56.65pt 0pt 0cm" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Garamond;"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Quanto al versetto I-6 (...&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;il Sole mi ha abbronzata&lt;/i&gt;), può anche intendersi tanto &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Malchuth&lt;/i&gt; come terra dove nella densità si oscura la luce del Sole, che &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Malchuth&lt;/i&gt; come luna le cui fasi oscure, così come la luce, dipendono dal Sole. cfr. &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Le Zohar&lt;/i&gt;, a cura di C. Mopsik, vol. I-t. II, Verdier, Paris 1984, pp. 128, 171-2, 246, 274, 328, 394-6, 429, 491 note comprese.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 56.65pt 0pt 0cm" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Garamond;"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;"I figli di mia madre..."&lt;/i&gt; dello stesso versetto I-6 sono le sephiroth del piano inferiore, tutte nate da &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Binah&lt;/i&gt; che è anche madre di &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Malchuth. &lt;/i&gt;E ancora il : &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;"Guardare la vigna..." &lt;/i&gt;sembra un compito di &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Malchuth&lt;/i&gt;-Luna nei confronti di &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Malchuth&lt;/i&gt;-Terra. Il versetto I-8: &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;"A una cavalla dei cocchi di Faraone io ti paragono..." &lt;/i&gt;sembra alludere alla raffigurazione mitica della Luna piena&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn28" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftn28" name="_ftnref28"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#ff0000;"&gt;[28]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#ff0000;"&gt;. Il versetto I-11: &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;"Noi ti faremo dei fregi d'oro con cubetti d'argento..." &lt;/i&gt;è un altro riferimento alla bellezza lunare della fanciulla&lt;/span&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn29" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftn29" name="_ftnref29"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#ff0000;"&gt;[29]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#ff0000;"&gt;. Nel versetto I-15: &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;"Gli occhi tuoi sono di colomba..."&lt;/i&gt; è contenuto un ulteriore riferimento alla Luna. La Dione greca e la Diana dei Latini sono altrettanti nomi della Luna o dea della colomba. L' identificazione di luna e colomba è in realtà molto più antica e si deve far risalire al mito pelasgico e cananeo della creazione&lt;/span&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn30" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftn30" name="_ftnref30"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#ff0000;"&gt;[30]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;. In tale mito, la luna ha una doppia funzione: è matrice cosmica che emerge dal Caos ed è al tempo stesso il luminare che oggi conosciamo. Come matrice cosmica il suo nome era presso i Sumeri &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Iahu&lt;/i&gt; o 'divina colomba'. Uscita dal Caos, la dea è fecondata dal vento del nord o Borea, poi identificato, nei miti ebraico-egizi e nel mito orfico con il serpente Ofione. Volando sul mare, la dea prese la forma di una colomba e depose l'Uovo Universale, ordinando poi ad Ofione di arrotolarsi sette volte intorno all'uovo: questo infine si schiuse e ne uscirono i sette pianeti.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 56.65pt 0pt 0cm" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Garamond;"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Nel secondo capitolo c'è un duplice riferimento al melo, come albero (II-3) e come pomo (II-5). Il melo è pianta di &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Tiphereth&lt;/i&gt;, lo sposo solare e l'intera immagine evocata richiama il Giardino delle Esperidi della tradizione occidentale e l'undicesima fatica di Ercole, l'iniziato solare. Particolarmente importante, in chiave sephirotica, è poi il versetto II-6. Dice la sposa: &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;"La sua sinistra è sotto il mio capo, la sua destra sta per abbracciarmi..."&lt;/i&gt;. Qui il riferimento è in &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Zohar&lt;/i&gt;: la sinistra di &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Tiphereth&lt;/i&gt; è &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Gheburah&lt;/i&gt;, la sua destra è &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Hesed&lt;/i&gt;, quando &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Tiphereth&lt;/i&gt; e &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Malchuth&lt;/i&gt; si uniscono è la Grazia (&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Hesed&lt;/i&gt; che è a destra dell' &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Albero della vita&lt;/i&gt;) a sostenere &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Malchuth&lt;/i&gt;, mentre il Rigore (&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Gheburah&lt;/i&gt; o &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Din&lt;/i&gt; che è a sinistra) si ritrae&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn31" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftn31" name="_ftnref31"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#ff0000;"&gt;[31]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 56.65pt 0pt 0cm" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Garamond;"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;I versetti che seguono, da II-7 a II-17 manifestano ancora il rapporto tra i due luminari: Sole-&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Tiphereth&lt;/i&gt; e Luna-&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Malchuth&lt;/i&gt;: ora è il Sole che non vuole che la Luna si svegli, ora è la Luna che vede il Sole &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;"saltellare tra i monti"&lt;/i&gt;,&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt; &lt;/i&gt;venir giù, cioè dalle alture dove dimora &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Kether&lt;/i&gt; e ancora: è la Luna che vede il Sole &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;"far capolino dalla finestra, spiare tra le grate"&lt;/i&gt;, poi è il Sole che la insegue tra le fessure delle rocce&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn32" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftn32" name="_ftnref32"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#ff0000;"&gt;[32]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;. Infine è la Luna che invoca lo sposo prima che giunga la notte: &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;"Prima che muoia il giorno e si allunghino le ombre, ritorna"&lt;/i&gt; (II-17)&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 56.65pt 0pt 0cm" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Garamond;"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Nel successivo capitolo del &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Cantico&lt;/i&gt;, la fanciulla va in cerca del suo amante: è notte profonda e durante la notte &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Tiphereth&lt;/i&gt; e &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Malchut&lt;/i&gt; non sono più insieme. &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;"Le guardie di ronda"&lt;/i&gt; del versetto III-3 sono forse i sette palazzi&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn33" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftn33" name="_ftnref33"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#ff0000;"&gt;[33]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#ff0000;"&gt;. che circondano Malchuth; il ritrovamento e l'abbraccio degli amanti avviene infine nel momento aurorale (III-4), allorché nuovamente &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Malchuth&lt;/i&gt; introduce lo sposo nella casa della madre &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Binah&lt;/i&gt; &lt;/span&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn34" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftn34" name="_ftnref34"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#ff0000;"&gt;[34]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 56.65pt 0pt 0cm" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Garamond;"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Il versetto III-6: &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;"Chi è costei che sale dal deserto, simile a colonne di fumo, profumata di mirra e d'incenso..."&lt;/i&gt; è in chiara simbologia con la simbologia lunare dei profumi e con l'olocausto dei noviluni. Infine, gli ultimi tre versetti del capitolo si ricollegano tutti all' &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Albero della vita&lt;/i&gt;: il legno con cui è fatto il baldacchino del re viene dal Libano, cioè da &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Kether&lt;/i&gt;. Salomone, il re, cioè &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Tiphereth&lt;/i&gt;, è seduto nel centro dell'&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Albero&lt;/i&gt;: le &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;colonne d'argento&lt;/i&gt; di cui parla il &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Cantico&lt;/i&gt; sono i &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;sephiroth&lt;/i&gt; alla sua destra, la &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;spalliera d'oro&lt;/i&gt; è la colonna centrale che risale a &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Kether&lt;/i&gt;, il &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;sedile di porpora&lt;/i&gt; è &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Yesod&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn35" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftn35" name="_ftnref35"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#ff0000;"&gt;[35]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;. Nel IV capitolo, lo sposo esalta la bellezza della sposa sino al momento dell'unione. Tutta la simbologia femminile e lunare è qui riproposta persino nel particolare del melograno, simbolo a un tempo di &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Yesod&lt;/i&gt; e di &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Malchuth&lt;/i&gt;, della luna e della terra, della morte e della risurrezione.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 56.65pt 0pt 0cm" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Garamond;"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Su questa scia si potrebbe continuare a lungo se questo fosse un vero e proprio studio sul &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Cantico dei Cantici&lt;/i&gt;, ma l'intento è piuttosto quello di mostrare la fondatezza di un interpretazione del &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Cantico&lt;/i&gt; dal punto di vista della Kabbalah, tenendo altresì conto che un'interpretazione alchemica male si concilia con la tradizione religiosa degli Ebrei e che proprio nell'ultimo capitolo del &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Cantico &lt;/i&gt;traspare il nome stesso del Tetragramma&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn36" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftn36" name="_ftnref36"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#ff0000;"&gt;[36]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#ff0000;"&gt;.E' vero, d'altra parte, che nel quinto versetto del penultimo capitolo: &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;"Il tuo capo è come il Carmelo e le chiome del tuo capo sono come la porpora del re legata nei canali"&lt;/i&gt; le due interpretazioni, almeno nel commento dello &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Zohar&lt;/i&gt;, si conciliano e che, se collochiamo tutti i 'sistemi' iniziatici sin qui ricordati sull' &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Albero della vita&lt;/i&gt;, ci accorgiamo che conducono tutti a &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Tiphereth&lt;/i&gt;, cioè alla realizzazione della &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Grande Opera&lt;/i&gt;. In ciascuno, tuttavia appare diverso il cammino per raggiungere la &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;sephira&lt;/i&gt; centrale dell' &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Albero&lt;/i&gt;. Se ascendiamo infatti per i due sentieri&lt;/span&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn37" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftn37" name="_ftnref37"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#ff0000;"&gt;[37]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt; centrali: il trentaduesimo o sentiero di Saturno, che unisce &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Yesod &lt;/i&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;&lt;/span&gt;a &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Malchuth&lt;/i&gt;, e il venticinquesimo che va da &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Yesod&lt;/i&gt; a &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Tiphereth&lt;/i&gt;, noi operiamo secondo i principi dell'alchimia ermetica. Se utilizziamo per l'ascesa le varie tecniche di magia sessuale o di magia cerimoniale, dobbiamo procedere 'a serpentina', sino a raggiungere &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Tiphereth&lt;/i&gt; dal lato &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;sinistro&lt;/i&gt; dell'&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Albero&lt;/i&gt;. Passiamo in tal caso per i sentieri ventinovesimo, ventisettesimo e ventiseiesimo a meno che, all'ultimo momento non prendiamo la scorciatoia offerta dal ventiquattresimo sentiero che da &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Netzach&lt;/i&gt; sale direttamente a &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Tiphereth&lt;/i&gt;. E' questa però una strada assai difficile o addirittura impraticabile perchè il ventinovesimo sentiero ci appesantisce e ci riempie di scorie.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 56.65pt 0pt 0cm" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Garamond;"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Per tentare di raggiungere &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Tiphereth&lt;/i&gt; dal lato sinistro dell'&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Albero&lt;/i&gt; ci sono altre due strade: quella che passa per i sentieri trentunesimo e ventiseiesimo e quella che passa per i sentieri trentaduesimo, trentesimo e ventiseiesimo. Anche se il secondo è un sentiero più bilanciato dell'altro, sono entrambi sentieri della mano sinistra e della magia.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 56.65pt 0pt 0cm" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Garamond;"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Per salire a &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Tiphereth&lt;/i&gt;, a questo punto, non resta che una strada: quella che passa per i sentieri trentaduesimo, ventottesimo e ventiquattresimo. Per la verità, un'autentica ascesa a &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Tiphereth&lt;/i&gt;, come si è visto dalla lettura del &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Cantico&lt;/i&gt;, presuppone l'unificazione di tutte le &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;sephiroth&lt;/i&gt;. In altri termini, per ascendere lungo l'&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Albero&lt;/i&gt; occorre non solo saper salire a &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Tiphereth&lt;/i&gt;, ma una volta qui dobbiamo ricevere l'&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;illuminazione&lt;/i&gt; che ci consenta di seguitare a viaggiare per tutti i sentieri che corrono tra la terza e la decima sephira. Solo allora saremo stabilmente in Tiphereth e avremo infine realizzato l'&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Opera&lt;/i&gt;.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 56.65pt 0pt 0cm" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Garamond;"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Non è tuttavia indifferente il modo di salire per la prima volta a &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Tiphereth&lt;/i&gt;. In definitiva, non ci sono che tre sentieri che conducono alla sephira centrale: il venticinquesimo, proprio dell' alchimia, il ventiseiesimo, comune alle varie forme di magia rossa e nera e, infine, il ventiquattresimo attraverso il quale può tentare di salire l'iniziato della Kabbalah il quale abbia compreso il significato di santità che la tradizione religiosa degli Ebrei riconosce al &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Cantico dei Cantici&lt;/i&gt;.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="mso-element: footnote-list"&gt;&lt;br clear="all"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;hr align="left" size="1" width="33%"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="mso-element: footnote" id="ftn1"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN: 0cm 2cm 0pt 0cm" class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn1" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftnref1" name="_ftn1"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;color:#ff0000;"&gt;[1]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;color:#ff0000;"&gt;Sulle principali interpretazioni del &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Cantico&lt;/i&gt;, cfr. G.Dreifuss,&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt; Maschio e femmina li creò - l'amore e i suoi simboli nelle scritture ebraiche&lt;/i&gt;, Giuntina, Firenze 1996, pp.81-111.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="mso-element: footnote" id="ftn2"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 2cm 0pt 0cm" class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn2" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftnref2" name="_ftn2"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;color:#ff0000;"&gt;[2]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;color:#ff0000;"&gt;Sul significato del &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;maithuna&lt;/i&gt; nel tantrismo cfr. M.Eliade, &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Tecniche dello Yoga&lt;/i&gt;, Boringhieri, Torino 1984&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;, &lt;/i&gt;pp. 191 e ss.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="mso-element: footnote" id="ftn3"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 2cm 0pt 0cm" class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn3" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftnref3" name="_ftn3"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;color:#ff0000;"&gt;[3]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;color:#ff0000;"&gt;A.Pancaldi, &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Alchimia pratica&lt;/i&gt;, Roma 1983, p.67.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="mso-element: footnote" id="ftn4"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN: 0cm 2cm 0pt 0cm" class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn4" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftnref4" name="_ftn4"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;color:#ff0000;"&gt;[4]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;color:#ff0000;"&gt;Ibidem&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="mso-element: footnote" id="ftn5"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 2cm 0pt 0cm" class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn5" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftnref5" name="_ftn5"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;color:#ff0000;"&gt;[5]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;color:#ff0000;"&gt;Gli Ebrei distinguevano nei libri sacri quattro sensi distinti. Il primo era il &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;P&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;ashut &lt;/i&gt;o senso letterale, il secondo il &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;R&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;emmez &lt;/i&gt;o senso allegorico, il terzo il &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;D&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;erash&lt;/i&gt; o senso simbolico, infine il quarto era il &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;S&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;od&lt;/i&gt; con cui esprimevano il senso segreto. Le quattro consonanti iniziali costituiscono per &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Notariqon&lt;/i&gt; una nuova parola: &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;PRDS&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;, divenuta poi con l' introduzione delle vocali, &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Pardès&lt;/i&gt; e tradotta generalmente con &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Paradiso&lt;/i&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="mso-element: footnote" id="ftn6"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 2cm 0pt 0cm" class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn6" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftnref6" name="_ftn6"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;color:#ff0000;"&gt;[6]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;span style="mso-ansi-language: FR" lang="FR"&gt;RABBI ISSA'CHAR BAER, &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Commentaire sur le Cantique des Cantiques&lt;/i&gt;, Archè, Milano 1979, riprod. ediz. &lt;/span&gt;&lt;span style="mso-ansi-language: EN-GB" lang="EN-GB"&gt;Paris 1897, trad. dall' ebraico di March Have, pp.20-21.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="mso-element: footnote" id="ftn7"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 2cm 0pt 0cm" class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn7" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftnref7" name="_ftn7"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;color:#ff0000;"&gt;[7]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;color:#ff0000;"&gt;‘Non c’è che una sola cosa, un solo vaso, un solo lavoro’ ricorda nei &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Principi per l’opera&lt;/i&gt; Karl von Eckhartshausen (cfr. &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Alchimia Pratica&lt;/i&gt;, cit.,p.175&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt; &lt;/i&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="mso-element: footnote" id="ftn8"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 2cm 0pt 0cm" class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn8" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftnref8" name="_ftn8"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;color:#ff0000;"&gt;[8]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;color:#ff0000;"&gt;In proposito, conviene ascoltare Abraxa (&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Introduzione alla Magia&lt;/i&gt;, Gruppo di Ur, Roma 1971, vol. I, pp. 243 e ss.): 'Il fuoco dell'Eros, abitualmente polarizzato verso il basso, ossia verso il sesso e la natura animale, va isolato nel corpo fluidifico ed alimentato tanto da produrvi lo stato di esaltazione necessario affinché si costituisca quel mercurio androgine e igneo.......L'ora più propizia è verso l'alba. Sedetevi l'uno di fronte all'altra, immobili, tu faccia ad Oriente.......amarsi, desiderarsi, così senza movimento, senza contatto, in modo continuo, aspirandosi reciprocamente e 'vampiristicamente', in una esaltazione che va avanti senza tema di possibili zone di vertigine. Avvertirai un senso di amalgamazione effettiva, un sentire l'altra in tutto il corpo, non per contatto, ma in un amplesso sottile che la sente in ogni punto e se ne compenetra come un'ebbrezza che si impossessa del sangue del tuo sangue. Ciò ti porta, al limite, alla soglia di uno stato di estasi, che è quel punto di equilibrio magico in cui il fluido ignificato e supersaturo può essere fulmineamente attratto e proiettato nell'idea.'&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="mso-element: footnote" id="ftn9"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 2cm 0pt 0cm" class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn9" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftnref9" name="_ftn9"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;color:#ff0000;"&gt;[9]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;color:#ff0000;"&gt;Nel IV Libro del &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Pentateuco&lt;/i&gt; è condannata ogni magia sessuale come atto di iniziazione diabolica. La purificazione avviene solo con l'uccisione reale degli amanti. Si legge in &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Numeri&lt;/i&gt;, XXV, vv.3-8: "Israele si congiunse al Bà'al Pe'or e l'ira del Signore si accese contro Israele. Il Signore disse a Mosè: "Prendi tutti i capi del popolo e ordina che vengano impiccati davanti al Signore, di fronte al sole, affinché l'ira accesa del Signore retroceda da Israele". Mosè disse ai giudici di Israele: "Uccida ognuno i suoi uomini che hanno seguito il Bà'al Pe'or". Ed ecco che viene uno dei figli di Israele e presenta ai suoi fratelli una Midianita, agli occhi di Mosè e agli occhi di tutta l'assemblea dei figli d'Israele, i quali piangevano all'ingresso del padiglione della testimonianza. Lo vide Pinechas, figlio di El'azar, figlio del sacerdote Aron, si alzò di mezzo all'assemblea, e prese in mano una lancia; entrò dietro l'uomo di Israele nella tenda e trafisse tutt'e due, l'uomo di Israele e la donna sul giaciglio di lei, e s'arrestò la mortalità dai figli di Israele."(Assemblea dei Rabbini d'Italia, &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Pentateuco e Haftaroth&lt;/i&gt;, IV Ediz., con trad. it. e note, Roma 5749-1989, pp. 266-7)&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="mso-element: footnote" id="ftn10"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 2cm 0pt 0cm" class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn10" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftnref10" name="_ftn10"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;color:#ff0000;"&gt;[10]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;In un testo di autore tantrico si esalta la &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;dombi&lt;/i&gt; o lavandaia: "O &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;dombi&lt;/i&gt;! Tu hai tutto insozzato!...Certi ti chiamano laida. Ma i saggi ti stringono al loro petto. O &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;dombi&lt;/i&gt;! Non c'è chi sia più dissoluto di te."(cfr. &lt;span style="mso-ansi-language: FR" lang="FR"&gt;N.Shahidullah, &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Les Chants mystiques de Kanha&lt;/i&gt;, Paris 1928, p.120)&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="mso-element: footnote" id="ftn11"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 2cm 0pt 0cm" class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn11" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftnref11" name="_ftn11"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;color:#ff0000;"&gt;[11]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;color:#ff0000;"&gt;"L'amante -scrive De laVallée-Poussin in &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Buddismo, studi e materiali&lt;/i&gt;, Bruxelles 1898, p.135- sintetizza tutta la natura femminile, essa è la madre, la sorella, la sposa, la figlia...". Sull'intera questione vale la pena di ascoltare M.Eliade (&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Tecniche dello Yoga&lt;/i&gt;, cit. pp.191 e ss.): "Il &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;maithuna&lt;/i&gt; transustanzializza gli attori, li trasforma in dei, meglio ancora li porta a coincidere con le modalità ultime dell'essere.......Il rituale abolisce non soltanto lo spazio profano(.......) ma, come tutti i riti veri, abolisce altresì il tempo profano, il tempo che scorre. Ed il &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;maithuna&lt;/i&gt; si realizza nel tempo mitico, 'ab initio', cioè nell'istante trans-temporale in cui ebbe luogo la creazione. Tutti i rituali proiettano coloro che li praticano in quello 'istante' aurorale, perché un rituale è, in ogni caso, la ripetizione di un gesto divino, astorico, realizzato in 'illo tempore', coincidente cioè col gesto archetipale, con la creazione.......Il rituale del &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;maithuna&lt;/i&gt; appare il coronamento di un lungo e difficile tirocinio ascetico. Il neofita deve padroneggiare a perfezione i suoi sensi, e per riuscirvi deve accostarsi un pò alla volta alla 'donna devota'(&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;nayika)&lt;/i&gt;, e mediante una drammaturgia iconografica interiorizzata, deve trasformarla in dea. Onde raggiungere lo scopo, egli deve, per i primi quattro mesi, servirla come un domestico, deve dormire nella camera di lei e poi ai suoi piedi. Per altri quattro mesi, sempre continuando a servirla, dormirà nel letto di lei, dal lato sinistro. Per altri quattro mesi ancora dormirà dal lato destro, dopo di che dormiranno avvinti, ecc... Tutti questi preliminari mirano a 'rendere autonoma' la voluttà....... e a dominare i sensi...".&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="mso-element: footnote" id="ftn12"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 2cm 0pt 0cm" class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn12" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftnref12" name="_ftn12"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;color:#ff0000;"&gt;[12]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;color:#ff0000;"&gt;A.Ishihara-H.S.Levy, &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Ventottesima Sezione del Libro delle prescrizioni mediche&lt;/i&gt;, in &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Il Tao del Sesso&lt;/i&gt;, Astrolabio-Ubaldini, Roma 1971, p.35. &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Yang&lt;/i&gt; e &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Yin&lt;/i&gt; rappresentano rispettivamente, nella tradizione orientale, l'energia maschile attiva e solare e l'energia femminile ricettiva e lunare.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="mso-element: footnote" id="ftn13"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN: 0cm 2cm 0pt 0cm" class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn13" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftnref13" name="_ftn13"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;color:#ff0000;"&gt;[13]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;color:#ff0000;"&gt;M.Eliade, op.cit., pp.183 e ss.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="mso-element: footnote" id="ftn14"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN: 0cm 2cm 0pt 0cm" class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn14" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftnref14" name="_ftn14"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;color:#ff0000;"&gt;[14]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;color:#ff0000;"&gt;M.Eliade, &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Arti del metallo e alchimia&lt;/i&gt;, Boringhieri, Torino 1987, pp.97 e ss.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="mso-element: footnote" id="ftn15"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 2cm 0pt 0cm" class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn15" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftnref15" name="_ftn15"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;color:#ff0000;"&gt;[15]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;color:#ff0000;"&gt;Su Kundalini e sullo Yoga tantrico cfr. A.Avalon,&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Il potere del serpente&lt;/i&gt;, Ed. Mediterranee, Roma 1987, rist.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="mso-element: footnote" id="ftn16"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 2cm 0pt 0cm" class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn16" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftnref16" name="_ftn16"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;color:#ff0000;"&gt;[16]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="mso-ansi-language: FR" lang="FR"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;M.Granet, &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Danses et Légendes de la Chine ancienne&lt;/i&gt;, Paris 1928, p.611&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="mso-element: footnote" id="ftn17"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 2cm 0pt 0cm" class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn17" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftnref17" name="_ftn17"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;color:#ff0000;"&gt;[17]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;color:#ff0000;"&gt;Sull'alchimia cinese cfr. M. Eliade, &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Arti del metallo e alchimia&lt;/i&gt;, Boringhieri, Torino 1987, cap.11, pp.97-112.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="mso-element: footnote" id="ftn18"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 2cm 0pt 0cm" class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn18" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftnref18" name="_ftn18"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;color:#ff0000;"&gt;[18]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;color:#ff0000;"&gt;Cfr. M.Eliade, &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Mefistotele e l'androgine&lt;/i&gt;, Roma 1989, rist. cap.I : 'Esperienze della luce mistica', pp.15-70. Un famoso passo della &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Igueret ha qodesh&lt;/i&gt; (&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Lettera sulla santità)&lt;/i&gt; di autore anonimo rivela la stessa concezione nella tradizione religiosa e filosofica (Kabbalah) degli Ebrei: "...quando lo sposo si accoppia con la sposa e il suo pensiero si unisce con le entità superiori, è attirata in giù la luce dell'alto e questa luce si colloca sulla goccia e dirige la propria attenzione su di lei e a lei pensa.......e questa stessa goccia è legata in modo permanente alla luce risplendente..."&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="mso-element: footnote" id="ftn19"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 2cm 0pt 0cm" class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn19" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftnref19" name="_ftn19"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;color:#ff0000;"&gt;[19]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;color:#ff0000;"&gt;Scrive in proposito Moshe Idel (&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Cabala ed erotismo&lt;/i&gt;, Mimesis, Milano 1993,&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;. &lt;/i&gt;pp.22-23): “Lo sposo deve elevare il proprio pensiero sino alla sua fonte, al fine di compiere una &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;unio mystica&lt;/i&gt;, che sarà seguita dalla discesa di forze spirituali dall'alto sul &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;semen virile&lt;/i&gt;; qui, &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;ascencio mentis&lt;/i&gt;, &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;unio mystica&lt;/i&gt; e &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;reversio &lt;/i&gt;sono delle tappe che precedono la concezione ideale.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 2cm 0pt 0cm" class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;&lt;/span&gt;Vale la pena di paragonare questa concezione mistica dell'atto sessuale con il punto di vista tantrico. In entrambi i casi, l'atto sessuale dev'essere effettuato con molta attenzione; un certo stato di coscienza mistica viene colpito durante l'atto corporeo. Tuttavia, l'utilizzo di pratiche sessuali per vivere delle esperienze sessuali è evidentemente differente. L'unione mistica del pensiero con la propria fonte è nella cabala, strumentale in rapporto allo scopo principale:il concepimento; la conoscenza spirituale è solo una fase preparatoria nel processo della procreazione che dev'essere compiuto con la cooperazione della Shekhina. Nel sistema tantrico, lo stato di coscienza mistica, la &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;bodhicitta&lt;/i&gt;, è un fine in sé, al punto che lo stato di perfezione è ottenuto tramite l'arresto del flusso del &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;semen virile&lt;/i&gt;. Al contrario, l'atto sessuale è considerato dai cabalisti come un atto che dona la vita. Presso i maestri del Tantra, l'eiaculazione è vista come una "morte". Mentre i cabalisti pongono l'unione mistica al servizio della procreazione, il Tantra pone la relazione sessuale infeconda al servizio della coscienza mistica.”&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="mso-element: footnote" id="ftn20"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 2cm 0pt 0cm" class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn20" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftnref20" name="_ftn20"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;color:#ff0000;"&gt;[20]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;color:#ff0000;"&gt;Il &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Sepher ha Zohar&lt;/i&gt; o &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Libro dello Splendore&lt;/i&gt; è opera centrale della letteratura kabbalistica. Si compone di 24 Sezioni oltre ad alcune altre, note ai soli kabbalisti. In realtà non si tratta di un libro ma di un vero e proprio corpo completo di letteratura unito sotto un unico titolo. Sugli argomenti, la data di composizione, l'autore cfr. G.G.Scholem, &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;La Cabala&lt;/i&gt;, Ed.Mediterranee, Roma 1989, rist., pp.215-244. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="mso-element: footnote" id="ftn21"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 2cm 0pt 0cm" class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn21" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftnref21" name="_ftn21"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;color:#ff0000;"&gt;[21]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Opera della Creazione&lt;/i&gt;. Trattasi della cosmologia mistica dell'epoca della creazione il cui insegnamento era riservato solo a pochi eletti.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="mso-element: footnote" id="ftn22"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 2cm 0pt 0cm" class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn22" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftnref22" name="_ftn22"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;color:#ff0000;"&gt;[22]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;color:#ff0000;"&gt;Nella visione della Kabbalah &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Ain-Soph&lt;/i&gt; indica l'impossibilità di cogliere l'origine e il fine ed ha solo la funzione di far desistere il pensiero dalla pretesa prometeica di voler essere dappertutto e tutto risolvere in se stesso. L'&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Ain &lt;/i&gt;ebraico, composto dalle lettere Alef-Yod-Nun non è privativo di qualità ma di luogo, in nessun caso, dunque, &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Ain Soph&lt;/i&gt;-Infinito può essere confuso con l'&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Apeìron&lt;/i&gt; di Anassimandro. Il &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Sepher ha Zohar&lt;/i&gt; così parla di &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Ain Soph&lt;/i&gt;: "Ain-Soph, Infinito: in lui non c'è alcuna apertura, ogni interrogativo è vano, come ogni idea per le possibilità del pensiero"(&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Zohar&lt;/i&gt;, I-21a). Più avanti (&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Zohar&lt;/i&gt;, II-239a) &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Ain-Soph&lt;/i&gt; è così definito:"Chiusura inaccessibile e sconosciuta (...) resiste ad ogni possibile conoscenza e non se ne può fare né una fine né un principio".&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="mso-element: footnote" id="ftn23"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 2cm 0pt 0cm" class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn23" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftnref23" name="_ftn23"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;color:#ff0000;"&gt;[23]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;&lt;span style="mso-ansi-language: EN-GB" lang="EN-GB"&gt;Zohar&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="mso-ansi-language: EN-GB" lang="EN-GB"&gt;, II-216 a-b. &lt;/span&gt;La traduzione del passo, come quella dei passi riportati nella nota precedente, è mia.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="mso-element: footnote" id="ftn24"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 2cm 0pt 0cm" class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn24" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftnref24" name="_ftn24"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;color:#ff0000;"&gt;[24]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Tiphereth&lt;/i&gt; è &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;sephira&lt;/i&gt; centrale dell' &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Albero della vita&lt;/i&gt;: un diagramma costruito su tre colonne e sul quale si collocano dieci &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;sephiroth&lt;/i&gt;, in nessun caso da intendersi come 'emanazioni' dell'Uno, bensì come 'forme' o possibilità della manifestazione. Corrispondono, da &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;sphr&lt;/i&gt;-contare, ai primi dieci numeri da cui tutti gli altri sono formati (Cfr. in proposito il &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Sepher Yetzirah&lt;/i&gt;, il più antico tra i testi della letteratura kabbalistica. Ottima la versione italiana a cura di Gadiel Toaff: &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Il libro della Creazione&lt;/i&gt;, Carucci, Roma 1988). Circa i &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;sephiroth&lt;/i&gt; e la loro collocazione sull'&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Albero&lt;/i&gt;: alla colonna centrale appartengono: 1 &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Kether&lt;/i&gt;-Corona, 6 &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Tiphereth&lt;/i&gt;-Armonia, 9 &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Yesod&lt;/i&gt;-Fondamento, 10 &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Malchuth&lt;/i&gt;-Regno. Alla colonna di destra: 2 &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Chochmah&lt;/i&gt;-Saggezza, 4 &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Hesed&lt;/i&gt;-Grazia, 7 &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Netzach&lt;/i&gt;-Vittoria. Alla colonna di sinistra: 3 &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Binah&lt;/i&gt;-Intelligenza, 5 &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Gheburah&lt;/i&gt;-Rigore, 8 &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Hod&lt;/i&gt;-Splendore.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="mso-element: footnote" id="ftn25"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 2cm 0pt 0cm" class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn25" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftnref25" name="_ftn25"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;color:#ff0000;"&gt;[25]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;color:#ff0000;"&gt;Sul significato del vino e di &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Binah&lt;/i&gt;, sull'identificazione di &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Tiphereth&lt;/i&gt; con il cielo e col sole, di &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Malchuth&lt;/i&gt; come luna e come terra, di &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Yesod&lt;/i&gt; come firmamento e come luna cfr. &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Le Zohar&lt;/i&gt;, a cura di C. Mopsik, vol. I-t. II, Verdier, Paris 1984, pp. 128, 171-2, 246, 274, 328, 394-6, 429, 491 note comprese.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="mso-element: footnote" id="ftn26"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 2cm 0pt 0cm" class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn26" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftnref26" name="_ftn26"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;color:#ff0000;"&gt;[26]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;color:#ff0000;"&gt;La luna assume diversi aspetti nella mitologia di tutti i popoli: è Selene nello splendore del plenilunio, è Atena o Minerva come rischiaratrice e guida della notte, è Artemide o Diana nel suo crescere o calare, è Leto o Latona nel&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt; &lt;/span&gt;novilunio, è Lilith o Ecate nel suo aspetto notturno e nascosto. Lilith era l'antica dea sumera della morte e la tradizione biblica la identifica con la prima moglie di Adamo, poi trasformata in strega notturna e prostituta del demonio. Lilith è anche la &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Luna nera&lt;/i&gt; degli astrologi. La Kabbalah la pone in analogia con Saturno come apportatrice di malinconia e di 'umor nero' e come creatura lussuriosa e diabolica. La luna è ancora &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Shin&lt;/i&gt;, il dio maschile della tradizione assiro-babilonese. E' maschio perché assume il ruolo di grande fecondatore della terra.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="mso-element: footnote" id="ftn27"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN: 0cm 2cm 0pt 0cm" class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn27" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftnref27" name="_ftn27"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;color:#ff0000;"&gt;[27]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Le Zohar&lt;/i&gt;, ed.cit. vol.I-t.II, p.128. La traduzione è mia.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="mso-element: footnote" id="ftn28"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 2cm 0pt 0cm" class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn28" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftnref28" name="_ftn28"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;color:#ff0000;"&gt;[28]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;color:#ff0000;"&gt;Selene o luna piena è spesso rappresentata come una bella donna a cavallo. Così ce la mostra Fidia alla base del suo Zeus di Olimpia, tale si trovava sull'altare di Pergamo e in molte pitture vascolari. Selene, in veste di fanciulla nel pieno fulgore della sua bellezza, appare su un carro tirato da cavalli sopra il frontone orientale del Partenone mentre al lato opposto è posta l'effigie di Elios-Sole. I cavalli, come i giovenchi e gli altri animali forniti di zoccoli, erano sacri alla Luna perché lasciavano sul terreno un'impronta a forma di &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;primo quarto&lt;/i&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="mso-element: footnote" id="ftn29"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 2cm 0pt 0cm" class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn29" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftnref29" name="_ftn29"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;color:#ff0000;"&gt;[29]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;color:#ff0000;"&gt;Il versetto richiama un celebre frammento di Saffo, la grande poetessa del VI Secolo av.C. :"Gli astri d'intorno alla leggiadra luna / nascondono l'immagine lucente, / quando al suo colmo più risplende, bianca / sopra la terra"(trad. di S.Quasimodo). L'immagine della luna che brilla in cielo "inter minores ignes" è anche ripresa dal poeta latino Orazio (Carm. I, 12, 48).&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="mso-element: footnote" id="ftn30"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN: 0cm 2cm 0pt 0cm" class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn30" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftnref30" name="_ftn30"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;color:#ff0000;"&gt;[30]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;color:#ff0000;"&gt;R. Graves, &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;I miti greci&lt;/i&gt;, Longanesi, Milano 1983, pp.21-22.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="mso-element: footnote" id="ftn31"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN: 0cm 2cm 0pt 0cm" class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn31" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftnref31" name="_ftn31"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;color:#ff0000;"&gt;[31]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;&lt;span style="mso-ansi-language: FR" lang="FR"&gt;Le Zohar&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="mso-ansi-language: FR" lang="FR"&gt;, ed.cit. p.401, 163 b.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="mso-element: footnote" id="ftn32"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 2cm 0pt 0cm" class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn32" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftnref32" name="_ftn32"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;color:#ff0000;"&gt;[32]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;In questo versetto (II-14): &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;"O colomba mia che stai nelle fessure delle rocce..."&lt;/i&gt; c'è un richiamo alla luna che si nasconde: Lete o Latona che significano 'la nascosta'. Noto è il mito greco: fecondata da Zeus e inseguita, per vendetta di Era dal serpente Pitone, Latona vaga per il mondo, sempre nascondendosi, finché trova riparo a Delo dove partorisce la dea Artemide e, tra un ulivo e una palma di datteri, dopo nove giorni di travaglio, anche il dio Apollo. In Egitto e in Palestina, Latona era onorata come Lat, dea della fertilità, dell'ulivo e della palma da datteri. Nei versetti VII-7 e VII-8 del &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Cantico&lt;/i&gt; il corpo della fanciulla è detto simile ad una palma.&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="mso-element: footnote" id="ftn33"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 2cm 0pt 0cm" class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn33" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftnref33" name="_ftn33"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;color:#ff0000;"&gt;[33]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;color:#ff0000;"&gt;I &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Palazzi&lt;/i&gt; o &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Hekhaloth&lt;/i&gt; sono, nell'antica tradizione mistica degli Ebrei, le dimore custodite dagli angeli e degne di coloro che meritano di scendere nella &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Merkabah&lt;/i&gt; (Carro) per contemplare i misteri. Corrispondono, nel corpo dell'uomo, ai sette centri di consapevolezza o &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;chakras&lt;/i&gt; della tradizione induista. Sui &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Palazzi&lt;/i&gt;, cfr. A.Ravenna, &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Cabbala ebraica. I sette Santuari&lt;/i&gt;, Tea, Milano 1990. Sui &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;chakras&lt;/i&gt;, di ottima fattura: Anodea Judith, &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Chakras - Ruote di vita&lt;/i&gt;, trad. it., Armenia, Milano 1994.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="mso-element: footnote" id="ftn34"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN: 0cm 2cm 0pt 0cm" class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn34" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftnref34" name="_ftn34"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;color:#ff0000;"&gt;[34]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Zohar&lt;/i&gt;, cit., 178 a, pp.478-479.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="mso-element: footnote" id="ftn35"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN: 0cm 2cm 0pt 0cm" class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn35" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftnref35" name="_ftn35"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;color:#ff0000;"&gt;[35]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Ibidem&lt;/i&gt;, 162 b, p.397 nota compresa. Sull'olocausto dei noviluni cfr. anche: &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Paralipomeni&lt;/i&gt;, II-4.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="mso-element: footnote" id="ftn36"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN: 0cm 2cm 0pt 0cm" class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn36" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftnref36" name="_ftn36"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;color:#ff0000;"&gt;[36]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Ibidem, &lt;/i&gt;141 a, p.278 e 147 a, p.317. Il Tetragramma è il nome sacro di Dio composto di quattro lettere: lo Yod, la Wau e la He che è ripetuta due volte. Lo stretto rapporto esistente tra &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;sephiroth&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN: 0cm 2cm 0pt 0cm" class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;color:#ff0000;"&gt;e lettere dell'alfabeto ebraico è alla base del &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Sepher Yetzirah&lt;/i&gt; (cit.&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;supra&lt;/i&gt;).&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="mso-element: footnote" id="ftn37"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 2cm 0pt 0cm" class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a style="mso-footnote-id: ftn37" title="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5368042956865960557#_ftnref37" name="_ftn37"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;color:#ff0000;"&gt;[37]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;color:#ff0000;"&gt;I&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt; Sentieri&lt;/i&gt; o &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Canali&lt;/i&gt; dell' &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Albero della vita&lt;/i&gt; collegano le &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;sephirot&lt;/i&gt; tra di loro. Ciascun sentiero è caratterizzato simbolicamente da una lettera dell'alfabeto ebraico. Sono in tutto 32, perchè alle 22 lettere dell'alfabeto si aggiungono le dieci &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;sephiroth&lt;/i&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 2cm 0pt 0cm" class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;color:#ff0000;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 2cm 0pt 0cm" class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;color:#333333;"&gt;SERGIO MAGALDI&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5368042956865960557-8228943908067159157?l=zibaldone-sergio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://zibaldone-sergio.blogspot.com/feeds/8228943908067159157/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://zibaldone-sergio.blogspot.com/2011/07/il-cantico-dei-cantici-tra-alchimia-e.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5368042956865960557/posts/default/8228943908067159157'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5368042956865960557/posts/default/8228943908067159157'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://zibaldone-sergio.blogspot.com/2011/07/il-cantico-dei-cantici-tra-alchimia-e.html' title='IL &quot;CANTICO DEI CANTICI&quot; TRA ALCHIMIA E QABBALAH'/><author><name>Sergio Magaldi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06683710900430631479</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://2.bp.blogspot.com/_iCSqXNyj3sI/SUjCa3Z8w3I/AAAAAAAAAAc/B96dzN9jiZQ/S220/foto+mia+1.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5368042956865960557.post-4078455307617472610</id><published>2011-07-01T12:19:00.003+02:00</published><updated>2011-07-01T12:30:17.234+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Filosofia'/><title type='text'>PENSIERO SAPIENZIALE E PENSIERO RELIGIOSO</title><content type='html'>&lt;p style="MARGIN: 0cm 7pt 0pt 0cm" class="MsoBodyText"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;color:#3366ff;"&gt;Le due tradizioni, la sapienziale e la religiosa sono, quanto contenuti, tutt’altro che irriducibili e rigidamente distinte, permane invece tra di loro una sostanziale differenza che si riflette sulla struttura stessa del pensiero, determinandone atteggiamento e modalità sicuramente divergenti. E se ad entrambe queste forme di pensiero è comune la ricerca di una chiave di comprensione della realtà, una necessità logica di ordinare e unificare ciò che è sparso e diviso, il pensiero religioso sembra incline a sviluppare e ad approfondire il proprio patrimonio sapienziale unicamente in funzione di una fede e di una verità rivelata. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: Arial; FONT-SIZE: 12ptfont-family:'Times New Roman';" &gt;&lt;span style="color:#3366ff;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;&lt;/span&gt;Il pensiero religioso procede per identificazioni e riconoscimenti, adeguando costantemente il proprio sapere ad una Rivelazione originaria, ad una&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt; &lt;/span&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Aletheia&lt;/i&gt;, una e &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;altra&lt;/i&gt; dal pensiero che la pone in essere. Il pensiero sapienziale, al contrario, non si preoccupa del confronto con &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;la&lt;/i&gt; &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Cosa&lt;/i&gt;, non conosce, per così dire, l’angoscia dell’&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;adaequatio rei et intellectus&lt;/i&gt;, giacché il vero di cui va in cerca è suscettibile ogni volta di essere variamente interpretato in funzione della consapevolezza acquisita.&lt;?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" /&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="color:#3366ff;"&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: Arial; FONT-SIZE: 12ptfont-family:'Times New Roman';" &gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;&lt;/span&gt;Nei &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;Discorsi sulla religione&lt;/i&gt; della fine del ‘700, il filosofo romantico Friedrich Daniel Ernst Schleiermacher, rivolgendosi agli spiriti colti e illuminati del suo tempo, taccia di peccato di &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;&lt;span style="FONT-SIZE: 14pt;font-family:Greek;" &gt;ubrij &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: Arial; FONT-SIZE: 12ptfont-family:'Times New Roman';" &gt;di tracotanza e di presuntuosa inimicizia verso gli dei, chiunque pretenda di detenere un sapere e praticare un’etica senza osservare una religione. E’ la colpa antica di Prometeo che riconosciuto di vitale importanza per l’uomo il fuoco degli dei, lo ruba anziché domandarlo con la necessaria umiltà. Ma nel pensiero di Schleiermacher c’è una fondamentale esigenza: arte e intuizione senza che le accompagni il sentimento dell’Infinito sono inadeguate ad esprimere tutta la complessa potenzialità del sapere umano. E’ questo il senso dell’appello che, proprio ad apertura di libro, egli rivolge agli uomini colti dell’epoca sua:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: Arial; FONT-SIZE: 12ptfont-family:'Times New Roman';" &gt;&lt;span style="color:#3366ff;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="BodyText2"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;&lt;span style="color:#3366ff;"&gt;&lt;span style="FONT-STYLE: normal"&gt;“… Oggi particolarmente la vita degli uomini colti è lontana da tutto ciò che potrebbe essere sia pure semplicemente simile alla religione. Io so che voi tanto meno adorate in sacro segreto la divinità quanto più frequentate gli abbandonati templi; so che nelle vostre eleganti dimore non ci sono altri dei domestici se non i detti dei savi e i canti dei poeti; so che l’umanità e la patria, l’arte e la scienza, poiché credete di poter abbracciare interamente tutte queste cose, hanno preso sì pieno possesso del vostro animo che non vi resta nulla per l’Essere santo ed eterno, il quale, per voi, è di là dal mondo, e che non avete nessun sentimento per lui e in comune con lui. Siete riusciti a far sì ricca e sì varia la vita terrena che non sentite più alcun bisogno dell’eternità; e dopoché avete creato a voi stessi un universo, vi sentite dispensati dal pensare a colui che vi ha creato. Voi siete d’accordo, lo so, che nulla di nuovo e nulla di convincente si può più dire di questo argomento che è stato trattato abbastanza da tutti i lati, da filosofi e da profeti e, potessi soltanto non aggiungere, anche da dileggiatori e da preti. Soprattutto dai preti voi non siete minimamente disposti – ciò non può sfuggire a nessuno – ad ascoltare qualcosa su questo argomento, perché essi si sono resi, già da gran tempo indegni della vostra fiducia, in quanto dimorano&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt; &lt;/span&gt;più volentieri solo nelle rovine del Santuario, devastate dal tempo e dalle intemperie, e non possono vivere neanche lì senza deturparle e senza corromperle maggiormente. So tutto questo, e, tuttavia, sono spinto a parlarvi da una necessità interna ed irresistibile che mi domina divinamente…” (F.D.E. Schleiermacher, &lt;/span&gt;&lt;em&gt;Discorsi sulla religione e monologhi&lt;/em&gt;&lt;span style="FONT-STYLE: normal"&gt;, trad.it., Sansoni, Firenze, 1947, pp.5-6)&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="BodyText2"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;&lt;span style="color:#3366ff;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="BodyText2"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;&lt;span style="color:#3366ff;"&gt;&lt;span style="FONT-STYLE: normal"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;&lt;/span&gt;E questa “necessità interna”&lt;/span&gt;&lt;em&gt; &lt;/em&gt;&lt;span style="FONT-STYLE: normal"&gt;è certamente per Schleiermacher quel sentimento dell’Infinito che in lui sembra inspirato da un dio e in cui, a suo giudizio, principalmente risiede il senso stesso della religione. Ma il sentimento dell’infinito, accompagnato o meno dalla consapevolezza di un divino ispiratore, bene appartiene al pensiero sapienziale come al pensiero religioso, entrambi infatti fanno parte della sfera del &lt;/span&gt;&lt;em&gt;sacro&lt;/em&gt;&lt;span style="FONT-STYLE: normal"&gt; come esperienza fondamentale e strutturale della mente umana. Giacché &lt;/span&gt;&lt;em&gt;il sacro&lt;/em&gt;&lt;span style="FONT-STYLE: normal"&gt; non è degli dei piuttosto che degli uomini, perché – come osserva Heidegger interprete di Holderlin – “è piuttosto il sacro a decidere inizialmente intorno agli uomini e agli dei, se siano, chi siano e quando siano” (M. Heidegger, &lt;/span&gt;&lt;em&gt;Erlauterungen zu Holderlin&lt;/em&gt;&lt;span style="FONT-STYLE: normal"&gt;, 1943, pp. 73-74)&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="BodyText2"&gt;&lt;span style="color:#3366ff;"&gt;&lt;span style="FONT-STYLE: normal"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;&lt;/span&gt;Sentimento dell’Infinito, senso del sacro: non è su questo terreno che si decide propriamente la differenza tra pensiero sapienziale e pensiero religioso. Il sapiente è come Socrate, egli sa di non sapere o di non sapere abbastanza e questa consapevolezza lo spinge con fede alla ricerca e al dialogo con gli altri. In questo percorso egli non disdegna di utilizzare la tradizione degli antichi, il patrimonio acquisito dell’umanità cui aggiunge la consapevolezza che gli deriva dal continuo confronto con gli altri, da quell’arte sottile che consiste nel domandare e rispondere nel tentativo improbabile di conoscere il &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Greek;"&gt;ti esti&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;&lt;span style="FONT-STYLE: normal"&gt;il &lt;/span&gt;&lt;em&gt;Che cos’è &lt;/em&gt;&lt;span style="FONT-STYLE: normal"&gt;di cui si parla. E se con queste procedure egli si colloca sempre di là della verità, questa nondimeno gli si offre in infiniti adombramenti ed egli prende coscienza che la Verità una e indefettibile è per principio fuori portata della mente umana e che l‘ ‘unico vero’ che gli riuscirà di scoprire sarà quello che faticosamente sarà riuscito a costruire e a condividere con gli altri che, come lui, siano guidati dallo stesso intendimento e che come lui siano disposti, mutando per così dire il quadro di riferimento in cui quel ‘vero’ era nato, a riconsiderare nuovamente la questione… Ma questa, si dirà, non è altro che la verità della scienza che si trasforma col mutare del tempo, delle risorse, del metodo, delle intuizioni e in funzione delle regole dell’arte. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="BodyText2"&gt;&lt;span style="FONT-STYLE: normal"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;&lt;span style="color:#3366ff;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;&lt;/span&gt;C’è di più e di diverso: il pensiero sapienziale funziona alla stregua del pensiero scientifico ma se ne discosta perché il suo intento non è meramente strumentale e innovativo e il suo procedere nella ricerca di nuove verità e di nuove conoscenze non lo porta a tralasciare quanto ha già acquisito e che costituisce il patrimonio di conoscenze dell’intera umanità. Insomma, il pensiero sapienziale se non disdegna per così dire di andare avanti, non rifiuta neppure di rivisitare e di approfondire ciò che appartiene al passato, giungendo talora a considerarlo un sapere privilegiato anche rispetto alle consapevolezze della&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt; &lt;/span&gt;modernità e della post-modernità. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="BodyText2"&gt;&lt;span style="FONT-STYLE: normal"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;&lt;span style="color:#3366ff;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;&lt;/span&gt;E il pensiero religioso? La struttura che lo anima sembra piuttosto incline a un rovesciamento di prospettiva: non la fede nella ricerca ma la ricerca di una fede il cui fondamento si sostanzi di una verità rivelata. E c’è da augurarsi che in questa prospettiva si mantenga tollerante evitando guerre e persecuzioni che troppo spesso hanno caratterizzato la sua storia. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="BodyText2"&gt;&lt;span style="FONT-STYLE: normal"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;&lt;span style="color:#3366ff;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;&lt;/span&gt;Ma il rapporto tra queste due modalità del pensiero, così distanti tra loro eppure così convergenti, dovrà essere studiato nella concretezza storica dei loro rapporti. Limiteremo l’osservazione, per ragioni di tempo, alle radici della civiltà occidentale: la greca e l’ebraica.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="BodyText2"&gt;&lt;span style="FONT-STYLE: normal"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;&lt;span style="color:#3366ff;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="BodyText2"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;&lt;span style="color:#3366ff;"&gt;&lt;span style="FONT-STYLE: normal"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;L’Eutifrone &lt;/em&gt;&lt;span style="FONT-STYLE: normal"&gt;di Platone ci presenta un confronto esemplare tra pensiero sapienziale e pensiero religioso. Esaminiamo in sintesi il contenuto del dialogo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="BodyText2"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;&lt;span style="color:#3366ff;"&gt;&lt;span style="FONT-STYLE: normal"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;&lt;/span&gt;Eutifrone e Socrate s’incontrano davanti al tribunale della &lt;/span&gt;&lt;em&gt;polis&lt;/em&gt;&lt;span style="FONT-STYLE: normal"&gt; e subito Eutifrone esprime a Socrate la sua meraviglia nel vederlo lontano dal Liceo e dalle sue abituali conversazioni e più ancora manifesta la sua incredulità di fronte all’idea che Socrate possa essere l’accusatore di qualcuno. E infatti Socrate subito gli rivela di essere l’accusato, non l’accusatore. Di quale accusa si tratta? Si tratta di &lt;/span&gt;&lt;em&gt;empietà&lt;/em&gt;&lt;span style="FONT-STYLE: normal"&gt;, un’accusa nella quale incorreranno altri intellettuali ateniesi di questo periodo. Socrate è cioè accusato di &lt;/span&gt;&lt;em&gt;non credere&lt;/em&gt;&lt;span style="FONT-STYLE: normal"&gt; negli dei della città-stato, di volerli sostituire nel culto con altre divinità e di insegnare queste cose ai giovani, corrompendoli. Apprendiamo così che nell’Atene del 400 avanti Cristo non esiste tolleranza religiosa anche se siamo bene a conoscenza che dietro l’accusa di empietà si celano precisi motivi politici. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="BodyText2"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;&lt;span style="color:#3366ff;"&gt;&lt;span style="FONT-STYLE: normal"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;&lt;/span&gt;Eutifrone, dal canto suo, chiarisce a Socrate di recarsi presso l’arconte-re, il sommo magistrato ateniese, in qualità di accusatore. Egli ha deciso di trascinare suo padre in giudizio e di chi lo critica per questa scelta dice che è ignorante della ‘legge divina in rapporto all’&lt;/span&gt;&lt;em&gt;empietà&lt;/em&gt;&lt;span style="FONT-STYLE: normal"&gt; e all’azione &lt;/span&gt;&lt;em&gt;pia e santa&lt;/em&gt;&lt;span style="FONT-STYLE: normal"&gt;’. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="BodyText2"&gt;&lt;span style="FONT-STYLE: normal"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;&lt;span style="color:#3366ff;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="BodyText2"&gt;&lt;span style="FONT-STYLE: normal"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;&lt;span style="color:#3366ff;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;&lt;/span&gt;“Ma allora, Eutifrone, – gli oppone Socrate – hai davvero la convinzione di conoscere con tanta perfezione le leggi divine? Di conoscere insomma ciò ch’è santo e pio e ciò ch’è empio?… Non hai timore di procedere contro tuo padre? Non potrebbe forse avvenire che a sua volta anche la tua fosse un’empietà?” &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="BodyText2"&gt;&lt;span style="FONT-STYLE: normal"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;&lt;span style="color:#3366ff;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="BodyText2"&gt;&lt;span style="FONT-STYLE: normal"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;&lt;span style="color:#3366ff;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;&lt;/span&gt;Naturalmente, Eutifrone risponde subito di conoscere perfettamente le leggi divine, ciò ch’è santo e ciò che non lo è. Da questo momento il dialogo si fa serrato. Socrate dichiara di volersi fare discepolo di Eutifrone, anche per meglio difendersi in tribunale e subito propone al suo interlocutore di rivelargli in cosa consista l’empietà e la santità. Eutifrone risponde che è santo fare ciò che lui sta facendo, cioè denunciare un colpevole anche se si tratta di suo padre e a mo’ di esempio cita Zeus che, per punirlo delle sue colpe, mise in catene il padre Saturno-Crono che, a sua volta e sempre per questione di giustizia, aveva evirato il padre Urano. La citazione consente a Socrate di tornare per un attimo sull’accusa che gli era stata rivolta e di osservare che proprio questo comportamento degli dei aveva generato la sua critica e dato spunto alla denuncia contro di lui. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="BodyText2"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;&lt;span style="color:#3366ff;"&gt;&lt;span style="FONT-STYLE: normal"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;&lt;/span&gt;Ma, insomma, chiede Socrate a Eutifrone, ammesso che sia giusto quel che stai facendo contro tuo padre, dammi una definizione di santità che possa adattarsi per infiniti altri casi. E subito Eutifrone dichiara che &lt;/span&gt;&lt;em&gt;è santo ciò che è caro agli dei, empio ciò che non lo è&lt;/em&gt;&lt;span style="FONT-STYLE: normal"&gt;. Definizione che Socrate non tarderà a smontare: gli dei per primi si accordano forse tra di loro su ciò che è giusto e ingiusto? Noi – continua Socrate – possiamo facilmente accordarci sul peso di un certo oggetto, basterà procurarci una bilancia… ma, quando si tratta del giusto e dell’ingiusto, del buono e del cattivo, del bello e del brutto non troveremo facilmente l’accordo e, sotto questo riguardo, gli dei non si comportano diversamente dagli uomini. Eutifrone ne conviene e al termine di una serie di ulteriori argomentazioni propone una nuova definizione di santità: &lt;/span&gt;&lt;em&gt;è santo&lt;/em&gt;&lt;span style="FONT-STYLE: normal"&gt; – egli dice – &lt;/span&gt;&lt;em&gt;ciò che è gradito a tutti gli dei, empio ciò che a tutti è sgradito&lt;/em&gt;&lt;span style="FONT-STYLE: normal"&gt;. Ma subito Socrate propone ad Eutifrone una nuova questione: &lt;/span&gt;&lt;em&gt;il santo è amato dagli dei perché santo o è santo perché amato dagli dei?&lt;/em&gt;&lt;span style="FONT-STYLE: normal"&gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="BodyText2"&gt;&lt;span style="FONT-STYLE: normal"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;&lt;span style="color:#3366ff;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;&lt;/span&gt;Man mano che il dialogo si dipana appare con sempre maggiore evidenza il fine di Socrate. Il suo interlocutore si dichiara in possesso della verità, ma, non potendo dire cosa santità e giustizia siano in sé, propone via via diverse definizioni, accorgendosi che nessuna di loro è la verità, e che ognuna dipende dal punto di vista di chi giudica. Così, da ultimo, ad Eutifrone non resta che rifugiarsi nella religione, troncando per ciò stesso ogni ulteriore indagine:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="BodyText2"&gt;&lt;span style="FONT-STYLE: normal"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;&lt;span style="color:#3366ff;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="BodyText2"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;&lt;span style="color:#3366ff;"&gt;&lt;span style="FONT-STYLE: normal"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;&lt;/span&gt;“…&lt;/span&gt;&lt;em&gt;la pietà e la santità&lt;/em&gt;&lt;span style="FONT-STYLE: normal"&gt; – egli dirà – &lt;/span&gt;&lt;em&gt;sono quella parte del giusto avente la sua esplicazione nel culto e nella cura degli dei. La parte invece rivolta agli uomini è la restante.”&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="BodyText2"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;&lt;span style="color:#3366ff;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="BodyText2"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;&lt;span style="color:#3366ff;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="FONT-STYLE: normal"&gt;Avrà un bel daffare Socrate nello smontare – come sempre accade, col consenso del suo stesso interlocutore – anche questa definizione e quando infine gli riuscirà e proporrà di riesaminare la questione da capo, vedrà Eutifrone sfuggirgli con un pretesto. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="BodyText2"&gt;&lt;span style="FONT-STYLE: normal"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;&lt;span style="color:#3366ff;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="BodyText2"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;&lt;span style="color:#3366ff;"&gt;&lt;span style="FONT-STYLE: normal"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;&lt;/span&gt;“Che peccato, amico mio! – ha appena il tempo di osservare Socrate con ironia – Avevo concepito una grande speranza; tu vai lontano e mi lasci deluso. Pensavo che da te avrei appreso ciò ch’è santo e ciò che non è santo. Così, mi sarei liberato dall’accusa di Meleto, poiché gli avrei mostrato che alla scuola di Eutifrone son divenuto un sapiente di problemi religiosi…” (Platone, &lt;/span&gt;&lt;em&gt;I Dialoghi&lt;/em&gt;&lt;span style="FONT-STYLE: normal"&gt;, vol.1, Rizzoli, Milano, 1953, p.598)&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="BodyT
