martedì 5 febbraio 2013

VIAGGIO MUSICALE NELL' ARMONIA





VIAGGIO MUSICALE NELL’ ARMONIA
Di Alberto Zei

In origine
  Fin dai tempi della scuola pitagorica, intorno al 500 a.c., si era a conoscenza  che la musica ha un senso compiuto, cioè, differente da una serie di suoni, se le vibrazioni che rappresentano l’altezza delle note, si susseguono con frequenze multiple o sottomultiple tra di  loro.

 Con questo presupposto,  da alcune migliaia di anni l’umanità ha saputo esprimere in base alla propria cultura, le arie musicali che creavano gradevolezza all’ascolto e che quindi sono state tramandate ai posteri, per quanto era allora possibile, prima del probabile oblio, spesso causato dalla difficoltà oggettiva di memorizzare le note musicali. Solo nel tardo medioevo, è stata finalmente introdotta con lo spartito  la scrittura musicale e da allora gli autori hanno potuto trasmettere nel tempo le  loro composizioni.







  Le regole però, sono rimaste  immutate  in quanto la musica, quella musica che la nostra psiche percepisce con piacevolezza,  non è stata inventata dall’ uomo ma solo scoperta. Infatti le regole matematiche che ci fanno distinguere una  buona musica  (non importa di quale genere) da una serie di suoni scomposti o come si suol dire, cacofonici,  sono  sempre le stesse,  indicate  da Pitagora alcuni millenni fa.

 Il pragmatismo sperimentale, che ha accompagnato la storia dell’ uomo verso la civiltà, ha spesso sorvolato sulla necessità di comprendere le ragioni fisiologiche e metafisiche che sottendono le leggi musicali. Questo soprattutto perché  l’esperienza insegna  che una composizione viene accolta con  giudizio positivo solo se  suscita in chi l’ascolta una sensazione di gradevolezza, gradevolezza che non potrà  discostarsi  molto da quella  che prova lo stesso autore. Qui però,  si entrerebbe  (ma non entriamo), nella psicologia sociale o, in senso più esoterico, nella concezione dell’inconscio collettivo teorizzata da  C. Jung.

L’ armonia
 La musica  capace di rapire la nostra attenzione e di generare  piacere emotivo non può comunque, prescindere dalle  leggi  dell’armonia  scoperte  da Pitagora.




 Diverse sono le emozioni che possono scaturire  dal significato delle parole, da un canto patriottico o dai  ricordi  che il brano musicale suscita. Questo è, però, un aspetto deviante, e ci fa comprendere  l’indifferenza che talora accompagna l’ascolto di alcune canzoni ricche di contenuti poetici ma non musicali.

 Dando per scontato che tutti conoscano il significato  di risonanze e dissonanze, di intervalli e accordi nonché della melodia, giova qui solo ricordare che la qualità di queste  combinazioni forma  una  sequenza gerarchica musicale che genera l’ armonia.

 Tante composizioni, ma pochissimi capolavori perché occorre dare alle regole anche  sostanza, molto spesso carente, per ottenere un buon prodotto.

  Vi sono indubbiamente per tutti noi delle divergenze sul concetto di piacevolezza musicale e una di queste divergenze è sicuramente il settore di riferimento, come quello della musica sinfonica, del jazz, musica pop,  e così via. Esiste però,  un cardine  fondamentale comune e vincolante per tutti che è quello di saper  parlare  musicalmente al nostro sistema fisiologico, con le  regole universali con le quali le note vengono tradotte in  sensazioni di piacere psichico fino a una sorte di estasi che rapisce l’ anima.

Emozione della musica
 Vi sono poi altri tipologie di  transfert  che la musica induce ma che  nulla o quasi hanno a che vedere con l’armonia. Altra cosa è, infatti, lo stordimento che provoca l’alta intensità  o la ripetitività dei   suoni  che esulano  dal rapimento dell'anima ma che tuttavia esercitano su di chi di questo va in cerca, una sorta di travolgente  ebbrezza. In  particolare la danza,  può esprimersi fino ad uno  stato di pseudo ipnosi con l’automatismo di  ondate  di gradevole disorientamento che  si susseguono nella mente durante il tempo in cui ci si  abbandona a questo tipo di musicalità; ad esempio nella danza sacra o più semplicemente nel ritmo assordante di certe  discoteche,  non è l’ armonia ciò che si genera e si percepisce. 







  Ritorniamo alla composizione  esclusivamente musicale che integra  le parole quando vi sono,  soltanto come suoni e non come significati. La composizione musicale  è un po’ come la poesia dove ognuno si  esprime come può. Il coronamento di una opera musicale, ognuna nel suo genere,  è il livello qualitativo che essa contiene e che  viene percepito dalla  psiche con una scala di valori  trascendenti creando  una spirale  di piacere  che a sua volta genera piacere. Ma si può ancora andare oltre l’ armonia. E’ allora che avviene con un onda d’urto psichico ciò che nell’arte figurativa corrisponde alla sindrome di Stendhal. Ma di questo parleremo in altra occasione.


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