La decisione della Corte d’appello della Figc
di penalizzare la Juventus di 15 punti in classifica per la vicenda delle
cosiddette plusvalenze fittizie sta suscitando l’ira dei tifosi bianconeri e il
giubilo di tutti gli antijuventini, da sempre pronti a scagliarsi contro la
squadra di calcio più titolata d’Italia. Il tifo, però, rischia di non essere
sereno nel valutare, in un senso o nell’altro, i fatti che hanno portato il procuratore della Figc, Giuseppe
Chiné, a
chiedere in appello la riapertura del processo - archiviato in prima istanza -
e la penalizzazione di 9 punti per la Juve che la Corte ha poi addirittura portato
a 15.
Vediamo
sia pure in breve sintesi i fatti, punto per punto:
1)Tutto
ha inizio con le indagini di Consob (Commissione Nazionale per le Società e la
Borsa) e Covisoc (Commissione di vigilanza della Federazione Italiana Gioco
Calcio-Figc sulle società di calcio professionistiche) sulle operazioni di
mercato delle squadre di Serie A. Essendo la Juve quotata in borsa, il Codacons
(Coordinamento delle associazioni per la difesa dell'ambiente e la tutela dei
diritti di utenti e consumatori) chiede alla Procura di Torino se nelle
operazioni di mercato della Juventus e nei bilanci vi siano state misure a
danno degli azionisti.
2)La
Procura di Torino dispone immediatamente l’indagine. Di rimbalzo interviene con
una inchiesta anche l’organo giudiziario della Figc che pur sospettando
anomalie del mercato, per presunte plusvalenze fittizie, assolve in prima
istanza la Juve e le altre squadre con cui la società piemontese dal 2018 ha concluso operazioni
di mercato. E la ragione è molto semplice: in mancanza di regole sui criteri
delle plusvalenze, la giustizia sportiva non può entrare nel merito della
valutazione di singoli calciatori, appurando così se siano gonfiate o
“fittizie”, e determinando in tal modo
l’aggiramento del cosiddetto Fair Play finanziario, misura introdotta dall’UEFA
per limitare, attraverso il sistema delle plusvalenze, l’indebitamento delle società di calcio. Com’è noto, il
mancato rispetto del Fair Play comporta l’esclusione temporanea o definitiva dalle
competizioni europee (Champions, Europa League, Conference League).
3)
Dalle indagini della Procura di Torino emergono però nuovi elementi che
consentono al procuratore della Figc di chiedere la riapertura del processo e
la penalizzazione di 9 punti della Juventus, nonché la sospensione temporanea
dei suoi dirigenti e dei dirigenti delle altre squadre con cui la Juventus ha
concluso operazioni di mercato basate sul sistema delle plusvalenze nello
scambio di giocatori.
4)
La Corte d’appello della Figc decide infine, nella tarda serata dello scorso Giovedì
20 gennaio di penalizzare di 15 punti la Juventus in classifica e di sospendere
con varie tempistiche i suoi dirigenti, mentre assolve tutte le altre squadre e
i loro dirigenti.
5)
Di qui, la rabbia del popolo juventino, ma anche la domanda (solo ingenua?) di
molti addetti ai lavori: “Com’è possibile che venga penalizzata solo la Juve,
se le plusvalenze fittizie o meno si realizzano sempre almeno tra due squadre?”.
6)
La domanda che a prima vista sembra legittima non tiene conto delle
INTERCETTAZIONI: i dirigenti della Juve – secondo notizie rese pubbliche dai
media – si sarebbero lasciati andare
nelle conversazioni telefoniche intercettate dalla Procura di Torino a dover
ammettere di aver fatto ricorso a plusvalenze fittizie per far quadrare i
bilanci. Il motivo per cui tutte le squadre con cui la Juventus ha fatto
operazioni di mercato con “presunte” plusvalenze fittizie siano state assolte
dipenderebbe dal fatto che l’ammissione di “colpevolezza” nelle intercettazioni
non riguarderebbe questo o quel giocatore, questa o quella società in
particolare, ma un intero sistema di scambio. E proprio questo, tuttavia,
rappresenta a mio giudizio il lato debole della sentenza della Corte d’appello
della Figc. Bisognerà comunque attendere le motivazioni della sentenza, prima
di poter far ricorso alla Giunta del Coni che funziona come Cassazione e/o
terzo grado di giudizio e che, com’è noto, non può intervenire sul merito, ma
solo cancellare la sentenza per vizio di forma e/o per riscontrata lesione dei
diritti della difesa e rinviare il tutto alla Figc per l’eventualità di un
nuovo procedimento.
7)
Dal che risulta almeno parzialmente giustificato lo sfogo dei tifosi che si può
così riassumere: “Perché solo noi? Perché solo i dirigenti juventini sono
intercettati? Se si facessero indagini accurate su tutti gli altri club della Serie
A, a cominciare dalle società altrettanto prestigiose del Campionato, si
giungerebbe allo stesso risultato che ha portato alla penalizzazione della
Juve”. Può darsi, ma può darsi anche di no, per due ragioni: a) intercettazioni su altre squadre non possono essere usate dalla Figc semplicemente perché NON CI SONO: le procure di altre
città, a differenza della Procura di Torino, non hanno aperto indagini sulle
squadre cittadine e dunque chiesto al Gip l’autorizzazione ad intercettare b)
anche in presenza di intercettazioni, non è detto che i dirigenti di queste
altre società abbiano mai ammesso, durante le conversazioni telefoniche, di essere
ricorsi al sistema delle plusvalenze fittizie.
Tutto
ciò premesso, non resta alla Juve che affidarsi alla nuova dirigenza e al nuovo
Presidente che ha parlato di “difesa senza arroganza”. Ai tifosi cosiddetti
antijuventini l’invito a domandarsi: “Che succederebbe se anche la mia squadra
fosse indagata seriamente?”. Ai tifosi juventini il dovere di sostenere la
squadra in tutto e per tutto, soprattutto sui campi di gioco, a cominciare
dalla difficile partita di questa sera a Torino contro l’Atalanta. Ricordando
altresì ciò che di buono è stato fatto dalla Presidenza e dal C.D.
dimissionari: i 9 scudetti, le due finali di Champions e i tanti acquisti di calciatori che
hanno dato prestigio alla squadra, tutti
successi che non possono essere dimenticati per ciò che avviene oggi sul piano
amministrativo-giuridico (personalmente ritengo sbagliata se non addirittura
controproducente la misura delle plusvalenze adottata dall’UEFA sia pure al
fine di limitare i debiti delle squadre di calcio: un’indagine puntuale su
tutte le principali società calcistiche europee – con l’eccezione forse solo di
quelle della Premier League dotate di risorse quasi illimitate – metterebbe probabilmente in luce il fenomeno
pervasivo delle cosiddette plusvalenze fittizie), nonché sul piano meramente sportivo, dove
la Juve da circa un anno e mezzo, alternando vittorie “di corto muso” a
disfatte impensabili (vedi le tre sconfitte sulle quattro partite di Champions
e il recente 5-1 subito contro il Napoli), mostra ormai, forse, il gioco peggiore della Serie A.
sergio
magaldi