martedì 26 maggio 2026

EVVIVA L' EUROPA LEAGUE


 


Dai discorsi di fine gara e di fine campionato – dei quali spesso lui sembra il solo a  detenere la chiave – Spalletti lascia intendere che non ha intenzione di dimettersi e che comunque la Juve è approdata all’Europa league. Spalletti parla così forse perché confortato dagli addetti ai lavori (anche media e giornali) che non hanno mai smesso di apprezzarne il lavoro e di segnalare che dal suo arrivo la Juventus sarebbe come risorta. Faccio presente che Spalletti occupa con la Juve il 6° posto della classifica finale, nell’esatta posizione in cui l’aveva lasciata Tudor. Ciò dà diritto a partecipare all’Europa League ma non alla Champions, ben più remunerativa e ambita, alla quale proprio Tudor aveva portato la Juventus lo scorso anno.

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C’è da sperare che gli ultimi risultati della squadra – come è stato detto più volte – dipendano dalla mancanza di personalità di alcuni giocatori e da due campagne acquisti a dir poco fallimentari. Resta il fatto che, a mio giudizio, certe scelte dell’allenatore bianconero risultano incomprensibili:

 

1)Aver lasciato costantemente in panchina Gatti, preferendogli Kelly che in più di un’occasione si è fatto saltare dagli avversari andati poi in goal, e senza contare che proprio Gatti, col pareggio acciuffato negli ultimi minuti contro la Roma, aveva rimesso la Juve nelle condizioni di andare abbastanza agevolmente in Champions.

 

2)Utilizzare Yildiz come terzino alto ed esterno di sinistra, sulla falsariga di Conceição, lui sì esterno di destra. Yildiz è un numero 10 naturale, secondo me, come Del Piero e come Dybala. Quando arriva a tirare Yildiz è già stanco e i suoi tiri sono deboli o fanno fuori dello specchio della porta.

 

3)Utilizzare un centrocampo a due, mai a tre, come pure sarebbe opportuno in questa Juve, fidando troppo sul capitano Locatelli, ottimo davanti alla difesa, ma inadatto a suscitare una manovra offensiva, tant’è che  gran parte degli attacchi bianconeri nascono dalla velocità e dalla gamba di Conceição. Non a caso, quando Spalletti sostituisce il portoghese (e questo avviene sempre piuttosto presto durante la partita) l’attacco juventino si spegne.

 

4)Curare troppo le manovre di passaggio e poco i tiri a rete. La Juve tira pochissimo e spesso fuori o debolmente.

 

5)Non essere stato capace di vincere neppure il derby dopo essersi trovato in vantaggio di due reti. Assurdo insistere con David al posto di Vlahovic poco dopo l’inizio del secondo tempo e poi togliere tutti i migliori: con quei cambi il pareggio era annunciato.

 

Tutto ciò premesso, se Spalletti deve restare, la speranza è che la squadra sia almeno rafforzata, anche se sono del parere che con questo allenatore si avranno magari sprazzi di bel gioco ma forse non quello che i tifosi si aspettano.

 

Sergio Magaldi    


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