Dai
discorsi di fine gara e di fine campionato – dei quali spesso lui sembra il solo
a detenere la chiave – Spalletti lascia
intendere che non ha intenzione di dimettersi e che comunque la Juve è
approdata all’Europa league. Spalletti parla così forse perché confortato dagli
addetti ai lavori (anche media e giornali) che non hanno mai smesso di
apprezzarne il lavoro e di segnalare che dal suo arrivo la Juventus sarebbe
come risorta. Faccio presente che Spalletti occupa con la Juve il 6° posto
della classifica finale, nell’esatta posizione in cui l’aveva lasciata Tudor.
Ciò dà diritto a partecipare all’Europa League ma non alla Champions, ben più remunerativa
e ambita, alla quale proprio Tudor aveva portato la Juventus lo scorso anno.
.
C’è
da sperare che gli ultimi risultati della squadra – come è stato detto più
volte – dipendano dalla mancanza di personalità di alcuni giocatori e da due
campagne acquisti a dir poco fallimentari. Resta il fatto che, a mio giudizio,
certe scelte dell’allenatore bianconero risultano incomprensibili:
1)Aver
lasciato costantemente in panchina Gatti, preferendogli Kelly che in più di
un’occasione si è fatto saltare dagli avversari andati poi in goal, e senza
contare che proprio Gatti, col pareggio acciuffato negli ultimi minuti contro
la Roma, aveva rimesso la Juve nelle condizioni di andare abbastanza
agevolmente in Champions.
2)Utilizzare
Yildiz come terzino alto ed esterno di sinistra, sulla falsariga di Conceição,
lui sì esterno di destra. Yildiz è un numero 10 naturale, secondo me, come Del
Piero e come Dybala. Quando arriva a tirare Yildiz è già stanco e i suoi tiri
sono deboli o fanno fuori dello specchio della porta.
3)Utilizzare
un centrocampo a due, mai a tre, come pure sarebbe opportuno in questa Juve,
fidando troppo sul capitano Locatelli, ottimo davanti alla difesa, ma inadatto
a suscitare una manovra offensiva, tant’è che
gran parte degli attacchi bianconeri nascono dalla velocità e dalla
gamba di Conceição. Non a caso, quando Spalletti sostituisce il portoghese (e
questo avviene sempre piuttosto presto durante la partita) l’attacco juventino
si spegne.
4)Curare
troppo le manovre di passaggio e poco i tiri a rete. La Juve tira pochissimo e
spesso fuori o debolmente.
5)Non
essere stato capace di vincere neppure il derby dopo essersi trovato in vantaggio
di due reti. Assurdo insistere con David al posto di Vlahovic poco dopo
l’inizio del secondo tempo e poi togliere tutti i migliori: con quei cambi il
pareggio era annunciato.
Tutto
ciò premesso, se Spalletti deve restare, la speranza è che la squadra sia
almeno rafforzata, anche se sono del parere che con questo allenatore si
avranno magari sprazzi di bel gioco ma forse non quello che i tifosi si
aspettano.
Sergio
Magaldi







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