martedì 12 maggio 2026

Le sfere ruotanti di Lullo e il teatro della memoria ermetica - L'ARTE DELLA MEMORIA [parte 2.a ]




 Lungo tutto il Medioevo le tecniche per incentivare la memoria artificiale si basarono sul trattato “Rhetorica ad Herennium” impropriamente attribuito a Cicerone (106-43 a.C). Sostanzialmente ispirato al poeta greco Simonide di Ceo (556-467 a. C.) - secondo la narrazione che Cicerone ne fa nel terzo libro del suo “De Oratore” - il metodo si basava sull’individuazione di luoghi (o stanze o palazzi della memoria) e di immagini dove deporre mentalmente le cose e, talora, anche le parole da ricordare. In alternativa, sulla scia della “Institutio Oratoria” di Quintiliano (35-96 d.C.), si tende a privilegiare il rafforzamento della memoria naturale. Così, per esempio nel dialogo “Sulla Retorica e le Virtù, lo storico Alcuino (740-804) risponde a Carlo Magno (748-814)  che lo aveva interrogato su come acquistare e accrescere la memoria, ritenuta la parte più nobile della retorica: “Non abbiamo altre regole riguardo ad essa, tranne l’esercizio nell’apprendere a memoria, la pratica dello scrivere, l’applicazione allo studio e evitare l’ubriachezza…”.

 

Più tardi, con Alberto Magno (1200-1280) e con Tommaso d’Aquino (1224-1274), si rafforza la tradizione del coltivare la memoria artificiale tramite i cosiddetti palazzi della memoria di cui entrano a far parte anche chiese, monasteri, interi quartieri delle città, ma le regole di mnemotecnica sono ormai destinate ad essere usate per ricordare i vizi e le virtù, e divengono parte dell’Etica più che della Retorica.

Nello stesso periodo, tuttavia, si introduce un notevole cambiamento con le sfere rotanti di Raimondo Lullo (1235-1316) che, ideate al fine di promuovere la conversione di ebrei e musulmani al Cristianesimo, finirono con l’essere di notevole ausilio per l’arte della memoria. Con Lullo nasce la cosiddetta “Ars combinatoria”  che ricorda la Qabbalah e che godrà di notevole fortuna lungo tutto il Rinascimento.

 

Con la traduzione in latino del “Corpus Hermeticum” da parte di Marsilio Ficino (1433-1499) una “Prisca theologia”, che attraversa tutte le religioni e tutte le culture, si diffonde in Occidente e il “Teatro della memoria” di Giulio Camillo (1480-1544) si presenterà come una vera e propria enciclopedia del nuovo sapere.