martedì 28 aprile 2026

Da Platone ai Palazzi della memoria - L' ARTE DELLA MEMORIA [parte 1.a]





Dopo tre puntate sulla natura della coscienza (i 3 link), lo Zibaldone prende ora in esame la memoria che dell’attività della coscienza è parte integrante e fondamentale.

 La perfetta identità di Memoria e Coscienza è un dono divino, come afferma Platone (428-347) nell’ultima parte del X Libro della Repubblica narrando il mito di Er, il guerriero al quale gli dei concedono una memoria tanto potente da ricordare le vite precedenti. Il tema della memoria è affrontato ancora da Platone nel Fedro (274c-276a), allorché si narra di Theut, inventore della scrittura, che si presenta a Thamus, re dell’Alto Egitto, per magnificare la sua invenzione dell’alfabeto come una grande medicina per la memoria. Il grande filosofo greco parla ancora della memoria nel Fedone (72-78) e nel Menone (81b, d) ma solo per chiarire la dottrina della Reminiscenza o Anamnesi collegata alla tradizione orfico-pitagorica della trasmigrazione delle anime: l’anima viene dal mondo delle idee, conoscere è solo ricordare. E la memoria, dunque, “scorre” tra cielo e terra perché, come afferma Esiodo (776 a.C -?) nella sua Teogonia, Mnemosyne (Memoria) è figlia di Urano (Cielo) e di Gea (Terra) e madre delle nove Muse, concepite da Zeus nei nove giorni in cui si intrattenne con lui.

Tanto era importante la memoria nel mondo antico che divenne presto oggetto di insegnamento. Furono forse i Sofisti (contemporanei di Platone) – i primi docenti a pagamento della storia – a fare sfoggio di grande memoria e ad insegnare ai propri alunni le tecniche per ricordare. Tra i più noti in questo campo furono Prodico di Ceo (465 -395 a. C.) e soprattutto Ippia di Elide (443 a.C. - ?). Si deve tuttavia ad un altro greco, il poeta Simonide di Ceo vissuto ben prima dei Sofisti (556-467 a.C.) – a quanto racconta Cicerone nel De Oratore e nelle Tuscolane a utilizzare per primo una tecnica per la memoria artificiale che avrà fortuna nei secoli successivi e che verrà detta dei “Palazzi della memoria”.


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