mercoledì 18 marzo 2026

Essere e Divenire. L'eterno ritorno dell'eguale [3.a parte]




Tutta la storia della metafisica classica – dice Heidegger-  si snoda nel rapporto tra Essere e Divenire. A cominciare dalla contrapposizione storiografica tra Parmenide ed Eraclito, poi con Platone che assimila l’Essere al mondo delle idee e coglie il divenire nella realtà sensibile, per continuare con Aristotele che riduce essere e divenire a potenza ed atto, per finire con Hegel che afferma che il puro essere è come il puro nulla. Così, andando in cerca dell’Essere, si sono trovati solo enti. Con il "Che cos'è" ( ti esti ) di Socrate, nel tentativo impossibile di definire il bene, il male, il giusto, l’ingiusto etc… si va caccia di enti assoluti scambiandoli per l’Essere: Dio, Natura, Assoluto, Spirito e altro ancora.

 

 Già nella conclusione del saggio del 1946 Heidegger esprime il legame  tra Anassimandro, Eraclito e Parmenide. Scrive Heidegger in maniera ripetitiva ma efficace: Il λόγος, che Eraclito concepisce come il tratto fondamentale dell’esser-presente; la Μοίρα, che Parmenide concepisce come il tratto fondamentale dell’esser-presente; il χρεών che Anassimandro concepisce come l’essenza dell’esser-presente, designano tutti il Medesimo.

 Secondo Heidegger, la presunta "lotta" tra Parmenide ed Eraclito è un mito storiografico. In realtà, entrambi stavano dicendo la stessa cosa da due prospettive diverse. Parmenide sottolinea la costanza della presenza [C’è  sempre qualcosa: l’Essere]. Eraclito sottolinea il conflitto (Polemos) necessario affinché tale presenza emerga dall'oscurità. Per Heidegger, l'Essere non "è" semplicemente, ma si manifesta (svela) in un ente mentre simultaneamente si nasconde (occultamento). Il divenire, quindi, non è solo il mutamento fisico, ma il movimento intrinseco dell'Essere che si mostra nella "Radura" (Lichtung) e si sottrae allo stesso tempo.  Nella metafisica classica (onto-teologia), Dio è concepito come l'ente sommo, causa prima che "crea" gli enti dal nulla. Per Heidegger, l'Essere (Seinnon è un ente, non è un Dio, né una causa, né una sostanza, né una persona. L'Essere è Ereignis (Evento/Evento di appropriazione), un "dono" che si dà nel tempo e nella "Radura" (Lichtung). Detto altrimenti, l'Essere "dà" l'ente nel senso che lo lascia apparire.


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