martedì 31 gennaio 2023

MUSSOLINI (parte 2ª) DA PACIFISTA A INTERVENTISTA



 L’occasione del Centenario della Marcia su Roma ha portato a rivisitare, attraverso documenti testuali e analisi critiche, l’ascesa di Mussolini all’interno del Partito Socialista Italiano sino al Congresso di Ancona (26-29 aprile 1914) in cui la corrente dei socialisti rivoluzionari, alla quale appartiene Mussolini, ottiene la maggioranza sui riformisti di  sinistra (i riformisti di destra erano stati espulsi, in gran parte per l’azione dello stesso Mussolini, nel Congresso di Reggio Emilia di due anni prima). La vittoria di Mussolini ad Ancona è schiacciante: entra a far parte della Direzione del Partito, è riconfermato direttore dell’ “Avanti!” e ottiene l’espulsione dei massoni. Allo scoppio della Prima Guerra Mondiale (28 luglio 1914 – 11 novembre 1918), l’impegno di Mussolini è tutto diretto dalle pagine dell’ Avanti! a sostenere con forza la posizione della neutralità e del tradizionale pacifismo dei socialisti. Col trascorrere dei mesi, tuttavia, per azione dell’ interventismo di sinistra (che comprende repubblicani, socialisti riformisti, radicali, futuristi, massoni e alcuni sindacalisti rivoluzionari) che vede nella guerra contro l’Austria l’occasione di completare il nostro Risorgimento, Mussolini cambierà atteggiamento sino a coniare la formula : “Dalla neutralità assoluta alla neutralità attiva ed operante” che lo porterà più tardi a battersi per l’intervento in guerra accanto a Francia, Inghilterra e Russia e a fondare in autonomia il quotidiano socialista Il Popolo d’Italia con la relativa espulsione dal Partito Socialista.


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